Anabolandia: Doping per i figli minorenni

di - 13 Giugno 2011

(Fonte Sky Sport 24)

Anabolandia: i genitori cercavano doping per i figli minori
I Nas di Bologna arrestano 4 persone (54 gli indagati) in 17 Province: associazione a delinquere per favorire prescrizione, fornitura e uso di doping in varie discipline. Intanto, il ciclista Riccò è sospeso dalla Federciclo “a tutela della sua salute”

I genitori si davano da fare per reperire farmaci dopanti per i figli minorenni o poco più che minorenni: è uno degli spaccati che emerge dall’operazione Anabolandia dei carabinieri del Nas di Bologna, coordinata dalla Procura di Rimini, che ha portato quattro persone agli arresti domiciliari (un medico e tre tra dirigenti e informatori scientifici dell’industria farmaceutica Sandoz), una all’obbligo di dimora, al sequestro di un ambulatorio e altre 54 persone nel registro degli indagati, molte delle quali sono atleti di calcio, basket, atletica leggera, ciclismo, triathlon, pattinaggio e tennis.

Al setaccio 17 Province – Le perquisizioni hanno riguardato 17 province tra Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto, Liguria, Toscana, Marche, Lazio, Umbria, Puglia, ed hanno portato al sequestro di quella che e’ stata definita una copiosa documentazione probatoria, di 500 confezioni di farmaci dopanti e di decine di dispositivi medici, tra cui siringhe e speciali strumenti utilizzati per la somministrazione dei medicinali anabolizzanti.

Il ruolo dei genitori – Il ruolo dei genitori nel reperire sostanze dopanti per i figli atleti emerge in almeno tre casi. Ad esempio c’è il caso di un genitore che si dava da fare per portare dal medico riminese Vittorio Emanuele Bianchi – arrestato all’aeroporto di Bologna al rientro dagli Usa e attorno a cui ruota tutta l’operazione antidoping – i suoi figli tennisti, entrambi minorenni. Secondo l’accusa il medico (che la Commissione di Disciplina della Federazione medico sportiva italiana già nel 2005 aveva squalificato per sei anni) nel giugno 2009 prescriveva con la complicità e “su sollecitazione” del padre dei tennisti, ad uno Stanozololo, un anabolizzante, e Gonasi, che stimola la produzione di testosterone, non giustificati da condizioni patologiche; all’altro, oltre Stanazololo e Gonasi, anche Omnitrope, un ormone della crescita.

Quel ciclista under 23 – Stesso copione nel caso di un ciclista under 23 (allora ventenne) accompagnato dal padre nel giugno 2009 dal medico. Al giovane venne prescritta una terapia dopante a base di Andriol (cioe’ testosterone), Gonasi e Synachten (ormone che stimola il cortisolo). Su richiesta di padre e figlio poi il medico spiego’ indicazioni sui tempi di sospensione della terapia per evitare la positivita’ ai controlli antidoping. E ancora c’e’ la vicenda di un padre che, nel luglio 2009, porto’ dal medico una figlia ciclista professionista, allora ventunenne, e un figlio ciclista amatoriale, allora ventisettenne. Alla figlia sarebbe stata data l’epo, al figlio testosterone.

Il capitolo calcio – C’è poi il capitolo calcio: “Se gli metti mano all’ormone, questi giocano da serie A”, diceva il dott.Bianchi, a Danilo Chiodi, preparatore atletico del Rimini Calcio, nel 2009, a ridosso della decisive partite dei playout di serie B che i romagnoli giocarono contro l’Ancona. Il Rimini, alla fine, venne retrocesso. Ora, dopo una mancata iscrizione al campionato, è in serie D.

