Diario di Bordo dal Lemon Bowl (3)

di - 5 Gennaio 2015

Ivan La Cava
(Ivan La Cava, Atheneo Napoli, semifinalista nell’under 12 – Foto Mosquitos)

dal Lemon Bowl (Roma), Luca Fiorino

E’ bastato un solo giorno lontano dai campi del New Penta 2000 perché avvertissi una strana sensazione, come se dentro di me albergasse un vuoto incolmabile. Vi annuncio ufficialmente che questa edizione del Lemon Bowl 2015 è ormai entrata nel mio cuore e che oggi stargli lontano è diventato pressoché impossibile. Ore 8:30 del mattino: appena alzato mi preparo una bella colazione in totale controtendenza, giusto perché nessuno possa dire che scriva o faccia sempre le stesse cose. Latte parzialmente scremato con l’aggiunta del Nesquik e quattro biscotti al cioccolato pronti da inzuppare. Tutti gli sforzi fatti nei giorni precedenti cancellati da una colazione degna del miglior Galeazzi.

Oggi è giornata di quarti di finale e l’inizio degli incontri è fissato per le 10:30. Esco di casa giusto tre quarti d’ora prima pensando che essendo domenica ed ancora periodo festivo, non avrei dovuto incontrare molto traffico. Non avevo ahimè considerato la variabile delle variabili, l’incidente mattutino. E’ incredibile come in certe cose occasioni quando si ha un impegno ci sia sempre qualche episodio ad opporsi e a farti arrivare in ritardo mentre quando non si è di fretta pare che i semafori siano sempre verdi e le strade che una volta ti sembravano in salita siano improvvisamente in discesa. Dopo questa digressione tanto inutile quanto vera, mi ritrovo finalmente al circolo. Questa volta mi sono appuntato tutti i match che ritengo più interessanti, peccato che non abbia ancora ricevuto il dono dell’ubiquità. Campo numero uno, stanno giocando Francesco Castellano contro Luca Nardi.

Il match è avvincente, il tennista del Parioli TC è partito decisamente meglio, molto più falloso il suo avversario che sembra pagare un po’ di tensione. Capisco subito che la partita è lunga e mi sposto prima  verso il campo numero 9 e poi al numero 4. In quei campi sono all’opera rispettivamente Federico Bondioli e Federica Sacco, i giocatori che avevo intenzione di guardare fra i primi incontri del mattino. L’under 10 ravennate mi impressiona per qualità di gioco e concretezza, il doppio bagel ne è la testimonianza ed è la causa del pianto del giovane Fragasso. Apro una parentesi: mi piange il cuore vedere questi ragazzi in lacrime e capisco in parte tali reazioni ma non dimentichiamoci che questa manifestazione dev’essere in primis un divertimento, una vera e propria festa dello sport. La tennista del Tc Fireball di Napoli lascia anch’essa le briciole all’inerme avversaria, concedendole giusto tre game e dando prova di un ottimo tennis. Sono peggio di una mosca (sarebbe più adatto dire moscone considerate le mie dimensioni) impazzita che ronza da un campo all’altro, sono tanti i match di livello a cui vorrei assistere che mi dispiace perdere anche solo qualche game.

Mi stabilisco definitivamente al campo numero 6 dove assisto alle ultime battute del match tra Andrea Cugini e Giulio Zeppieri. La partita pare a senso unico, mi sembra evidente che i due si conoscano e che sappiano esattamente l’uno i difetti e i pregi dell’altro. Finito l’incontro mi avvicino a Giulio (vincitore del quarto di finale per 6-1 6-2) e mi complimento con lui per il buon tennis espresso: “Ho iniziato a giocare all’età di 6 anni dopo che a scuola fra le varie attività pomeridiane avevano messo anche il tennis. Oggi è stata una partita semplice, conoscevo il mio avversario ed ho impostato la partita sul suo colpo più debole, il rovescio. Il mio colpo preferito? Il rovescio incrociato ed in più sono pure mancino. Credo che questo sia un bel vantaggio, soprattutto nel servizio slice quando si fronteggia una palla break. A chi mi ispiro? Un giorno mi piacerebbe essere come Marin Cilic…”.

