Il dramma di Jerome Golmard, «stella nova» del tennis

di - 7 Aprile 2014

Jerome Golmard

di Gianluca Dova

Il tennis è meraviglioso perché è come la vita, imprevedibile, duro, difficile ma anche un po’ magico. Regala stelle folgoranti, lampi improvvisi, storie incredibili, personaggi inimitabili.

Jerome GolmardCome nella vita si può essere ricchi e belli ma essere terribilmente noiosi, insipidi, vincenti di “insuccesso”. Quanti giocatori sono stati nei primi 10 al mondo senza accendere la fantasia di nessuno? Dimenticati un po’ da tutti come un Dibbs e un Solomon qualsiasi….come Nystrom e Sundstrom, gemelli svedesi, pallosi come una lezione di contabilità domestica in lingua scandinava con sottotitoli in finnico. Jerome Golmard da giocotare era un vincente, vincente nel cuore e nella mente della gente, meno per i numeri e per i risultati ma si sa alle volte la matematica è un dettaglio che ha poco a vedere con lo sport, forse anche con la vita stessa. Chi può misurare la felicità, la gioia di una vita intensa, in una parola il vero successo di una persona? Forse nessuno o forse, se vogliamo essere poetici e romantici, solo gli occhi, la mente e i ricordi di chi ti ha conosciuto.

Chi ha conosciuto il gigante francese come giocatore osservandolo nei suoi match di sicuro o l’ha amato (in tanti) o l’ha odiato (credo e spero in pochi) senza mezze misure. Non si presentava benissimo, aspetto trasandato con abbigliamento sportivo ma casual, nel senso proprio di casuale specialmente nell’accoppiamento dei colori, bandana militare in testa, introvabile ed unica nel suo genere. Maglietta larga e faccia da tonto, ogni tanto coperta da un po’ di barba che faceva pensare ad un geniale autistico, ad un “rain man” prestato al tennis. Difficile che passasse inosservato ed in campo era ancora più difficile trascurarlo, conosceva solo due strade completamente divergenti tra di loro. Alle volte brillava come una folgore, una stella nova accecante o brevissima, o semplicemente era il buio, non prendeva il campo. No limits e senza mezze misure. Il suo tennis era fatto di accelerazioni con il dritto mancino, rasoiate piatte di rovescio e variazioni di ritmo, accompagnate da anticipi e servizi esterni. Quando era in vena non ce n’era per nessuno, ma proprio per nessuno. Ha battuto quasi tutti i più forti della sua epoca da Agassi a Ivanisevic a Chang ma il suo capolavoro resterà il quarti di finale di Montecarlo del 1999 contro il vincitore di Parigi Carlos Moya. Una partita mitologica per il suo andamento, appunto magica. Lo spagnolo era avanti un set a zero ed era 3 pari al terzo in una partita lottata quando un po’ di polvere divina ha cominciato ad uscire dalle tasche del francese e l’ambrosia dionisiaca degli dei del tennis ha cominciato a scorrere dal suo rovescio anticipato. Uno spettacolo unico, vincente dopo vincente, colpi sempre più belli. Il pubblico in visibilio, 9 games consecutivi vinti da Jerome, nascondendo la palla allo spagnolo. Il bel Carlos disperato che allarga le braccia e non sa che fare e non crede neppure lui a quello che sta succedendo. Fu l’apoteosi della carriera di Golmard, che non supererà mai il terzo turno di uno Slam e non vincerà mai nulla di importante (due tornei in carriera il più bloasonato a Dubai), ma vivrà per sempre della luce indelebile di quella partita.

Le sue statistiche parlano di 144 vittorie e 143 sconfitte, un solo match rende il suo bilancio in attivo ma che match!! Vogliamo pensare che quel singolo incontro che fa la differenza sia proprio quello incredibile di Montecarlo contro Moya del 1999. Quel giorno Jerome è diventato una stella nova, accecante e brillante, e nessuno potrà dire che non è stato un vincente!

Golmard attualmente, a soli 41 anni, sta lottando una battaglia durissima contro il morbo di Lou Gehrig, è su una sedia a rotelle ma non molla. La causa sembra essere stata l’estrazione di tre denti, sta cercando strade alternative, medicine non convenzionali come lui. Unica strada per farlo tornare a brillare nella vita, se non più nel campo. I dottori gli danno 3 anni di vita al massimo ma si sa che chi è toccato dalle divinità come Jerome non risponde ad alcuna legge e regola umana. La speranza di tutti è quello di rivederlo accendersi di nuovo, bruciare e folgorare la sua malattia. Noi che l’abbiamo amato sul campo non lo dimenticheremo in nessun caso.

Il Link per le donazioni: http://www.gofundme.com/supportjeromegolmard

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