Australian Open 2026: Shelton supera Ruud in quattro set. Sfiderà Sinner ai quarti

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Ben Shelton - Foto Ben Whitley:IPA

È Ben Shelton l’ultimo giocatore a qualificarsi per i quarti di finale dell’Australian Open 2026. Il tennista statunitense ha avuto la meglio su Casper Ruud col punteggio di 3-6 6-4 6-3 6-4 in due ore e quaranta minuti di gioco. Un match che dopo il grande equilibrio dei primi due parziali ha visto pian piano il numero 7 del mondo salire di intensità e qualità di colpi fino al termine della contesa.  Nel prossimo turno Shelton affronterà Jannik Sinner reduce dal successo in tre set contro il connazionale Luciano Darderi. Gli head-to-head sorridono al numero 2 del mondo capace di imporsi in otto dei nove precedenti tra i quali la semifinale vissuta propria a Melbourne nel 2025 e conclusasi sul punteggio di 7-6(2) 6-2 6-2.

SHELTON-RUUD: LA PARTITA

Inizio di primo set nel segno di Ruud: il norvegese prima si vede costretto ad annullare due palle break nel game d’apertura e poi strappa il servizio a Shelton nel quarto gioco. È il break che di fatto decide il parziale a favore del numero 13 del mondo che chiude 6-3. Il secondo parziale vive all’insegna del grande equilibrio: nessuna palla break concessa dai giocatori al servizio nei primi nove game. Nel decimo gioco, alla prima occasione utile, lo statunitense trasforma l’unica palla break del set che è anche un set point e gli permette di riequilibrare le sorti dell’incontro.

Nelle prime fasi del terzo set i servizi influiscono meno rispetto al precedente parziale. La prima chance di break è di Shelton nel corso del quarto game ma il 27enne norvegese è bravo ad annullarla. Nel gioco successivo tocca invece al 23enne statunitense annullare una palla break. Si resta on serve: 3-3. L’equilibrio si spezza nell’ottavo game con l’allungo del numero 8 del seeding che tiene il servizio nel gioco successivo e chiude 6-3 a proprio favore.

All’alba del quarto parziale tornano a comandare i servizi. Nel terzo gioco ghiotta chance per Shelton che non riesce a concretizzare due palle break. Il copione si ripete due game più tardi dove Ruud riesce a risalire dal 15-40. Al sesto tentativo, nel corso del settimo game lo statunitense riesce a strappare il servizio all’avversario e a portarsi avanti di un break. È l’allungo decisivo, lo statunitense conserva tutti i turni di servizio e chiude partita e incontro.

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