“Entrare in un main draw di uno Slam può cambiarti la stagione, sia dal punto di vista sportivo che economico”. Così Francesco Maestrelli ha parlato ai microfoni de La Repubblica, intervenendo anche sul tema del prize money e delle recenti polemiche legate al Roland Garros. Il tennista toscano, reduce dal successo al primo turno delle qualificazioni parigine contro Noguchi e dalla successiva sconfitta in tre set contro Carballes Baena, ha raccontato quanto sia difficile sostenere economicamente la vita nel circuito: “Con quei soldi puoi programmare diversamente la stagione, coprire buona parte delle spese dell’anno tra allenatore, fisioterapista, mental coach, viaggi e hotel”.
LA DECISIONE DI ALZARE IL LIVELLO
Maestrelli ha spiegato come, dopo il Double Sunshine americano, abbia deciso di alzare il livello dei tornei disputati, pur accettando risultati meno immediati: “Certi primi turni nei grandi tornei valgono economicamente quasi come una finale in eventi minori, ma quando scegli di alzare il livello sai che è il prezzo da pagare”. Il classe 2002 si è espresso anche sul tennis moderno, spesso percepito come uno sport dominato dai grandi guadagni: “I grandi palcoscenici possono essere fuorvianti. Questo è uno sport fatto di sacrifici, intensità e duro lavoro”.
Sul tema del malcontento dei giocatori riguardo al prize money e alle recenti proteste durante il Media Day del Roland Garros, Maestrelli ha aggiunto: “Sono giovane, ho bisogno di occasioni e faccio di tutto per crescere. La forbice è ampia e se il sistema può aiutarti un po’, sicuramente è meglio”.
Nel corso dell’intervista il toscano ha parlato anche di Andrea Pellegrino, qualificato al main draw e sorteggiato contro Flavio Cobolli: “Ci siamo allenati insieme, ha molto talento e tanta dedizione. In passato probabilmente ha raccolto meno di quanto meritasse, ma dimostra che anche se a 20 anni non sei già tra i primi 100 non significa essere fuori dai giochi”.
Infine, uno sguardo ai propri obiettivi: “Voglio continuare a crescere e inseguire il sogno della top 20, magari anche della top 10. Però voglio farlo attraverso un percorso vero, costruito con pazienza e tempo”.