La Diritta Commedia – Canto XIV

di - 26 Novembre 2012

di Sergio Pastena

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Canto XIV – Il girone degli italiani

Dopo d’aver lasciato manicomio

mi risvegliai dentro un altro girone.

Al centro in posa da solenne encomio

 

v’era del luogo il grande anfitrione.

Urlò “Ragazzi miei non siate paghi!

Per rilanciarci ho io la soluzione.

 

Il piano è questo: famose du spaghi1

Poi tacque. Era il padrone del vapore.

Per i mortali s’appellò Binaghi2.

 

“A ogni vittoria fece gran clamore-

dicemmi lo Laverio sorridente-

però de’ suoi nessun fè vincitore.

 

Ma in sella restar può pure il perdente

basta che quando cose vanno male

fischietti forte e fai finta di niente”.

 

In esto loco un quarto di finale

ne lo torneo rionale del sor Lando

venea descritto in tono sì trionfale

 

che manco avesse vinto lo Rolando3

poichè nessuno sospettò l’inghippo

tutto lo movimento andò impippando.

 

In esta terra ogni sconfitta è scippo.

In esta terra odiato assai è il cemento

sul quale non giocò giammai Filippo4.

 

In esta terra entrar dentro li cento

è sintomo di patria alla riscossa.

In esta terra tace pure il vento.

 

Vidi Bolelli e Fogna in terra rossa

ma il Vate: “Non guardar li loro scambi

Italia resterà ne la sua fossa.

 

come d’incanto perderanno entrambi5.

La punizion d’italica racchetta

è che ogni cosa cambi e nulla cambi”.

 

E uscimmo da lo cerchio in tutta fretta.

 

Le Note

1 Complesso metodo di soluzione di situazioni problematiche elaborato dall’italica stirpe

2 Essere mitologico metà uomo e metà poltrona

3 Il movimento è in salute

4 Volandri, tennista con una tale avversità al cemento da essersi fatto costruire la casa in terra battuta

5 Non è previsto dal regolamento, ma quando giocano contro due italiani può accadere

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