Facile a dirsi…

di - 9 Giugno 2014

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di Sergio Pastena

Rafael Nadal: facile a dirsi, quando ne hai vinti già otto. Meno facile a farsi se la tua stagione fino a quel momento è stata tutt’altro che perfetta e sulla terra hai perso anche da Ferrer e Almagro, ovvero quelli che battevi sempre. Dopo il primo set con Djokovic tristi avvoltoi si aggiravano sullo Chatrier: per un po’ dovranno far dieta. Voto: 10

Ormai è una realtà

Ormai è una realtà

Ernests Gulbis: no, no, non bariamo. La prova del nove era contro Berdych e l’ha passata brillantemente, quella contro Djokovic al massimo era una prova del diciotto e quelle si possono anche perdere. Il lettone irrompe nella Top Ten e dà un senso compiuto alla sua carriera. Voto: 9

Novak Djokovic: facile a dirsi, se Nadal l’hai battuto da poco sulla terra. Meno facile a farsi se il Nadal che ti trovi di fronte è in crescendo. RoboNole porta a casa un set, combatte nel secondo ma dopo non c’è storia. Sarebbe comunque da nove, mezzo voto in meno per una tenuta caratteriale insolitamente non all’altezza. Voto: 8,5

Andy Murray: sulla terra si trova bene più o meno come un’orata, quindi gli van fatti gli applausi. Ricomincia ad accumulare punti in vista del cambialone di Wimbledon, che dovrà in buona parte difendere se non vuole rischare un posto nei primi otto. Voto: 7

Gael Monfils: l’aria di casa lo esalta, al punto che riesce a piazzare la vendettona contro Fognini. Ci va non troppo lontano anche con Murray ma finisce la benzina. Voto: 7

Da tempo è una realtà

Da tempo è una realtà

Milos Raonic: tecnicamente è arrivato dove doveva arrivare, praticamente non era affatto scontato che ci arrivasse. Bravo. Voto: 6

John Isner: ha qualche problema contro Herbert, la sfanga a colpi di tie-break contro Kukushkin e Robredo, Berdych lo stende con regolarità. Ma era terra, in fondo. Voto: 6

Roger Federer: da un lato viene da dire “Ad arrivarci alla sua età nella Top 5”. Dall’altro verrebbe da dire “Ma che ci arrivi a fare se non riesci più a vincere?”. La verità è che al netto delle drammatizzazioni giornalistiche allo svizzero piace giocare e ai suoi tifosi piace vederlo. E pazienza se arriva una sconfitta contro un avversario degno come Gulbis, il realismo impone il rimando a settembre piuttosto che la bocciatura. Voto: 5

Gli italiani: considerando che il rosso dovrebbe sorriderci come i monti ad Heidi, proprio non ci si può accontentare di un secondo e due terzi turni. Voto: 5

Grigor Dimitrov: nonostante la superficie, non ti viene da ballare la samba se finisce nel girone dei servitori. L’abbatte subito Karlovic, ma uno come lui quei match deve vincerli. Voto: 4,5

Stanislas Wawrinka: il marchio di fabbrica dei grandi campioni è quello di vincere anche quando non sono al top della forma. Lui non è al top della forma e perde, però ammette senza problemi di non essere a livello dei “mostri”. Delusione cocente, ma resta una macchiolina in una stagione splendente. Voto: 4,5

Kei Nishikori: incolore uscita al primo turno contro Klizan. Voto: 4

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