Sembrava un altro match di Novak Djokovic versione 2026. Primi turni del torneo, in questo caso l’ATP 500 di Pechino 2026, e un serbo che sembra voler giocare col contagocce le energie a disposizione, che però non sempre bastano. Questa volta, invece, è stato lui a venire fuori alla distanza dopo le difficoltà palesate nella prima ora di gioco, completando la rimonta su Yunchaokete Bu per 4-6 7-6(2) 6-2.
Djokovic raggiunge dunque i quarti di finale per la terza volta in stagione su otto tornei giocati. Gli altri due casi? La finale all’Australian Open (persa in quattro set contro Carlos Alcaraz) e la semifinale a Wimbledon (vinta dall’azzurro 6-4 6-4 6-4). Si tratta della ventunesima volta che Djokovic raggiunge almeno tre quarti di finale nella stessa stagione: con questo risultato pareggia il record Roger Federer e Jimmy Connors.
Al prossimo turno si profila una sfida contro il vincente tra Alexander Zverev e Juncheng Shang. Djokovic è la testa di serie numero 6 del torneo in quanto numero 11 del mondo prima di questo torneo, e il sorteggio ha fatto il resto: se tedesco superasse l’ostacolo Shang, lo spettacolo sarebbe assicurato.
A Pechino
A Djokovic piace giocare nella capitale cinese, è evidente: tra il 2009 e il 2015 è stato assente solo nel 2011, facendo però a tempo a collezionare sei trofei in altrettante partecipazioni. 31 vittorie dunque su 31 partite giocate a Pechino, contando le prime due dell’edizione 2026. Questo insensato record eguaglia l’ancor più incredibile serie di Rafa Nadal al Roland Garros (31-0, fermato da Robin Soderling). Resta imbattuta la striscia di 33 vittorie di Monica Seles nei primi 33 match giocati all”Australian Open.
La reazione
Come successo al Masters 1000 di Cincinnati (2-6 6-4 6-4 per Thiago Tirante) e allo US Open (7-6(5) 5-7 4-6 6-2 6-1 per Mariano Navone), il 24 volte campione Slam è sembrato andare in riserva col serbatoio relativamente in fretta. Se Tirante è un giocatore di vincenti, capace di mettere insieme mezz’ore di fuoco come in quell’occasione, Navone e Bu sono due giocatori il cui ritmo non avrebbe mai messo in difficoltà un Djokovic in buona condizione fisica.
In questo caso, il serbo è riuscito a rimanere attaccato al punteggio dopo il primo set, per poi dimostrare la solita lucidità nei momenti più importanti, non appena l’avversario ha sentito un po’ di tensione. Bravo a salvarsi in un paio di occasioni durante il set, il cinese è poi capitolato nel tie-break del secondo, il cui strascico ha provocato il doppio decisivo break a inizio terzo parziale.
Curiosità a margine: si tratta del quarto match consecutivo in cui Djokovic chiama un medical time-out. L’ultima partita senza una richiesta d’intervento del medico di campo è stata la semifinale di Wimbledon contro Jannik Sinner. Il serbo aveva chiesto un medical time-out anche nel match precedente contro Felix Auger-Aliassime. In questo caso, il problema è sembrato relativo alla zona del costato destro in fase di torsione.
I prossimi impegni
Djokovic non ha quasi mai saltato la tournée in Cina, nemmeno negli ultimi anni di carriera. Si prevede infatti la sua partecipazione anche al Masters 1000 di Shanghai. Dopodiché, sorge qualche dubbio. Il serbo non partecipa al Masters 1000 di Parigi, una volta Bercy, e ora La Defense, da quando ha vinto il torneo nel 2023.
L’unico torneo giocato negli ultimi due finali di stagione è stato l’ATP 250 di Atene diretto dal fratello Djordje e vinto da Novak in finale contro Lorenzo Musetti (4-6 6-3 7-5). Quella partita sembrava decisiva per la qualificazione dell’azzurro alle ATP Finals 2025 di Torino, prima che il serbo stesso si ritirasse dal torneo a cui non partecipa da due stagioni e dove è in forte dubbio anche quest’anno. Prima di Shanghai, Djokovic si ritrova numero 14 della race, a poco più di 600 punti dall’ottavo e ultimo posto utile per la qualificazione all’appuntamento conclusivo della stagione.