“Prima di tutto è un grande risultato per me stessa. Ho lavorato molto duramente e vincere un 500 è una soddisfazione immensa. È una pietra miliare incredibile per me e all’inizio della settimana non credevo di potercela fare“. Queste le parole in conferenza stampa di Alexandra Eala al termine del successo in finale su Jessica Pegula nel WTA 500 di Washington. Al suo primo titolo in carriera, la tennista di origine filippina ha riscontrato delle fisiologiche difficoltà nel chiudere la partita, sentendo la pressione del grande traguardo: “Ero molto nervosa prima degli ultimi due punti. Stavo cercando di incanalare le energie per colpire bene la palla e muovere i piedi al meglio“.
Crescita del proprio livello
Il percorso nel torneo di Eala è stato tutto fuorché semplice, avendo affrontato giocatrici in grande forma come Elina Svitolina e Naomi Osaka (anche quattro volte campionessa Slam) e Qinwen Zheng, campionessa olimpica in carica, prima della già citata Pegula in finale. La ‘fortuna’ della ventunenne è stata di salire di forma col passare delle gare, potendo contare sulle proprie qualità man mano che le difficoltà aumentavano: “Ho finito il torneo meglio di come l’ho iniziato, continuo a lavorare su me stessa. Quindi, sicuramente ciò mi dà molta fiducia ed è davvero bello vedere tutte le cose su cui ho lavorato fuori dal campo o durante l’allenamento implementate nelle partite“.
Una concentrazione così ravvicinata di grandi match dà la possibilità di crescere di livello, se si hanno le capacità giuste per competere: “Beh, penso che avere così tante partite a questo livello molto alto mi aiuti ovviamente solo a guadagnare esperienza e più tempo di base a quel livello“.
Gestione dell’imprevisto
L’inizio del match è stato posticipato di una giorno a causa delle condizioni climatiche avverse e poi interrotto, all’inizio del secondo set, per la stessa ragione. Una circostanza non molto consueta, che ha costretto le giocatrici ad un’organizzazione diversa rispetto a quella originaria. Tutto ciò, secondo la tennista classe 2005, è stata un’opportunità per comprendere come comportarsi in certe situazioni: “Sono state 24 ore pazzesche, penso di essermi riscaldata mille volte. É stato difficile con i molti ritardi della pioggia. Penso sarà uno di quegli insegnamenti che mi porterò dietro per come gestire situazioni del genere“.