Challenger: Vincono Sela, Gicquel e Junqueira

di - 19 Maggio 2011


(Dudi Sela)

di Guido Pietrosanti

Solamente 3 i tornei challenger disputati nella settimana appena passata e, vista la concomitanza con il Foro Italico, la presenza di giocatori azzurri è stata minima.

Nel più ricco challenger della settimana, quello disputato a Bordeaux in Francia, dove non era presente nessun azzurro, il vincitore è stato Marc Gicquel, francese di 34 anni, top 40 nel 2008, che ha sconfitto in finale l’argentino Horacio Zeballos per 62 64. Giquel, che evidentemente deve trovarsi particolarmente bene nei tornei francesi, visto che quest’anno ha già vinto due future nel suo paese, raggiuge con questo risulato la posizione numero 130 del ranking mentre Zeballos, già finalista nel challenger di Salinas a marzo, torna nei primi 100 al numero 97.

A Busan in Korea, vittoria dell’israeliano Dudi Sela, ex top 30 solo 2 anni fa, che in finale, dopo aver già sconfitto 3 giapponesi nel corso del torneo, ha sconfitto il quarto, Tatsuma Ito per 62 67 63. Ito, classe 88 e già vincitore ad aprile di un challenger in Brasile, raggiunge il suo best ranking al numero 114 mentre Sela torna a “vedere” i top 100, piazzandosi al numero 107. Buona semifinale anche per l’altro giapponese Go Soeda, numero 113 del ranking atp, sconfitto da Sela solamente per 64 al terzo set, che a quasi 27 anni sta trovando una buona continuità di risultati nei tornei challenger, soprattutto in quelli giocati in Asia, che potrebbe presto riportarlo nei top100. Soeda e Ito, insieme al numero uno giapponese Kei Nishikori, già top 60 a meno di 22 anni, il Giappone è in grado di schierare una discreta squadra in Coppa Davis che non è auspicabile dover incontrare, soprattutto sul veloce.

Infine a Zagabria, in Croazia, vittoria dell’argentino Diego Junqueira (105 atp) sul brasiliano Joao Souza (128 atp) per 63 64. Junqueira, già finalista in due tornei challenger quest’anno, a Barranquilla e a Santos, avvicina i top 100 e si conferma protagonista assoluto a livello challenger, almeno sulla terra battuta. Il brasiliano Souza invece, classe 88 e vincitore a Santos poche settimane fa proprio contro Junqueira, sembra aver ritrovato il proprio miglior tennis in queste ultime settimane, dopo un inizio di stagione piuttosto deludente. Proprio Souza aveva fermato in semifinale la splendida corsa di Andrea Arnaboldi che, partito dalle qualificazioni, si è arreso solamente per 75 76 al brasiliano, mostrando un buon momento di forma che andrebbe sfruttato per raggiungere finalmente almeno i top 200. Arnaboldi non ha ancora compiuto 24 anni ma ha già una buona esperienza internazionale avendo giocato in moltissimi paesi diversi, non accontentandosi mai di giocare solo il torneo vicino casa, ma giocando tutto l’anno per migliorarsi e raggiungere una classifica migliore. Resta un giocatore un po’ leggero, nonostante alcuni anni fa si dicesse che nel giro di pochi anni, aumentando la massa muscolare, avrebbe aumentato la pesantezza di palla. Tutto ciò non è (ancora) avvenuto e infatti la classifica di Andrea è sempre quella di due anni fa. Ma la voglia e la serietà del ragazzo sono esemplari, la mobilità discreta e la sensibilità buona. Basterebbe trovare un colpo risolutore, anche solo il servizio, per fare un ulteriore salto di qualità. Il tempo c’è ancora e “Arna” può ancora sperare in una discreta carriera da pro, magari avvicinando anche i top100 prima o poi.

Ottime notizie anche questa settimana dal circuito future dove Federico Gaio concede il bis e vince il torneo Kazakhstan F3 raggiungendo la settimana prossima i top 500 per la prima volta in carriera. Buona semifinale anche per Roberto Marcora in Turkey F17 che forse avrebbe ottenuto di più dalla sua carriera se si fosse impegnato anche da juniores come sta facendo in questi mesi. Non soddisfacenti invece i risultati degli azzurri in Italy F9 dove solamente Fioravante, Bellotti e Grassi sono arrivati ai quarti di finale, senza riuscire a superare l’ostacolo.

L’attrazione principale a Pozzuoli è stato comunque Gianluigi Quindi, al quale è stata concessa una WC, che è stato eliminato al primo turno, vincendo comunque un set contro il numero 300 del mondo e dimostrando di poter già giocare anche a questi livelli. L’opportunità di farlo giocare tornei future in età cosi giovane è tuttavia da valutare bene. Fra poco ci sarà il Roland Garros juniors dove Quinzi non riuscirà a giocare nemmeno le qualificazioni. Forse potrebbe giocarle a Wimbledon anche se sembrerebbe che la sua programmazione lo porterà lontano dall’Europa per i prossimi mesi.

I tornei junior principali offrono sempre un campo di partecipanti di primissimo livello e forse sarebbe più opportuno per Quinzi confrontarsi con questi giocatori, che si spera saranno i suoi avversari di domani nel circuito principale, piuttosto che con onesti pedalatori del circuito future.

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