Diario di Bordo Lemon Bowl Higher 2016 (6)

di - 6 Gennaio 2016

Squadra

dal Lemon Bowl (Roma)Luca Fiorino (@LucaFiorino24)

Difficile è l’arte di iniziare, ma ancora più difficile è l’arte di porre fine. Svegliarmi e realizzare che questa sia l’ultima giornata sui campi del Lemon Bowl mi mette francamente un po’ di tristezza, nonostante la stanchezza e gli esami che incombono mi suggeriscano ben altro. Una colazione fugace, una doccia fatta giusta per l’occasione e sono pronto a partire. Tanto per cambiare anche oggi piove e così, nel bel mezzo del traffico romano, mi diletto ad inventare uno stupido aforisma: “Ogni santo giorno, un anziano col basco, si alza dal letto e sa che dovrà prendere la sua auto targata RM per andare a creare le code sul raccordo anulare”.

Fortunatamente arrivo sui campi del New Penta 2000 con mezzora di anticipo rispetto all’inizio degli incontri in programma alle ore 10:00. Sarà mio compito infatti fermare tutti i finalisti in direzione gara per la foto dell’album d’oro 2016. Nell’attesa che i primi bambini si presentino per firmare la presenza, mi porto avanti con il lavoro e attacco i fogli in bacheca della rassegna stampa. Anche questa stava diventando un’abitudine piacevole. Le partite si disputeranno tutte nella sede centrale della manifestazione, eccezion fatta per i due incontri under 14. La speranza è quella di vedere almeno i match programmati alle 11:30 all’aperto ma il tempo appare tutt’altro che clemente.

Scatto le prime foto, mi divoro il Kinder Bueno gentilmente offertomi da Silvia e mi dirigo sotto al pallone ad assistere ai primi tre match di singolare. In direzione gara ho avuto modo di scambiare due parole con Nadin Barbarossa: oltre ad essere molto brava a giocare a tennis, è una bambina a modo, simpatica e sorridente. C’è dunque un motivo in più per sostenerla oltre che per semplice patriottismo. La giovane dello Janus Tc (Fabriano, AN) inizia bene aggiudicandosi il primo game. Peccato che l’avversaria dall’altra parte della rete sia l’indomabile Brenda Fruhvirtova. La ceca, come raccontato nei giorni passati, è probabilmente la giocatrice più forte che abbia mai visto della sua età. Non sbaglia mai, neanche quando è costretta alla difesa, ed è inoltre incredibilmente brava a trovare soluzioni vincenti con ambo i fondamentali. Brenda conferma le ottime impressioni della settimana e si aggiudica il titolo under 10 femminile dopo aver già centrato il successo nella scorsa edizione nella categoria under 8. Il risultato è piuttosto pesante: 6-1 6-1 con diversi killer point vinti dalla piccola tennista dell’est.

La prima giocatrice a vincere il trofeo dei limoni è stata la bravissima Carla Giambelli, in finale su Gaia Mais. La bambina del Villasanta Tc ha impressionato e non poco per gioco e continuità di rendimento. Tra semifinale e finale non ha perso neanche un game. Un successo aspettato per ben un anno, quando nella passata edizione l’unica a potersi frapporre tra lei e il titolo fu la solita Brenda Fruhvirtova. Un plauso anche alla graziosissima Gaia, al primo vero torneo giocato.

Il tanto atteso derby romano tra Daniele Minighini e Niccolò Ciavarella se l’è aggiudicato quest’ultimo in due set per 7-5 6-3. I due hanno dato prova ad un buon match nonostante la tensione accusata da entrambi. Buoni passanti, bei vincenti da ambo le parti e tanta correttezza in campo. Splendido l’abbraccio dei due a fine match che, francamente, mi ha un po’ emozionato. Un grande torneo disputato dai due ragazzi dello Sporting Club Eur, autori fra l’altro di un’annata ricca di successi. In qualità di inviato per SuperTennis Tv ne approfitto per fare una piccola intervista a Daniele:

Ho iniziato a giocare all’età di 5 anni. I miei idoli sono Rafael Nadal e Fabio Fognini, sono due grandi campioni. Il primo è un esempio perché non molla mai mentre Fabio è il miglior giocatore italiano. La partita di oggi? Ho subito un po’ di pressione ma devo fare i complimenti a Niccolò“.

