Nel 2026 sono arrivate le prime risposte da parte dei tornei alla richiesta dei giocatori di avere una fetta maggiore del montepremi in palio. In particolare, a livello slam, le prime risposte sono arrivate da Roland Garros e Wimbledon. Se lo slam parigino ha aumentato il suo montepremi complessivo del 9.5%, a Wimbledon l’aumento è ancora maggiore: è del 20%, passando alla cifra record di 64,2 milioni di sterline (l’equivalente di circa 76 milioni di euro).
Da lunedì 22 giugno, sull’erba di Roehampton sono iniziate le qualificazioni del torneo londinese (giocate, forse per l’ultimo anno, in sede distaccata, a 5 kilometri dall’All England Lawn Tennis Club). E, per la felicità dei giocatori in cerca di un posto nel main draw, i premi sono aumentati considerevolmente: perdendo già al primo round delle ‘quali’, infatti, si guadagnerebbero ben 20.000 sterline, il 29% in più rispetto alle 15.500 del 2025. Una vittoria al secondo turno di qualificazione, poi, frutterebbe 32.000£ (+23%).E una al terzo la bellezza di 50.000£ (+20%). Infine, la qualificazione al main draw comporterebbe l’arricchimento delle proprie tasche di 80.000£, diventando un notevole incentivo per i giocatori.
Con un montepremi che per le sole qualificazioni ammonta a 6.2 milioni di sterline, un aumento del 25% rispetto al 2025 e, secondo le parole del presidente dell’All England Deborah Jevans, del “+393% nell’ultimo decennio”. Wimbledon 2026 si prospetta un’edizione ricchissima e, nonostante ciò, ancora al di sotto delle richieste dei giocatori. Come riportato da Gazzetta dello sport, infatti, Sinner e colleghi vorrebbero che i montepremi dei Major venissero almeno allineati alla percentuale riconosciuta nei combined event dei circuiti ATP e WTA, pari al 22% (e passata invece, al momento, solamente dal 12.5% al 15% dei ricavi, nel caso di Wimbledon).