Campionati Individuali Nazionali 2010

di - 13 Settembre 2010

I campionati individuali 2010. Alcuni nomi di ragazzini promettenti ed una analisi territoriale. Quali sono le Regioni italiane che “performano” meglio a livello giovanile?

Gian Marco Moroni
(Gian Marco Moroni – Foto Nizegorodcew)

di Roberto Commentucci

Si sono conclusi i campionati individuali nazionali 2010, organizzati dalla Federazione. Una manifestazione che, pur con tutti i caveat e le cautele che bisogna avere quando si parla di attività giovanile, mantiene una indubbia validità segnaletica per misurare le prospettive di crescita e, per qualcuno, di professionismo, dei giovani protagonisti.

Analizzando i tabelloni delle edizioni degli anni precedenti, infatti, si vede come, accanto a nomi poi di fatto scomparsi dalla scena, se ne trovino comunque parecchi di altri giovani tennisti che si sono avviati – o che si stanno avviando – a buone carriere nel mondo pro.

La cosa sorprendente – ma fino ad un certo punto – è che il grado di attendibilità dei risultati non sembra crescere molto al crescere dell’età dei ragazzi. Sia nelle categorie più giovani (da under 11, fino all’under 14) sia nell’under 16, i valori espressi dal campo vanno presi con molta cautela. Basta vedere, ad esempio, i nomi dei finalisti delle ultime edizioni nell’under 16 maschile: Matteo Trevisan, Antonio Comporto, Davide Della Tommasina, Enrico Fioravante, Andrea Stucchi, Alessandro Bega, Federico Gaio, Gianmarco Micolani, Edoardo Eremin, Marco Tamiozzo. Come si vede, accanto a nomi con ambizioni molto concrete di professionismo ad alto livello, ve ne sono altri che invece difficilmente riusciranno ad andare oltre la seconda categoria.

Infine, abbiamo stilato una classifica per Regioni, andando a vedere quali sono quelle che riescono ad esprimere il maggior numero di giovani di buon livello e come cambiano i risultati se si guarda alla base del movimento (numero di tesserati agonisti per ciascuna regione).

Prima di iniziare la nostra carrellata, una annotazione sulle superfici di gioco. Anche quest’anno, tutti i campionati si sono disputati sulla terra. Ma attenzione: già il prossimo anno, in connessione con il Progetto Campi Veloci, la FIT organizzerà alcune edizioni dei campionati individuali su campi veloci. Sarà molto interessante vedere come potranno evolvere le gerarchie.

Vediamo allora come sono andati i campionati individuali e quali sono – per ora – i nomi sulla bocca di tutti.

Nell’under 11 maschile nessuna sorpresa: il piccolo marchigiano Samuele Ramazzotti ha rispettato il pronostico dominando il torneo, e lasciando per strada un solo set, contro il ligure Baglietto, in semifinale. Ha rispettato il suo ruolo di secondo favorito il romano Nicholas Merzetti, che però ha ceduto nettamente in finale. In questa categoria, gran prova di squadra delle Marche, regione che ha piazzato 3 giocatori nei quarti di finale.

Anche nell’under 11 femminile tutto secondo le attese, con la ligure Debora Ginocchio che ha dominato la competizione, battendo nettamente in finale la romana Capogrosso. Ha ben impressionato anche la campana Maffei.

Nell’under 12 maschile, vittoria finale di Gian Marco Moroni, del Parioli, sul tenace e intelligente Giovanni Calvano di Formia. Moroni ha fatto valere alla distanza la maggiore potenza sul tecnico ma più leggero Calvano. Il ragazzino del Parioli abbina un notevole punch ad un’ottima tecnica, ma in ottica futura ci permettiamo di segnalare anche i due semifinalisti, Matteo Zanchi e Filippo Mora, nonché, più indietro, il ligure Federico Gaio (che ha strappato un set al vincitore) e il padovano Mattia Bedolo.

Nell’under 12 femminile, affermazione scontata della promettentissima pugliese Martina Zerulo, che lo scorso anno era stata capace di vincere l’under 11 e di arrivare in semifinale nell’under 12 pur giocando ancora con una racchetta di lunghezza ridotta. Hanno rispettato il pronostico le altre: la finalista Castelli e le semifinaliste Pera (longilinea ligure con due fondamentali potenti e puliti) e Pratesi. Bilancio discreto per le piccole under 11: Ginocchio e Capogrosso hanno centrato i quarti di finale, dove la Ginocchio ha dato molto filo da torcere alla Castelli. Da ricordare, infine, l’eccellente prova della veneta Mariotto, l’unica capace di togliere un set alla Zerulo.

Nell’under 13 maschile, gran lotta e molto equilibrio, con tanti match combattuti fin dai primi turni. In uno di questi, si è registrata l’eliminazione precoce del tecnico e intelligente mancino romano Marco Mosciatti, favorito della vigilia, ad opera di un altro 3.5, il piemontese Reitano. Alla fine ne ha approfittato il lombardo Mattia Rossi, che in una equilibrata finale ha superato il secondo favorito, il pugliese Pellegrino.

Nell’under 13 femminile tutto secondo pronostico. La toscana Jessica Pieri si è imposta sulla altoatesina Verena Meliss, che aveva avuto la meglio in semifinale sulla amica e compagnia di allenamento Giulia Sartori, figlia del coach di Andreas Seppi.