E come due grandi amici dopo poco erano già fuori a ridere, scherzare e giocare a pittino. Questo è quello che vorrei sempre vedere. La pioggia non dà ancora tregua, anche le restanti partite si giocheranno indoor su erba sintetica.

Nella finale under 8 tra Raffaele Ciurnelli e Filippo Alfano tante emozioni e spettacolo. A trionfare è stato il piccolo grande ometto del Giotto Ct in una vera e propria battaglia ludica terminata 6-4 4-6 7-5. Il “piccolo Raonic” ha mostrato ancora una volta un’ottima varietà di gioco, così come il suo avversario dalla folta chioma bionda. La partita si è decisa davvero su pochi punti.

Poca storia purtroppo nell’ultima sfida femminile in programma che ha visto opposte Linda Fruhvirtova e Angelica Giovagnoli. Così come la sorella più piccola, anche lei porta a casa il suo match con il medesimo punteggio: 6-1 6-1. La ceca ha un rovescio di una bellezza rara e, passatemi il termine, la faccia e i modi da tennista affermata. Niente da fare per la tennista dell’Olympia Ct ma l’avversaria sembrava onestamente un ostacolo quasi insormontabile. A match concluso neanche il tempo di festeggiare che Linda è già pronta a fare defaticamento ed a correre per il campo. Che mentalità! Probabilmente esagerata vista l’età ma tant’è…

Nell’ultimo match della giornata al New Penta 2000, ad imporsi nella finale under 10 maschile tra Fadi Bidan e Sebastiano Cocola è stato proprio il siriano. Il giovane mancino classe 2006 ha giocato meglio i punti importanti, dimostrando di essere il giocatore più completo e vario non solo della categoria. Lo score in suo favore è 7-6 7-6 mentre il bilancio complessivo nel torneo coi tie-break è 4 su 4, a testimonianza di una forza mentale non indifferente. Ottimo match di Cocola, probabilmente al tennista siciliano dal gioco regolare, gli sarebbe bastata un pizzico in più di fortuna e sfrontatezza.

Siamo già arrivati alle premiazioni con le classifiche foto di rito ed i doverosi ringraziamenti. Tanti sorrisi e coppe di limone tra le mani, con anche il sottoscritto a ricevere il proprio portachiavi in veste di addetto stampa. Devo ammettere che anche l’applauso nei miei riguardi non è stato per niente timido, i diari di bordo la mia rivedibile goliardia hanno fatto breccia nel cuore di qualcuno. Forse.

Aiuto il capo Nizegorodcew a sistemare le ultime cose del comunicato stampa, recupero le foto della giornata e registro lo speech. Il tutto mentre seguiamo assieme a Paolo Verna e Maurizio Ellena le partite della Serie A sul livescore. Sfottò, risate e un arrivederci che suona più come un addio. Le mie battute post pareggio del Chievo contro la Roma fanno fortemente vacillare la mia posizione in vista della prossima edizione del Lemon Bowl.

Una settimana trascorsa in fretta in cui ho avuto il piacere di rivedere vecchi amici e conoscerne di nuovi. Provo ad essere serio e colgo dunque l’occasione per salutare e ringraziare: Paolo Verna, Alessandro Nizegorodcew, tutto lo staff, dai giudici arbitri ai ragazzi della direzione gara fino ai ragazzi addetti alla manutenzione dei campi. Senza dimenticare maestri, genitori e soprattutto i ragazzi. È stata un’esperienza, se possibile, ancora più formativa e divertente dell’anno scorso.

Non posso concludere se non con il motto che mi ha contraddistinto dall’inizio sino alla fine del Lemon Bowl:

“Che giocatori!”

Ci rivediamo nel 2017!

 

 

 

 

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