Buona la prima per Flavio Cobolli al Roland Garros 2026. La testa di serie numero 10 del tabellone supera nel derby tutto azzurro l’amico Andrea Pellegrino con il punteggio di 6-4 7-6(4) 6-3 in 2 ore e 23 minuti di gioco. Una sfida che, guardando solamente il ranking, poteva sembrare chiusa sulla carta, ma che invece si è rivelata molto più equilibrata del previsto, soprattutto considerando il grande momento attraversato da Pellegrino, reduce dalla splendida cavalcata agli Internazionali d’Italia e nelle qualificazioni qui del Roland Garros.
Cobolli ritrova così fiducia dopo le due sconfitte premature arrivate tra Internazionali d’Italia 2026 contro Thiago Agustin Tirante e all’ATP 500 di Amburgo contro Ignacio Buse. Il romano, attualmente numero 14 del mondo, avanza quindi al secondo turno dove affronterà il vincente della sfida tra Wu Yibing e Marcos Giron, partendo in entrambi i casi con i favori del pronostico.
LA PARTITA
Il primo set viene deciso dal break trovato da Cobolli nel nono game, sufficiente per chiudere 6-4 un parziale molto combattuto. Ancora più equilibrio nel secondo set, dove entrambi i giocatori si mostrano molto solidi al servizio e nessuno dei due concede palle break. È nel tie-break che Cobolli cambia marcia, alzando il livello e dominando il parziale decisivo.
Nel terzo set Pellegrino si disunisce progressivamente, mentre Cobolli continua ad aumentare intensità e ritmo. Gli scambi e gli equilibri che avevano caratterizzato i primi due parziali saltano e il romano scappa rapidamente fino al 5-0. Nel momento di chiudere il match, però, Cobolli avverte un po’ di tensione e Pellegrino prova a riaprire il set. Cobolli riesce comunque a evitare complicazioni, annullando anche due palle break che avrebbero potuto riaccendere definitivamente il parziale, prima di chiudere sul 6-3.
Si interrompe così il percorso di Pellegrino, protagonista comunque di un ottimo Roland Garros, mentre Cobolli continua la sua corsa a Parigi alla ricerca di quel grande risultato Slam che ancora manca per consolidare definitivamente il proprio status ai vertici del tennis mondiale.