Roland Garros 2026, Andreeva: “Finale Slam, un sogno che si avvera. Ora ci arrivo con più maturità”

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Mirra Andreeva - Foto FITP

“Questo risultato viene dal lavoro fatto negli ultimi mesi. Oggi ero molto concentrata e credo che questa vittoria sia il frutto di tutto quello che abbiamo costruito. Mi sono sentita focalizzata su tutto quello che dovevo fare in campo, sul piano tattico preparato con il mio team e su ogni singolo dettaglio. A un certo punto ero talmente concentrata che riuscivo persino a vedere i piccoli peli della pallina”. Così Mirra Andreeva ha commentato in conferenza stampa l’accesso alla prima finale Slam della sua carriera. La classe 2007 russa ha superato Marta Kostyuk per 6-1 6-3..

LA CONCENTRAZIONE E LA CRESCITA MENTALE

Uno dei temi principali affrontati da Andreeva è stato quello della crescita mentale, aspetto che negli ultimi mesi le ha permesso di compiere un ulteriore salto di qualità. “Prima ero molto più nervosa. Quando perdevo il servizio pensavo subito: ‘Oh mio Dio, è la fine del mondo’. Tutta la mia attenzione era concentrata sul non farmi strappare la battuta. Adesso invece penso che, se la mia avversaria mi breakka, posso sempre provare a recuperare il break. Cerco di concentrarmi sulla soluzione e non sul problema”.

La russa ha spiegato come questo cambiamento di mentalità le abbia permesso di gestire meglio i momenti delicati delle partite. “Penso anche che le mie avversarie possano diventare nervose quando servono. Cerco di ricordarmi che anche loro hanno pressione e difficoltà”.

IL RAPPORTO CON CONCHITA MARTINEZ

Non è mancato un passaggio sulla sua allenatrice, Conchita Martinez, figura centrale nella crescita della giovane russa. “Mi ha trasmesso tantissima esperienza e mi ha dato molti consigli. In alcuni momenti della mia carriera la ascoltavo, ma allo stesso tempo continuavo a fare le cose a modo mio e probabilmente per questo non sempre funzionava. Ora invece mi fido completamente del mio team e soprattutto sono pronta a lavorare su quello che mi chiedono di fare”.

Andreeva ha poi scherzato sul rapporto con il proprio staff: “Adesso è più facile. Qualunque cosa mi dicano, la faccio. E poi, se qualcosa va male, posso sempre dare la colpa a loro, ha detto sorridendo.

VERSO LA FINALE

Per quanto riguarda l’avvicinamento all’ultimo atto del torneo, Andreeva non ha intenzione di cambiare le proprie abitudini. “Ho sempre la stessa routine e non cambierò nulla perché si tratta di una finale Slam. Continuerò ad allenarmi, parlerò del match con il team, farò il riscaldamento e poi andrò in campo. Mi piace anche giocare a Uno nel tempo libero. Non cambierà assolutamente niente”.

DAL 2024 A OGGI: UNA GIOCATRICE DIVERSA

La russa ha poi ricordato la semifinale raggiunta a Parigi nel 2024, sottolineando quanto oggi si senta diversa rispetto ad allora. “Due anni fa ero molto emozionata e probabilmente non realizzavo davvero quello che stavo facendo. Credo che quella sensazione abbia influenzato anche il mio modo di giocare in semifinale. Oggi invece sono più matura, più esperta e riesco ad affrontare ogni partita in maniera diversa, concentrandomi sull’avversaria e sul piano tattico”.

LA FINALE CONTRO MAJA CHWALINSKA

Andreeva ha parlato anche della possibile sfida contro Maja Chwalinska. “Non l’ho mai affrontata. Sta giocando in maniera incredibile da settimane, considerando anche il percorso iniziato dalle qualificazioni. Non conosco bene il suo gioco, quindi sarà sicuramente una partita da studiare e preparare con attenzione”.

“VINCERE UNO SLAM È SEMPRE STATO IL MIO SOGNO”

In chiusura, la classe 2007 ha ripensato agli inizi della sua carriera in Siberia e ai sogni che coltivava da bambina. “Non pensavo davvero che un giorno avrei giocato una finale Slam o vinto grandi tornei. Erano semplicemente sogni. Vincere uno Slam e diventare numero uno del mondo sono sempre stati i miei obiettivi più grandi. Se qualcuno mi avesse detto poche settimane fa che sarei arrivata in finale al Roland Garros probabilmente non ci avrei creduto. Adesso invece sono qui e sono davvero felice di vivere tutto questo”.

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