Le dichiarazioni di Novak Djokovic ai microfoni del Corriere della Sera si concentrano anche su Jannik Sinner e sulle tante similitudini tra i due campioni. Il 24 volte vincitore di Slam ha parlato della dedizione che li accomuna, della mentalità dell’altoatesino e di alcuni aspetti del loro percorso, dallo sci all’addio alla famiglia in giovane età.
Alla domanda sull’ossessione di Sinner per il risultato, Djokovic preferisce parlare di dedizione: “Non parlerei di ossessione ma di dedizione, costante e totale, al tennis. Osservo la sua e mi ci ritrovo completamente: la voglia di migliorarsi, crescere, evolversi sotto ogni punto di vista. Jannik, come me, non si accontenta mai. Ha la mentalità del campione, l’ha sempre avuta”. Il serbo sottolinea poi come questa fame non venga cancellata nemmeno dai grandi successi: “È una forza dominante, eppure si sveglia ogni mattina con il desiderio di essere migliore del giorno precedente. E non c’è vittoria che possa appagare quella fame, nemmeno 24 titoli Slam”.
Proprio questo, secondo Djokovic, è l’aspetto caratteriale che più lo avvicina a Sinner. Il 24 volte campione Slam si sofferma quindi sulla natura del tennis e sulla solitudine che caratterizza questo sport: “Il tennis è uno sport individuale: non esistono sostituzioni, non puoi fermarti cinque minuti a bordo campo mentre il gioco procede, non ci sono compagni che possono aiutarti. Sei solo con te stesso. Se hai un giorno no, sei fuori”. Una condizione che rende il tennis, nelle sue parole, spietato e brutale.
Le similitudini tra i due, però, non finiscono qui. Djokovic racconta anche alcuni punti di contatto legati all’infanzia: “Entrambi veniamo dalle montagne, lui dell’Alto Adige e io della Serbia. Avevamo scelto lo sci come sport, abbiamo lasciato casa a 13 anni, siamo stati costretti a diventare uomini in fretta, lontano dalla famiglia e dagli affetti”. Secondo Djokovic, anche lo sci ha lasciato un’impronta importante nel loro modo di muoversi in campo: “Ci abbia dato l’elasticità, i movimenti, la capacità di scivolare su ogni superficie”.
Infine, Djokovic allarga il discorso anche al tennis giocato: “Non sto a entrare in dettagli più tecnici sul tipo di tennis che io e Jannik giochiamo: le similitudini abbondano anche lì”. E alla domanda se si riveda in Sinner, il serbo non ha dubbi: “Sì, mi rivedo in Sinner”.