Tutte le pratiche dopanti – Chiodi – dice l’accusa – per “alterare fraudolentemente le prestazioni agonistiche degli atleti” della sua squadra contattava il medico concordando il ‘trattamento’ di tre atleti con Gonasi 5000 (un prodotto che stimola il corpo alla produzione di testosterone, quindi senza immissione dall’esterno) ed emotrasfusioni con ozono. Il primo contatto è datato 3 giugno 2009, il 6 si doveva giocare la gara di andata ad Ancona. Il 4 andò dal medico il giocatore Emiliano Milone (poi passato allo Spezia calcio, squadra che ha lasciato nel marzo scorso dopo un infortunio al ginocchio) per farsi fare una emotrasfusione con ozonoterapia, pratica dopante. Bianchi poi nella stessa occasione prescrisse, mettendo un nome di fantasia sulle ricetta, Eprex, cioè Epo, e Gonasi. In una conversazione intercettata tra i due il medico spiegava che “l’epo e’ fondamentale”. Al giocatore preoccupato dei controlli antidoping sangue-urine dei playout, Bianchi garanti’: “con queste terapie non ci sono tracce”.

I Nas intanto filmavano tutto – Eprex e Gonasi vennero poi presi in farmacia dallo stesso dott.Bianchi che poi li consegnò a Milone. Il tutto è avvenuto sotto gli occhi degli investigatori del Nas, che filmarono e fotografarono la scena. Dopo la partita di andata, giocata ad Ancona e finita 1-1, il preparatore del Rimini contatto’ di nuovo il medico, sempre ascoltato dagli investigatori. Bianchi spiegò che si sarebbe assentato per qualche giorno ma garanti’ che l’ossigeno-ozonoterapia sarebbe stata praticata da un infermiere di sua fiducia. Cosi’ il 12 giugno l’infermiere fece la terapia a Milone. Nonostante tutto, però, il 13 il Rimini venne sconfitto dall’Ancona 1-0 in casa e fu retrocesso.

Riccò sospeso “a tutela della salute” – E intanto la Commissione Tutela della Salute della Federazione Ciclistica Italiana, presieduta dal Dott. Luigi Simonetto, ha provveduto a sospendere l’atleta Riccardo Riccò dall’attività agonistica per motivi inerenti alla tutela della salute dell’atleta stesso. Il provvedimento della Fci fa seguito al grave episodio che all’inizio dell’anno ha visto protagonista Riccò, sul quale c’è un’indagine della Procura della Repubblica di Modena. Il corridore emiliano il 6 febbraio venne ricoverato a Pavullo e poi trasferito all’ospedale di Modena per un blocco renale. In quell’occasione, secondo il referto medico che fu stilato, Riccò dichiarò ai sanitari di essersi sottoposto a un’autotrasfusione con il suo stesso sangue, conservato nel frigorifero da 25 giorni. Un’affermazione poi ritrattata dal ciclista, che spiegò di non essere cosciente al momento del ricovero. Avrebbe dovuto essere la stagione del rilancio e invece Riccò rischia di fermarsi di nuovo. E’ probabile infatti a questo punto un nuovo stop da parte del Coni per il ciclista che, essendo recidivo, in base alle nuove norme varate quest’anno dalla Federazione ciclistica, rischia la radiazione.

© riproduzione riservata

11 commenti

  1. Luca

    Premesso che sono assolutamente contrario al doping nello sport, perché é solo con l’allenamento e la preparazione che si debbono ottenere dei risultati, se no questi non sono corretti, mi sono comunque sempre chiesto come fanno gli atleti dopati a passare indenni i controlli antidoping, visto che i controlli ci sono. Come é possibile che questi test non arrivino sempre a trovare la sostanza dopante, mentre se l’atleta uso magari un sciroppo per la tosse (senza alcuno scopo di migliorare le sue prestazioni) se questo contiene (in dosi evidentemente basse) una sostanza priobita questa viene immediatamente rilevata?
    Mi chiedo se non debbano anche prendere qualcosa che “cancella” il prodotto dopante ai controlli, con conseguente maggior danno alla salute dell’atleta corrotto.
    Perché se uno viene beccato si prende 2 anni di squalifica e la seconda volta é finita. È un rischio troppo grande per lasciarlo al caso. E se l’atleta é un adulto butta pure via tutti gli sforzi e la trafila fatta da giovane per arrivare ad essere competitivo con mezzi leciti (invece un brocco o un non atleta lo si può dopare fin che si vuole ma non farà molto meglio).
    Lo sport dove si parla e si controlla di più il doping é il ciclismo. Ma come fa un ciclista dopato che corre il giro d’Italia o il tour de France a starsene in giro per 6 o 7 ore e a dovere correre dei rischi in discesa con il patema d’animo che se alla sera c’é per lui un controllo antidoping rischia di perdere tutto (prima per 2 anni, poi a vita)? Quindi ci deve essere un sistema per “coprire” il doping.
    Ma anche se c’é, uno come fa a fidarsi ciecamente di un medico, a dover complicare ulteriormente la sua vita di atleta? E poi si sa che i medicamenti e altre sostanze hanno effetti differenti sulle persone.
    E poi, visto che queste sostanze dopanti fanno pure male, come fa uno a sapere quando verrà fuori il male e in che misura verrà fuori?

