Denisa Allertova: “Che emozione battere la Halep!”

di - 3 Dicembre 2015

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Di Salvatore Greco (intervista di Daniele Sforza)

(Read the original interview here)

La Repubblica Ceca ha un parco giocatrici talmente vasto che persino tenniste di livello importante rischiano di passare quasi inosservate. Così, nell’anno della consacrazione di Karolina Pliskova è passato quasi sotto silenzio l’arrivo a ridosso delle prime cinquanta tenniste al mondo di Denisa Allertova, praghese classe 1993, che al culmine di una stagione di ottimo livello si è pure tolta lo sfizio di vincere un match contro Simona Halep durante il torneo di Guangzhou. Incontrata casualmente ad Andria, dove si trovava assieme al compagno Jan Satral impegnato nel locale Challenger nel quale -per la cronaca- ha raggiunto i quarti di finale, ne abbiamo approfittato per raccogliere qualche dichiarazione diretta sulla sua stagione, finora la sua migliore nel circuito WTA.

Hai disputato un’ottima stagione riuscendo a entrare tra le top-60 per la prima volta in carriera. Come ti fa sentire?

È stata una stagione grandiosa per me ed entrare nelle top-60 ha superato l’obiettivo che mi ero posta per quest’anno.

Nel corso del 2015 sei riuscita persino a battere Simona Halep, la numero 2 al mondo! Cosa ti ricordi di quel match?

È difficile dire cosa ricordi di quel match perché è stato un torneo grandioso per me dal primo all’ultimo giorno. Voglio dire, non mi sarei mai aspettata di batterla, dopotutto lei è la seconda al mondo per un motivo. Ma lì ho giocato il mio miglior tennis, ho cercato di essere concentrata su ogni punto facendo tutto quello che potevo. È stata un’emozione incredibile vincere contro di lei, il pensiero mi rende ancora felice.

Nello stesso torneo, a Guangzhou, hai anche raggiunto la finale, al momento il tuo miglior risultato in carriera a livello WTA. Dev’essere stato qualcosa di speciale…

E lo è stato. Voglio dire, per me era la prima volta in una finale WTA, è stato speciale. Spero davvero che non sia un’occasione isolata e che potrò trarne progressi.

Due anni fa avevi iniziato la stagione fuori dalla top-600, poi l’anno scorso hai conquistato sette titoli ITF e quest’anno sei migliorata ulteriormente. Ti aspettavi una cosa del genere?

No, certo che no! Non mi aspettavo un miglioramento così repentino anche se avevo lavorato duro per raggiungerlo. Se me l’avessi chiesto qualche anno fa non avrei mai creduto di potermi trovare oggi tra le top player. Ovviamente ora spero che questa non resti la mia stagione migliore perché voglio fare ancora di più. Sia chiaro, essere una giocatrice in top-100 è già grandioso di per sé, ma una volta che ci arrivi vuoi fare sempre di più.

E dunque quali sono i tuoi obiettivi per il prossimo anno?

Beh, immagino entrare tra le prime 40, ma soprattutto migliorare il mio tennis ed essere una giocatrice migliore.

Quest’anno sei passata dai tornei ITF a quelli WTA, che differenze hai trovato tra i due circuiti?

Sai, la differenza più importante al livello maggiore è che puoi incontrare una delle migliori giocatrici del mondo praticamente a ogni turno di ogni torneo, quelli WTA e anche quelli del Grande Slam. Per cui è più duro e poi il tour ti impone di viaggiare molto e devi mantenere la forma perché competi con le top players una settimana sì e una no.

Hai appena detto di essere sempre in viaggio e quindi ti chiedo: quanto è difficile portare avanti un rapporto sentimentale nel tour? So che esci con Jan Satral, tennista anche lui.

Diciamo che le relazioni non sono mai facili anche quando riesci a vederti ogni giorno. Ma noi dobbiamo anche accettare che le nostre vite sono dedicate al tennis e che la vita di un tennista è questa: viaggi molto quindi non c’è molto tempo per incontrarsi. Ma proviamo a stare in contatto il più possibile e ovviamente quando giochiamo nello stesso posto è meglio, ma in generale siamo molto concentrati sulle rispettive carriere. Penso sia grandioso come riusciamo a capirci e supportarci l’uno con l’altra ogni giorno anche se siamo lontani. E grazie ai social, agli smartphone e a Skype non è nemmeno troppo difficile! E poi quando c’è la possibilità, come la scorsa settimana ad Andria, sono stata con lui tutta la settimana visto che per me è iniziato il periodo di off-season ed è stato bello passare così tanto tempo assieme.

E per concludere, cosa ne pensi dell’Italia?

La adoro! Potrebbe suonare banale, ma qui i ristoranti sono ottimi!

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