Trionfo azzurro ai Giochi del Mediterraneo: Basiletti, Paganetti, Romano e Caniato portano l’Italia sul podio

Redazione
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Noemi Basiletti, oro ai Giochi del Mediterraneo

da Taranto, Giovanni Scialpi

Taranto saluta il tennis italiano con un bottino che racconta molto più delle quattro medaglie conquistate. C’è l’oro di Noemi Basiletti nel singolare femminile, quello di Vittoria Paganetti e Filippo Romano nel doppio misto, l’argento di Paganetti e Basiletti nel doppio femminile e il bronzo di Carlo Alberto Caniato nel singolare maschile. Un bilancio importante per la squadra azzurra, arrivato in un contesto particolare, davanti al pubblico italiano, nel cuore dei XX Giochi del Mediterraneo.

Basiletti, un oro costruito partita dopo partita

A prendersi la scena è stata soprattutto Basiletti. La ventenne toscana di San Vincenzo ha completato un percorso praticamente perfetto, chiudendo con l’oro al collo dopo aver superato la greca Marta Mathoula in finale con un netto 6-2 6-3. Un successo costruito partita dopo partita: dopo il bye al primo turno, Basiletti ha lasciato appena tre game alla montenegrina Tea Nikcevic negli ottavi, imponendosi 6-0 6-0. Nei quarti ha superato 6-0 6-3 la spagnola Lucia Cortez Llorca, mentre in semifinale ha dovuto soffrire maggiormente contro la marocchina Yasmine Kabbaj.

Poi, l’atto conclusivo e la medaglia più preziosa. “È un’emozione davvero forte, soprattutto condividerlo qui in casa con tutti gli italiani. Mi ricorda un po’ l’atmosfera di Roma di quest’anno, dove ho buonissime sensazioni e ricordi“, ha raccontato Basiletti al termine della finale. La toscana ha spiegato anche il percorso che l’ha portata a crescere durante il torneo: “I primi giorni non mi sono trovata bene per quanto riguarda le sensazioni, ma sapevo che era una cosa temporanea. Dovevo stare sul pezzo e infatti sono cresciuta abbastanza in ogni match“. Un oro che si somma all’argento conquistato nel doppio femminile insieme a Vittoria Paganetti.

Non mi aspettavo di raggiungere un oro e un argento“, ha ammesso Basiletti, che ha voluto condividere il risultato con chi la accompagna quotidianamente: “Ci tenevo molto a ringraziare chi non è qui oggi, ma è sempre dietro le quinte e mi supporta davvero tanto ogni giorno. Dedico questo risultato alla mia famiglia che c’è da sempre, è grazie a loro se sono qui da oggi“. E se il caldo di Taranto non ha fatto sconti, la nuova campionessa del Mediterraneo ci ha scherzato su: “Ho trovato Taranto molto calda“. Poi il sorriso: “Tutto bello, nuovo, organizzato e si sta bene. Ringrazio tutti“.

Paganetti, doppietta d’oro e d’argento: trionfo con Romano, finale persa con Basiletti

Per Paganetti, invece, la settimana si è trasformata in una vera e propria doppietta. La ventenne barese, con madre tarantina, ha vissuto i Giochi quasi da padrona di casa e ha conquistato prima l’argento nel doppio femminile con Basiletti e poi l’oro nel misto insieme a Filippo Romano. Il titolo è arrivato nella finale contro gli spagnoli Lucia Cortez Llorca e Alejo Sanchez Quilez, battuti 6-4 6-2.

Una risposta importante dopo la sconfitta nella finale del doppio femminile, nella quale Paganetti e Basiletti hanno ceduto 6-4 7-5 alle greche Elena Korokozidi e Martha Matoula, pagando anche la stanchezza accumulata nei tanti incontri ravvicinati. “Sono contentissima perché avevo perso una finale poco fa, quindi avevo voglia di, in qualche modo, riscattarmi“, ha raccontato Paganetti dopo il successo nel misto. “Abbiamo giocato un’ottima partita e sono felice di condividere questo momento con Filippo. È la prima volta che giochiamo insieme e direi che è andata bene“. Un oro arrivato in un luogo dal significato particolare e accompagnato da una dedica altrettanto speciale: “Voglio dedicare questa medaglia a mio zio, che non c’è più da qualche anno e nel giorno della finale avrebbe compiuto cinquant’anni“.

Caniato, bronzo all’esordio

A completare il quadro azzurro ci ha pensato Caniato. Il ventenne veronese, testa di serie numero 6 del tabellone, ha conquistato la medaglia di bronzo nel singolare maschile al termine di un percorso convincente. Dopo il debutto vincente agli ottavi di finale contro il kosovaro Florent Limani, superato con un netto 6-3 6-0, Caniato ha confermato il proprio ottimo momento nei quarti, imponendosi per 6-2 6-4 sul tunisino Wissam Abderrahman.

In semifinale è arrivato lo stop contro lo spagnolo Alejo Sanchez Quilez, ma il giovane azzurro ha reagito immediatamente nella finale per il terzo posto. Contro il portoghese Francisco Rocha non c’è stata praticamente storia: Caniato ha chiuso la sfida con un perentorio 6-3 6-1, mettendo al collo una medaglia di bronzo preziosa al suo esordio ai Giochi del Mediterraneo. Nato a Verona e cresciuto a Ferrara, Caniato si allena da sei anni al Circolo Tennis Villa Carpena sotto la guida del maestro Alberto Casadei.

A Taranto ha così aggiunto un altro risultato importante al proprio percorso, lasciando la competizione con la consapevolezza di aver saputo reagire anche dopo la sconfitta in semifinale. “Non salire sul gradino più alto del podio in casa dispiace sempre, ma sono contento del risultato“, ha dichiarato l’atleta azzurro. Quest’ultimo ha poi manifestato la sua gratitudine verso chi gli ha dato la possibilità di confrontarsi in questa manifestazione: “Ce l’ho messa tutta, dal primo all’ultimo match. Sono contento di questa medaglia e ringrazio la Federazione e tutto il team che mi ha dato la possibilità di giocare questa competizione. È la prima volta che vengo a Taranto e mi sono trovato benissimo. Complimenti per la manifestazione“.

Quattro medaglie, due ori, un argento e un bronzo. Ma soprattutto una settimana nella quale il tennis italiano ha trovato a Taranto un ambiente capace di aggiungere emozione al risultato sportivo. Tra il calore del pubblico, le sfide ravvicinate, la fatica e la voglia di rappresentare l’Italia davanti al proprio pubblico, gli azzurri hanno trasformato i campi di viale Magna Grecia in uno dei luoghi da ricordare di questa edizione dei Giochi. Per Basiletti, Paganetti, Romano e Caniato, Taranto resterà così il ricordo di una settimana vissuta da protagonisti: tra medaglie ed emozioni, sempre con il tricolore sul petto.

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