  2. Nikolik

    Notizia che, francamente, non mi stupisce per nulla.

    Cose che, umilmente, ho detto e ridetto.

    Leggo che, però, mi sbaglio io e che i problemi dello spoirt italiano sono le Federazioni.
    Mah.

    Com’è dura avere sempre ragione e non sbagliarsi mai.

  3. andrew

    faccio outing…

    ho somministrato massicce dosi di Nesquik a mio figlio per dargli una carnagione marroncina…

  4. andrew

    Davvero, per il bene del tennis italiano, DOPING LEGALE E GRATUITO PER I SOLI ITALIANI…

    il doping economico e monopolistico non basta più. INTRODUCIAMO IL DOPING FARMACOLOGICO!!

  5. cataflic

    @andrew
    giusto!
    riassumiamo il ruolo di predominio che ci spetta dai tempi dell’impero romano!
    spezziamo le reni al bieco tennista invasore!

  6. alex farol

    siamo nella cultura (mondiale, non solo nostrana) per cui se emergi sei qualcuno, se per qualsiasi motivo non riesci a farlo sei un perdente- Molti coach o motivatori a tutti i livelli (persino nel mio campo, che non è sportivo) si riempion…o la bocca col “l’importante è dare tutto”. Vero, verissimo. in teoria. la soddisfazione che ti viene dall’aver dato tutto però la puoi godere solo e soltanto se sei davvero appagato “nell’anima”. In altre parole se non hai problemi nè economici nè sociali. Altrimenti di cosa campi? Oggi per alcuni che intravedono nei figli un motivo di riscatto economico sociale diventa difficile far passare un messaggio virtuoso del “dare il meglio”. o sbaglio? Buon inizio settimana Ale 🙂

  7. Premesso che io (purtroppo) di tennis non ci capisco molto, ma qui non si parla di sport perchè il doping non è un’attività sportiva, credo che in tutti gli sport c’è chi fa il furbo. Purtroppo in alcuni sport vengono beccati e in altri no. Seguendo il ciclismo costantemente posso dire che in quell’ambito ci sono moltissimi corridori che fanno uso di sostanze proibite, ma nessuno pensa che perlomeno vengono beccati e squalificati. Faccio sempre il solito esempio: perchè Adrian Mutu, calciatore 2 volte positivo alla cocaina, non è stato radiato? Gioca e continua a guadagnare soldi. Faccio una provocazione: perchè nel ciclismo si viene radiati e si viene etichettati come dopati mentre dopo l’episodio di questo calciatore non si propone di legalizzare la cocaina per tutti i calciatori?

