Il Caso Petrova: le ambiguità di un ritiro (smentito)

di - 15 Settembre 2014

Nadia Petrova

di Salvatore Greco

Il caso Petrova: le ambiguità tutte russe di un ritiro annunciato e smentito.

Dopo le dichiarazioni del presidente della Federtennis russa sul ritiro della ex n.3 del mondo, è arrivata la secca smentita della diretta interessata che ha ribadito che spetterà a lei ufficializzare il suo ritiro quando succederà. Comunicazione inefficace o federazione invadente?     

Nadja Petrova si ritira, anzi no. Negli ultimi due giorni le voci sulla giocatrice russa, ex n.3 del mondo e due volte semifinalista slam al Roland Garros, si sono rincorse con rapidità, complice anche l’assenza prolungata dai campi della giocatrice che durante la stagione ha giocato una manciata di tornei, uscendo quasi sempre al primo turno,  ed è sprofondata alla posizione n. 388 del ranking WTA.

Shamil TarpischevSpulciando sui media russi, specialistici e non, abbiamo cercato di fare chiarezza sul caso: tutto è nato da alcune parole del presidente della Federtennis russa, nonché capitano delle rispettive squadre di Davis e Fed Cup, Šamil’ Tarpiščev (foto a sinistra); durante la conferenza stampa di presentazione dei convocati per la sfida con il Portogallo nei play-off di coppa Davis, a una precisa domanda sulle sorti di Petrova (ma anche di Davydenko e Zvonareva),  Tarpiščev ha risposto così:

                  “Nadja, purtroppo, è prossima al ritiro anche se io ritengo che in doppio possa ancora giocare almeno un paio d’anni ad altissimo livello[…]”.

Parole nette, insomma, che non lasciano spazio ad ambiguità di sorta, e la notizia, battuta immediatamente dalle agenzie, ha piuttosto turbato i tifosi sui forum in rete,  ma nessuna dichiarazione è arrivata dal circuito o dalla federazione, cauti su una dichiarazione certamente netta, ma non confermata dalla diretta interessata. Cautela che si è scoperto essere più che giustificata visto che il giorno dopo, Nadja Petrova, raggiunta da un corrispondente dell’agenzia di stampa ITAR-TASS, ha dichiarato:

“L’anno scorso ho passato un periodo molto difficile per via della scomparsa di mia madre, questo lo sanno tutti. Per me è stato un evento tragico e inaspettato, non avevo né la forza né il desiderio di scendere in campo e quindi mi sono presa una breve pausa e nel frattempo ho cercato di guarire dall’infortunio all’anca che mi ha condizionato per tutto l’anno passato. La mia vita ormai è quasi completamente pubblica e nasconderla è difficilissimo. Per questo motivo ho preso una pausa dopo la morte di mia madre visto che ne avevo diritto. Ma questo non significa che io abbia deciso di lasciare il tennis. Quando verrà quel momento la WTA farà una dichiarazione ufficiale sul suo sito e organizzerò una cerimonia di addio al circuito, come fanno tutti gli altri tennisti. Fino ad allora vi prego di rispettare la mia vita privata e la mia decisione di prendermi una pausa dalla carriera”.

Insomma, per il momento il ritiro è stato negato con fermezza, anche se è vero che la tennista russa non ha parlato esplicitamente di ritorno sui campi che – a 32 anni, dopo un trauma umano e una pausa così lunga- sembra perlomeno poco probabile.

Restano in ogni caso le domande sul senso di una dichiarazione così netta da parte del presidente federale russo. Avrà interpretato a modo suo delle impressioni private della Petrova o avrà dato un sottile suggerimento alla giocatrice? Di certo Tarpiščev, autentico padre padrone del tennis russo con un ricco curriculum come alto burocrate degli affari sportivi del Cremlino, non è il tipo di persona che parla a caso. Alla vigilia della finale di Fed Cup 2013, persa dalle giocatrici russe a Cagliari contro il team azzurro, aveva dichiarato in maniera tagliente che la Russia era lì solo per fare esperienza visto che la squadra, orfana di tutte le sue campionesse che avevano rifiutato la convocazione, avrebbe certamente perso. Parole pesanti che fecero infuriare le varie Vesnina, Makarova e Pavljucenkova che quella finale l’avevano conquistata. Per inciso, Nadja Petrova in quell’occasione dichiarò di non essere nemmeno stata presa in considerazione da capitano Tarpiščev.

Un altro episodio risale al 2012 quando proprio Petrova dichiarò la sua intenzione di prendere la cittadinanza statunitense e l’eminenza grigia del tennis russo rispose impassibile alla stampa che la giocatrice avrebbe potuto ottenere, al più, la residenza e che prima di poter eventualmente giocare in Fed Cup con la nazionale a stelle e strisce avrebbe dovuto aspettare altri tre anni.

Insomma, per quanto non sia certo idilliaco il rapporto di Nadja Petrova con la federtennis russa e il presidente plenipotenziario Tarpiščev, certo non sembra normale che sia una federazione a “pensionare” una tennista né sembra rispettoso che metta nero su bianco e di fronte ai microfoni uno sfogo privato e non ufficiale, come sembra possa essere accaduto; vedremo se  ci sarà un seguito alla vicenda, ma al momento tutto tace. Forse se ne riparlerà una volta passato il vento della Davis o quando (e se) Nadja Petrova tornerà effettivamente a impugnare la racchetta sui campi del circuito.

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