Stefanos Tsitsipas chiarisce: “Nessuna critica al Sud America”

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Stefanos Tsitsipas - Foto CHRISTOPHE SAIDI/SIPA / IPA

Negli ultimi giorni il nome di Stefanos Tsitsipas è finito al centro del dibattito per alcune dichiarazioni legate alla programmazione dei tornei ATP, in particolare al confronto tra la tournée sudamericana su terra battuta e gli eventi in Medio Oriente come gli ATP 500 di Doha e Dubai.

Il greco aveva spiegato come, nel circuito ATP, le scelte di calendario siano spesso influenzate anche dalle appearance fee, ovvero i compensi garantiti ai giocatori per partecipare a determinati tornei. Un aspetto che avrebbe contribuito alla presenza massiccia dei top player negli eventi mediorientali rispetto a quelli sudamericani, dove, secondo quanto emerso dalle sue parole, tali opportunità economiche sarebbero inferiori.

Il comunicato di chiarimento

Oggi Tsitsipas ha pubblicato su Instagram per chiarire la propria posizione:

“Negli ultimi giorni ho visto molte discussioni riguardo ai commenti che ho fatto sulla programmazione dei tornei e sulle appearance fee, quindi voglio chiarire le cose in modo semplice e onesto. Prima di tutto, mi piace davvero giocare in Sud America. La passione dei tifosi lì è speciale e ho grande rispetto per i tornei e per la cultura tennistica di quella regione. I miei commenti non erano una lamentela né volevano essere una critica.

Nel circuito ATP, al di fuori del prize money, i giocatori hanno possibilità molto limitate per sostenere finanziariamente la propria carriera. La realtà è che gli eventi ATP 250 e ATP 500 sono spesso le uniche opportunità in cui esistono appearance fee.

Per questo motivo, le decisioni sul calendario a volte sono influenzate anche da questi fattori. Non è qualcosa che riguarda solo me: è un modello standard seguito da molti giocatori, specialmente da quelli che competono ai massimi livelli.

Stavo semplicemente rispondendo a una domanda sul perché il mio calendario a volte appaia in un certo modo. Stavo spiegando qualcosa che è di dominio comune nel tennis professionistico, non esprimendo negatività verso alcun Paese o torneo. Ho grande apprezzamento per ogni luogo in cui competo e spero di giocare in molte regioni del mondo anche in futuro”.

Una questione strutturale

Il caso riporta al centro un tema noto nel tennis professionistico: oltre al montepremi ufficiale, i tornei, soprattutto 250 e 500, possono offrire compensi aggiuntivi ai big per garantirne la presenza. Una pratica diffusa e regolamentata, che però crea inevitabilmente differenze tra eventi con maggiore potere economico e altri con risorse più limitate.

Tsitsipas ha voluto ribadire che la sua non era una presa di posizione contro il Sud America, ma una spiegazione delle dinamiche economiche che incidono sulle scelte dei top player. Un chiarimento che chiude (almeno per ora) la polemica, ma che riaccende il dibattito su un calendario ATP sempre più influenzato da equilibri finanziari oltre che tecnici.

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