Le partite da vedere sono ancora tante e anche in quelle programmate alle ore 12:00 ho solo che l’imbarazzo della scelta. Mi divido fra Abdedallah Shelbayh opposto a Alexander Gammariello al campo 1, Linda Alessi contro Martina Bianchi e tra Samuel Vincent Ruggeri e Matteo Gigante. Il giordano è un buon mancino, anche discretamente bello da vedere ma oggi appare alquanto scarico. Guardo Alexander, gli vedo giocare il primo colpo e subito esclamo stupito: “Finalmente un rovescio ad una mano!” (giusto per la cronaca avevo chiesto al “Nize” pochi minuti prima se ci fosse qualcuno che giocasse il rovescio ad una mano). Pensavo fossero in via d’estinzione, a quanto pare abbiamo ancora qualche speranza. Il match terminerà 6-3 6-4 in favore dell’italiano under 12. Raggiungo Ale al campo 4, sta giocando Linda Alessi nell’incontro under 14 femminile. Fisicamente già strutturata, credo di non bestemmiare se dicessi che è la favorita numero uno del torneo. Nonostante questa affermazione la partita non è stata delle più semplici, così come lei stessa mi ha confessato: “Ho portato a casa una partita non facile. Potevo decisamente giocare meglio ma spero di raccogliere ciò che di buono ho fatto oggi in vista delle semifinali. Quale tennista ammiro? Mi piace Maria Sharapova nel femminile e Rafael Nadal nel maschile”. Le ho anche chiesto quale fosse il suo colpo preferito ma le ho promesso che non l’avrei rivelato per non favorire le sue prossime avversarie (giusto che rimanga top secret seppur credo che di secret abbia ben poco). Intervisto anche il padre nonché coach della tennista che si allena alla Tennis Training di Foligno, Fabrizio Alessi: “Abbiamo portato una trentina di ragazzi e sono rimaste in gara Sofia Pizzoni e mia figlia Linda. Il Lemon Bowl è una tappa fissa per varie ragioni, vi sono giocatori di qualità ma è soprattutto una festa. Rapporto padre-maestro? In famiglia tutte e tre le mie figlie hanno giocato e continuano a giocare a tennis seppur Ilaria non giochi più ad alto livello. E’ un rapporto difficile quello tra padre e maestro, non è facile dividersi in questo ruolo ma ci metto tutta la buona volontà. A volte credo di essere fin troppo obiettivo e critico nei loro confronti. Se ho commesso errori in passato spero di non ripeterli e di aver trasmesso loro i valori giusti”.

Matteo GiganteMi giunge voce che sul campo 6 sia in atto una vera e propria battaglia tra la testa di serie numero 1 Ruggeri e Gigante. Certo, gigante non lo sarà fisicamente ma il suo cuore e il suo tennis decisamente sì. La spunta infatti a sorpresa il tennista romano per 7-5 al terzo set, una vittoria incredibile che cade proprio nel giorno del suo 13esimo compleanno: “Mi sono fatto proprio un bel regalo. Ruggeri è un grandissimo giocatore, non credevo sinceramente di vincerla perché sapevo che sarebbe stata una partita tostissima. La mia tattica oggi consisteva nel tenere piano piano e nel chiudere non appena ci fosse stata un’occasione a me propizia. Nadal è la mia fonte d’ispirazione quando si tratta di lottare”. Tanto per cambiare, l’idolo più gettonato fra i ragazzi di oggi è il maiorchino.  Mi scende una lacrimuccia se penso di non aver sentito ancora da nessuno un qualcosa di simile a Roger Federer. Voglio credere che non si ispirino a lui perché ritenuto inarrivabile. A proposito di leggende, fra i tanti giovani oggi impegnati al New Penta 2000 oggi c’era nientepopodimeno che Spiderman.

