Le sette vite di Andrea Petkovic

di - 7 Aprile 2014

Andrea Petkovic

di Giovanni Cola

Forse non se lo sarebbe immaginato nemmeno lei un nuovo successo Wta, quel maledetto giorno in cui si infortunò malamente alla caviglia nel match contro Victoria Azarenka a Stoccarda nel 2012. Andrea Petkovic aveva appena recuperato da un problema al ginocchio e le sue motivazioni per tornare in pianta stabile ai vertici sembravano ridotte al lumicino. Invece, dopo una stagione tribolata, costellata da tanti alti e bassi, come quella del 2013, la tedesca pare aver ingranato nuovamente la marcia giusta.

E’ così arrivato non per caso il trionfo sulla terra verde del torneo di Charleston, negli Stati Uniti. In finale ha regolato (7-5 6-2) la slovacca Jana Cepelova, giocatrice solamente ventenne che sta consolidando la sua classifica settimana dopo settimana.

La sfida è tuttavia stata equilibrata fino al 5-5 del primo set quando la Petkovic, dopo aver annullato un set point nel game precedente, ha messo la freccia, inanellando un parziale di 7 giochi consecutivi e tirando il fiato soltanto sul 5-0 in suo favore nella seconda partita.

A quel punto a poco è valso il flebile tentativo di rimonta della sua avversaria che comunque, anche al momento della premiazione, è parsa più che soddisfatta del traguardo raggiunto.

Per la tedesca invece, che ha sofferto di numerosissimi problemi fisici in carriera, si tratta del terzo titolo Wta. Il suo livello di gioco è sembrato essersi innalzato notevolmente, in particolar modo, in termini di agonismo e resistenza negli scambi prolungati. Durante la settimana aveva inoltre estromesso dal tabellone due giocatrici molto temibili anche su questa superficie come Eugenie Bouchard e Sabine Lisicki. A fine gara non ha contenuto la propria gioia neppure su Twitter dove ha postato un divertente selfie mentre addenta il trofeo.

A Monterrey invece è andata in scena per la prima volta nella storia del circuito femminile una finale tutta serba. Ad incrociare le racchette sono infatti state Ana Ivanovic e quella che si è rivelata essere l’autentica mina vagante del torneo messicano, Jovana Jaksic, da questa settimana nuova n.106 Wta, che lo scorso anno, proprio a Monterrey, aveva vinto i suoi primi incontri nel circuito maggiore.

Qui però il match non ha davvero avuto storia (6-2 6-1), tutto è andato secondo copione in favore della serba più blasonata. Come lei stessa ha dichiarato a fine partita, la Jaksic è stata in parte tradita anche dall’emozione, essendo totalmente inesperta nel gestire la tensione su un palcoscenico così prestigioso con tutti i riflettori puntati addosso.

Per Ana è così arrivato il 13esimo successo in carriera, il secondo in stagione dopo il titolo di Auckland di inizio anno. Una vittoria che le permette di riagguantare di soli dieci punti il n.12 del ranking Wta a scapito della nostra Flavia Pennetta

 

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