  8. Spett.le direttore,

    In riferimento all’articolo che avete messo sul web su Anabolandia e l’arresto del dott. Bianchi, volevo informarvi che i miei avvocati hanno proceduto alla querela per diffamazione alle testate televisive Rai 1 e Rai 3 oltre ad altri giornali che hanno dato risalto alla notizia, ma con manipolazioni diffamatorie nel testo. Vera per l’arresto del dott Bianchi, incompleta e non corretta per i fatti. Vi mando alcune note che potrete aggiornare sul vostro sito, e mi riservo azione legale anche nei vostri confronti PER PUBBLICAZIONE DI NOTIZIA FALSA E DIFFAMATORIA.
    Sicuramente non avete letto gli atti ne la motivazione per l’arresto e quindi avete dato una notizia che non conoscete neppure e nella sostanza errata e scorretta.
    E’ ora che la stampa, voi compresi, la finisca di fornire informazioni distorte e diffamanti sul tema doping. Il concetto di doping ha fascino psicopatologico nella testa dei giornalisti e delle procure che quando indagano sono offuscate da questo termine.
    Infatti quale atleta o praticante sportivo va dal medico a procurare un farmaco dopante? Nessuno perchè ampiamente disponibili ed economici sul web- Una persona o atleta che ha problemi particolari di salute (nelle intercettazioni sono chiaramente esposte dal paziente i suoi sintomi e problemi di salute, ovviamente omessi) può essere curata o no?. Il medico ha o no il dovere di curare una persona che fa sport? Chi soffre di magrezza e ridotto sviluppo fisico e muscolare è in genere una persona che soffre il problema e che può risolverlo tranquillamente con una cura di farmaci ad azione anabolizzante. La procura indagherebbe anche questi.
    Quindi nel nostro Paese (ben commentato recentemente dal Presidente Berlusconi e che condivido) il concetto di Ormone viene sempre identificato nel doping. Gli ormoni servono per rigenerare tessuti danneggiati, infiammazioni croniche diversamente irrisolvibili, rallenta e previene il fenomeno dell’invecchiamento. La comparsa di anemia, i bassi livelli di testosterono vanno curati o va messo in pensione anche un giovane atleta? I rapporti tra Bianchi e l’azienda Sandoz sono diversi da quelli descritti: il dott. Bianchi ricercatore collaboratore di Sandoz ha fatto un programma di ricerca sugli effetti del GH nella rigenerazione del sistema nervoso; ha prescritto con regolare ricetta e acquistati in farmacia un farmaco il Gh l’ormone della crescita. Per vostra informazione e cultura il GH (ormone della crescita in Italia ha una solo indicazione, l’impiego nei bambini per lo sviluppo fisico e dell’altezza. Alla mia osservazione è giunto un solo caso di bambino 14enne per ritardo di crescita staturale ( è l’esatta indicazione del GH) e sprattutto il ragazzo non svolgeva alcuna attività sportiva agonistica. Il Gh è stato prescritto in altri nove casi (in otto mesi di intercettazioni) di pazienti alcuni in età avanzata (oltre i 60 anni) per il loro stato di decadimento fisico e mentale. Chi ha diffuso la notizia dei genitori che dopano i figli? Ho voi giornalisti ritenete i genitori degli idioti o siete voi incapaci a fare il vostro mestiere.
    Ditelo sui giornali: è lecito curare uno che fa sport? o si o no. Qui siamo ridotti alla frutta; il medico che fa una ricetta ad uno sportivo o iscritto a qualche associazione sportiva vuol dire che è matto , viene indagato e rischia la galera. I pazienti indagati erano in prevalenza sportivi occasionali ed i professionisti citati (Milone compreso) era stato portato da me dal preparatore per il suo grave stato di salute (dobbiamo mettere sul web i sintomi delle persone?), altri erano sessantenni dedicati alla attività agonistica, ma iscritti ad associazioni sportive. Nelle intercettazioni sono ampiamente commentati esami e sintomi del giocatore che forse vorreste pubblicare?
    Il concetto vero è un altro:
    Ma la salute di chi fa sport deve essere tutelata o no?
    Della salute dell’atleta professionista non interessa a nessuno (Società e Federazioni sportive). L’atleta viene sfruttato fino che funziona. poi cestinato. Sapete quanti atleti sono affetti da traumatologia muscolare e tendinea, o da disturbi nervosi? Leggete le statistiche e rimarrete esterefatti.
    Pertanto se volete fare informazione e non diffamare approfondite le notizie e verificate. E se volete altre informazioni ve le fornisco.
    Distinti saluti.
    Vittorio Bianchi

  9. Pingback: SPAZIO TENNIS

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *