Musetti dopo l’eliminazione dallo US Open 2026: “Avevo grandi ambizioni. Forse sono crollato per il caldo”

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Lorenzo Musetti - Foto Trent Patterson/ipa-agency.net

“Oggi c’è molta amarezza, molta frustrazione per quello che è successo. Ovviamente anche adesso non mi sento in formissima. Peccato perché è stato un primo set abbastanza in controllo, dove magari non avevo espresso un tennis buonissimo, però mi sembrava di avere la partita abbastanza in mano. Poi ho avuto questo crollo fisico, dovuto forse al caldo, alle condizioni comunque abbastanza difficili, e questo mi ha portato a un’escalation di fatica e a una condizione fisica, diciamo, quasi non più presentabile”. Così Lorenzo Musetti ai microfoni di SuperTennis dopo la sconfitta su Dane Sweeny al secondo turno dello US Open 2026. L’azzurro, partito bene nel primo set, probabilmente fiaccato dal grande caldo di New York, ha accusato un vero e proprio crollo che lo ha costretto a giocare il resto del match senza energie, con un’evidente spossatezza generale. Vertigini, nausea e difficoltà che hanno visibilmente condizionato il resto della sfida per il numero 14 del mondo, sempre disposto a lottare fino all’ultimo e a non gettare la spugna per il ritiro.

Un mese e mezzo fatto anche di cose positive

‘Muso’ sembrava finalmente aver ritrovato il suo tennis nella tournée americana dopo un’estate passata ai box. E la sconfitta rischia di pesare parecchio sul morale del carrarino, che puntava forte su Flushing Meadows. “Sono troppo a ridosso del match per capire cosa si possa portare via di buono, perché comunque questo è l’ultimo torneo di una trasferta che dura un mese e mezzo e sicuramente ci sono state cose positive”.

Il rammarico per le grandi ambizioni sullo US Open

“Oggi non si può parlare di tennis e di livello tecnico, perché quello sicuramente c’era — ha proseguito —. Infatti avevo delle ambizioni abbastanza importanti per questo Slam e purtroppo mi devo ricredere e rimboccare le maniche per il resto della stagione“. Resta l’amaro in bocca per aver sfumato così la sua avventura a New York. Ma un crollo fisico può appartenere a una partita singola, un’episodio circoscritto e isolato. L’aver scongiurato un possibile infortunio o lesione resta una nota positiva.

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