Nadal: “La costanza di Sinner non ha limiti. Per ora nessuno può impensierire lui e Alcaraz”

Marco della Calce
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Rafael Nadal - foto Ray Giubilo

La costanza di Sinner è pazzesca, sarà la vita a decidere il suo limite. Il suo unico rivale è Alcaraz, non vedo nessun altro che possa impensierirli. Carlos non deve preoccuparsi, tornerà più forte di prima dall’infortunio. In questo momento sono felice, non penso a un futuro da allenatore, ma mai dire mai“. Queste le parole del 22 volte campione Slam Rafael Nadal in un’intervista rilasciata ai microfoni della Gazzetta dello Sport per presentare la docuserie che racconta il Rafa dentro e fuori dal campo, in uscita venerdì 29 maggio. La leggenda spagnola ha parlato proprio del prodotto Netflix riguardante la sua vita, passando alla rivalità tra Jannik Sinner e Carlos Alcaraz, dal momento d’oro dell’altoatesino, dominatore incontrastato del circuito, all’infortunio al polso destro del murciano, che lo terrà fuori dal Roland Garros e da Wimbledon.

SINNER, IL DOMINIO PASSA ATTRAVERSO LA COSTANZA

Il nativo di Manacor ha esordito riflettendo sul dominio messo in atto dal numero 1 del mondo Jannik Sinner in questo 2026. 6 Masters 1000 consecutivi (Parigi 2025-Roma 2026), 5 su 5 nel 2026, una striscia aperta di 29 vittorie consecutive e il Roland Garros alle porte che disputerà da super favorito. “Ciò che sta facendo è qualcosa di molto, molto difficile, ha una costanza tremenda – ha detto Rafa –. Dopo l’Australia ha perso solo una volta, ha una serie di vittorie consecutive impressionante. Ripeto, mantenere questa costanza è qualcosa di pazzesco e molto complicato da ottenere, per cui massima ammirazione per ciò che fa e per come lo fa”.

Nadal si è interrogato anche su quali possano essere i limiti del campione altoatesino che, al momento, appare come una forza inarrestabile, con uno sguardo a un possibile terzo incomodo. “Sarà la vita a decidere quale sarà il suo limite. La sua personalità, la sua motivazione, il suo corpo, cose che non si possono prevedere nel futuro. E poi vedremo i rivali. Al momento sembra che ne abbia solo uno che è Carlos (Alcaraz, ndr), gli altri sono lontani e questo mentalmente ti permette di affrontare tutto con maggior tranquillità. Non vedo nessuno che possa mantenere una certa costanza per impensierirli. Immagino che appariranno altri giocatori che gli creeranno delle difficoltà. Vediamo come evolve Rafa Jodar, è giovane, bisogna dargli tempo”. 

Nadal e Sinner si sono scontrati 3 volte in carriera, tutte sulla terra rossa e tutte conclusesi con la vittoria dello spagnolo. Sui miglioramenti adottati dall’azzurro in questi anni, Rafa ha commentato così: “È difficile dire in cosa è migliorato. È in un momento di estrema solidità della sua vita sportiva, mentalmente e fisicamente. Credo sia riuscito a mettere maggior varietà nel suo gioco, introducendo il drop shot per esempio. Ѐ un giocatore completo, molto stabile. Chi vuole batterlo deve sapere di dover giocare a un grande livello per un periodo di tempo decisamente lungo, e questa cosa dà a Sinner una grande sicurezza e una grande fiducia”. 

L’ INFORTUNIO DI ALCARAZ

Lo spagnolo ha speso qualche parola anche sul connazionale Carlos Alcaraz, alle prese con una grave lesione al polso destro, per cui dovrà stare fermo almeno fino a dopo Wimbledon. “È una lesione che io ho patito anche due o tre volte durante la mia carriera. Non deve preoccuparsi, la supererà e recupererà al 100%, ma è un malanno che ha bisogno di tempo per essere curato, ed è un peccato che Carlos si perda tutti questi tornei belli e storici come Monte-Carlo, Madrid, Roma, Roland Garros e Wimbledon”.

LA VITA EXTRA-CAMPO DI RAFA

Il 22 volte campione Slam ha concluso parlando un po’ di se stesso e della sua docuserie. “Registrarla è stato molto naturale. Magari all’inizio è stato un pochino difficile soprattutto per la gente che non è abituata a vivere di fronte alle telecamere come noi. E infatti questo era uno dei motivi per il quali non avevo mai accettato proposte simili. Avevo sempre detto di no perché pensavo che la realizzazione creasse fastidi alla famiglia, al team, agli amici. Una cosa sono io e un’altra la gente che devi coinvolgere per far sì che un prodotto di questo tipo venga bene. Avevo un certo timore in questo senso, ma ho trovato i professionisti giusti che mi hanno convinto e che sono stati fantastici durante la produzione”.

E sulla sua vita fuori dal campo, Rafa ha detto: “Sono felice. La transizione dall’attività sportiva è stata facile. Sto lavorando e viaggiando più di quanto immaginavo, però sono contento. Lavoro tanto con la mia fondazione e con l’accademia e ho altri numerosi impegni. E ovviamente la famiglia, accompagnare e andare a riprendere mio figlio ogni giorno e passare più tempo con le persone che amo. Per questo posso dire che sono in un momento davvero felice. In questo momento non valuto un futuro da coach, la mia vita è già sufficientemente movimentata, ma nella vita non si sa mai”.

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