Anche nell’under 14 maschile tutto secondo le attese della vigilia. Assente Gianluigi Quinzi, già intento a preparare un finale di stagione dove affronterà i tornei internazionali under 18, si sono giocati il titolo gli altri due componenti della nostra squadra che poche settimane fa è stata finalista in Davis Cup junior, dopo aver dominato i campionati europei. Il vigevanese Filippo Baldi ha ancora una volta sconfitto il tecnico mancino ragusano Chessari, confermando i grandi progressi compiuti in questo 2010. Da tenere a mente, fra gli altri, il biondino riminese Christian Carli.

Giulia Pairone
(Giulia Pairone)

Nell’under 14 femminile affermazione nettissima, sia pure a sorpresa, della piemontese Giulia Pairone, una 3.2 che nella stessa settimana è stata anche capace di superare le qualificazioni nel torneo internazionale ITF di Casale, un 10.000, battendo tra l’altro l’esperta altoatesina Linda Mair.
In finale la Pairone ha agevolmente disposto della piccola, tenacissima laziale Lombardo, che aveva sconfitto dopo una durissima battaglia la tds n. 1, la trentina Deborah Chiesa. Eliminazioni precoci anche per la quotata “quadrumane” Georgia Brescia (quest’anno vincitrice dell’ETA di Livorno) e per Jasmine Paolini. La Pairone pare davvero molto interessante.

Ed eccoci all’under 16 maschile. Nonostante l’aiuto del pubblico di casa (il torneo si è disputato al TC Petrarca di Napoli) il campano Mastrelia non è riuscito a sovvertire il pronostico contro Christian Perinti. Eliminazioni precoci per il potente ma discontinuo toscano Maccari, del Centro di Tirrenia (forse il più promettente di tutti) e per l’altro campano Palma. In questa categoria si possono fare altri tre nomi. Quello di Federico Teodori del 2 Ponti, tennista aggressivo e rapido di piedi, quello del suo compagno di allenamento Cristiano Compagnone, un mancino di buona tecnica, nonché quello del ligure Gianluca Magher, ancora molto leggero e acerbo fisicamente, ma dotato di grande anticipo, senso geometrico e piedi rapidi.

Chiudiamo con l’under 16 femminile, dove per la verità erano assenti alcune delle nostre più promettenti ’94, che sono già in classifica WTA e che comprensibilmente hanno preferito privilegiare l’attività internazionale (Palmigiano e Parmigiani, tanto per fare qualche nome). E così, un po’ a sorpresa, va segnalata la vittoria di una ’95, la piemontese Camilla Rosatello, che ha sconfitto prima Silvia Albano, e poi Sara Eccel, entrambe di un anno più grandi e già in classifica WTA. Ha ben impressionato anche un’altra ’95, la laziale Marchetti.

Di seguito, ecco la piccola analisi territoriale.

Iniziamo dalla classifica delle Regioni che hanno totalizzato il maggior numero di quarto-finalisti (nell’organizzazione FIT, le province di Trento e Bolzano sono gestite in modo separato).

1.piemonte 13
2.lombardia 11
3.lazio 11
4.toscana 7
5.emilia 6
6.liguria 6
7.campania 6
8.marche 4
9.veneto 4
10.sicilia 3
11.puglia 3
12.bolzano 3
13.trento 2
14.friuli 1
tot. 80

Infine, vi propongo una classifica in cui si fa il rapporto fra il numero di quartofinalisti e l’ampiezza della base del movimento regionale, ovvero il numero di tessere agonistiche per ciascuna regione. Il dato esprime quanti tesserati agonisti vi sono in regione per ogni quartofinalista nei campionati individuali italiani. Ovviamente, minore sarà il numero, maggiore sarà la “qualità” del lavoro tecnico fatto da quella regione (che ha bisogno di una base meno ampia per portare un ragazzino ai quarti nei campionati individuali).

1. Bolzano: 1302
2. Campania: 1337
3. Piemonte: 1359
4. Marche: 1428
5. Trento: 1694
6. Liguria: 1729
7. Lazio: 2498
8. Toscana 2985
9. Lombardia 3188
10. Puglia 3236
11. Emilia 3640
12. Sicilia 4265
13. Veneto 5024
14. Friuli 6551

Come si vede, la classifica cambia notevolmente. Va tenuto però presente che si tratta di una analisi molto rozza e limitata. Una partita vinta o persa in ottavi può influenzare grandemente i risultati.Tenetela presente come indicazione di massima. Comunque, si vede abbastanza chiaramente come valga il detto “piccolo è bello”. Delle regioni grandi, la migliore pare essere senza dubbio il Piemonte, mentre iniziano a farsi largo realtà come Liguria (grazie anche a Leo Caperchi e a Valletta Cambiaso) e Marche. Menzione a parte per la Campania, dove ci sono certamente alcuni centri di livello e dei buoni tecnici, ma dove, va detto, sembra più diffusa che altrove la tendenza a costruire ragazzini molto smaliziati tatticamente e dal gioco molto solido, molto competitivi a queste età, ma dalla futuribilità incerta.

© riproduzione riservata

29 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *