Caso Trusendi: Colpe, ingenuità e responsabilità

di - 26 Marzo 2015

Walter Trusendi

di Alessandro Nizegorodcew

Il caso riguardante Walter Trusendi e il francese Elie Rousset sta facendo discutere appassionati e addetti ai lavori. Cerchiamo di fare chiarezza grazie a una ampia ricostruzione dei fatti, così da poter dare al lettore la chance di costruirsi una propria, ben definita, idea della situazione.

Il Comunicato Itf. Tutto nasce da un comunicato Itf partito ieri mattina (25 marzo) dalla TIU (Tennis Integrity Unit) che parla di squalifica di 6 mesi per Trusendi e Rousset (per il francese poi ridotta a 3) oltre a una multa di 5.000$. Nel comunicato si legge che entrambi i giocatori avrebbero ammesso le proprie colpe in merito alla Sezione D1d del Elie Roussetprogramma Anti-Corruzione, che recita: “No Covered Person shall, directly or indirectly, contrive or attempt to contrive the outcome or any other aspect of any Event“. Non viene però spiegato cosa sia realmente accaduto e tutti i giornalisti che leggono il comunicato fanno 1+1 e titolano: “Scommesse: Squalificato Trusendi”. Il comunicato dell’Itf non dice il falso, ma non spiega quale sia la verità, che è decisamente diversa dal «match fixes» piuttosto che «scommesse truccate». Nel comunicato stampa, per correttezza di informazione verso i giocatori e la stampa, l’Itf avrebbe dovuto inserire una spiegazione maggiormente dettagliata.

L’Episodio. Entrato all’ultimo momento nel challenger marocchino di Mohammedia, anno 2014, Trusendi, in quanto febbricitante, decide di accordarsi con il francese Elie Rousset, sconfitto all’ultimo turno di qualificazioni e primo dei possibili ripescati (Lucky Loser). Rousset sostanzialmente giocherà al posto di Trusendi in tabellone dando in cambio all’azzurro i soldi del primo turno. ‘E’ una questione di solidarietà – ha spiegato il transalpino a l’Equipe – perchè Trusendi poteva benissimo andare in campo, giocare 3 games e abbandonare. Non pensavo che sarebbe stato sanzionabile. Forse non è nel regolamento, ma è una questione di buon senso. Dovrebbe diventare una regola. Sono una persona onesta e tutto questo mi fa male”. Trusendi e Rousset hanno ammesso le proprie colpe dopo aver commesso una grave ingenuità. Il punto focale è il seguente: Trusendi ha commesso, a norma di legge, una violazione, ma non ha guadagnato un euro in più rispetto al prize money che avrebbe ottenuto (regolarmente) scendendo in campo nel primo turno che di diritto avrebbe potuto disputare (non si può parlare quindi di soldi in più per pagare le spese). Attenzione: non si vuole qui giustificare il comportamento di Trusendi e Rousset, ma da qui ad arrivare a parlare di match truccati e scommesse non c’è di mezzo il mare, bensì l’intero infinito universo. La pratica utilizzata dai due tennisti, per quanto non consentita, è utilizzata spesso nei tornei. Alcuni giocatori e addetti ai lavori, come sottolineato anche dalle parole di Rousset, sostengono che dovrebbe divenire una regola perfettamente legale.

Il Giorno della Squalifica. Il giorno 24 marzo Walter Trusendi si trova in Croazia per un torneo Futures. Ha già disputato tre turni (vinti) di qualificazione e il primo match (vinto) di doppio in coppia con Pietro Rondoni. Prima di giocare l’esordio nel main draw l’italiano controlla l’email e scopre, quasi casualmente, la squalifica da parte dell’Itf. Il supervisor del torneo non era stato informato di nulla ed è stato lo stesso Trusendi a comunicare al giudice il testo dell’email appena ricevuta. Il supervisor ha quindi fatto notare a Trusendi che, se non avesse letto in tempo l’email e fosse sceso in campo, probabilmente avrebbe potuto rischiare un aggravio della sanzione tramite una salta multa. Probabilmente la classifica dei due giocatori, ben oltre il numero 400 Atp, non ha permesso ai ragazzi di meritare una semplice telefonata.

Corriere dello SportConclusioni. Nessuno vuole giustificare quanto fatto da Trusendi e Rousset ma il menefreghismo dell’Itf rispetto alla completezza di una notizia, legata alla stampa (soprattutto quella non specializzata) che non ha avuto nella maggior parte dei casi la voglia di approfondire la notizia, hanno fatto sì che l’opinione pubblica decretasse quest’oggi Walter Trusendi ed Elie Rousset come quelli che “si vendono le partite” e “scommettono sui propri match” (come nell’immagine a destra tratta dal Corriere dello Sport di oggi). Marco Crugnola, ex professionista e oggi direttore di tornei challenger e futures, ha raccontato come questa mattina in un circolo di Milano sia stato avvicinato da alcune persone che gli hanno detto testualmente: “Hai visto che Trusendi si vende le partite?”. Tutto ciò è ovviamente inaccettabile. Il reato sportivo è stato commesso, ma la gogna mediatica, dovuta alla mancata chiarezza dell’Itf, sta facendo passare Trusendi per un criminale. Un ladro di mele ormai definito assassino.

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2 commenti

  1. Non riesco a capire cosa centra l’ITF, essendo un Challenger e non un Futures, e se la causa risulta nei dettagli riportati in questo articolo, da parte mia non trovo il motivo che si debba dare una sospensione e sanzione cosi elevata, sarò ripetitivo, ma allora nei casi dove è risultata la prova vera del tennis scommesse, dove io non la vedo in questo caso, chissà quale doveva essere la sentenza, dove alcuni giocatori hanno beneficiato della riduzione di pena e con migliori trattamenti e guarda caso il fenomeno viene in gran parte strumentalizzato verso i tennisti di 2° & 3° fascia, ma…

  2. Andi

    Alla fine del tutto, lette anche le ultime parole di Trusendi , spero proprio che tra sei mesi abbia voglia di riprovarci. Una ingenuità trasformata in un delitto meritano un po’ di sostegno per Walter. Non mollare, arriveranno tempi migliori.

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