Pensate che stia scherzando? Chi si celava  secondo voi dietro a questo travestimento? Risposta sbagliata, non si trattava di Peter Parker ma di Matteo Schiahbasi, capace di vincere ieri contro il siriano Fadi Bidan e nel quarto di finale odierno 7-3 al terzo con Gabriele Vulpitta. Mentre mi dirigo verso il bungalow per una meritata pausa fisiologica, sul campo 2 noto che si sta svolgendo un match tutto internazionale: Maria Klio Ioannou (Cipro) versus Linda Fruhvirtova (Rep.Ceca) valevole per la categoria under 10 femminile. La connazionale dell’inesauribile Pavel Nedved (dopo questa affermazione perderò qualche amicizia o quel minimo di considerazione che avevo) si è sbarazzata della piccola cipriota per 6-1 6-2 in un match a tratti tanto bello quanto strano. Maria infatti non aveva ben chiaro che dovesse chiamare le palle out (alcune decisamente fuori anche di 30 cm abbondanti) ed il padre della stessa vi assicuro che non sarà mai un giudice di sedia (spesso e volentieri reclamava punteggi inesistenti).

Matilde Paoletti
(Matilde Paoletti)

Sul campo 9 c’è Matilde Paoletti in versione Sam Stosur con degli occhialetti alquanto indicati vista la giornata particolarmente soleggiata. Un incontro non facile per la tennista del Perugia Tc che dopo aver sofferto nel primo set per 7-6 si è aggiudicata il successivo parziale col punteggio di 6-2 ai danni di una buona Anastasia Abbagnato. Pensavo di aver assistito al meglio della giornata ma mi sbagliavo perché nel frattempo il meglio doveva venire. Il match del giorno, non tanto per qualità quanto per intensità agonistica è stato quello tra Ivan La Cava e Giorgio Tabacco. Il match più intrigante fra quelli assistiti in cui ad un certo punto, nel finale del secondo set, la tensione e i nervi sono totalmente saltati. Palle dubbie, alcune meno, hanno reso necessario l’ingresso di un vero e proprio chair umpire. Entrambi i giovani tennisti infatti facevano a gara a chi urlava di più su ogni punto, anche se causato da un errore non forzato. Immagino che i due non si volessero granché bene già prima, da oggi ancora meno. La spunta alla fine a sorpresa il tennista dell’Atheneo T sul giovane tennista siciliano numero 1 del seeding in uno degli incontri thrilling più lunghi della giornata per 6-2 6-7 6-1. La giornata volge al termine ma il mio compito non è ancora finito. Mi procuro le foto più belle della giornata da consegnare ad Ale e mentre mi avvio verso il bungalow non posso non soffermarmi sul campo 1. La ragione? il cappello rosa shocking di Jack Pinnington e il coro a lui dedicato: “Let’s go Pinni let’s go”. L’inglese gioca decisamente bene, credo sia uno di quelli che riesca a variare maggiormente il gioco (non a caso è britannico) e che si trovi decisamente bene a rete (buone volèe e schiaffi al volo). Il mio lavoro è terminato, consegno la pennetta al “Nize” e mi fermo cinque minuti in più a parlare col direttore Paolo, la figlia ed altri membri dello staff.

Un ambiente fantastico ed unito, una vera e propria famiglia. E’ davvero un piacere poter collaborare e scrivere per questa manifestazione. Prendo la borsa, uno sguardo all’ora e mi accorgo che sono le 18:00. E’ ora di tornare a casa. Il livello è sempre più alto, la competizione è più che mai accesa, sono in trepidazione al solo pensiero di sapere chi trionferà in ciascuna categoria di questo Lemon Bowl 2015. Lo saprò solo martedì, oggi è ancora domenica e nel frattempo domani vi saranno delle semifinali tutte da vivere…

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