Federico Cinà e le sue prime volte Slam: dopo la qualificazione ottenuta al Roland Garros 2026, il siciliano classe 2007 ha paragonato così le sensazioni del suo secondo main draw Slam conquistato allo US Open 2026: “L’emozione è la stessa. È una cosa nuova per me, quindi sono molto contento di avercela fatta”. L’azzurro ha anche espresso il suo desiderio per gli US Open: “La partita da sogno da giocare sull’Arthur Ashe? In questo caso sicuramente contro Djokovic o Alcaraz. Sono due idoli, Djokovic è il mio preferito, spero di poterci giocare un giorno”. Il tabellone non lo vede poi così lontano dal serbo (i due sono nello stesso ottavo di tabellone), ma è ancora presto per Cinà per guardare così avanti: il suo esordio nel torneo avverrà contro lo statunitense Alex Michelsen, numero 46 del mondo.
Progressi
Non conta solo cosa è riuscito a fare Cinà, ma anche il come: “Aver raggiunto il tabellone principale con queste due partite, sia contro Dellien che l’ultima contro Bu, mi rende ancora più felice. Sono stati match tosti in cui me la sono vista brutta, quindi sono ancora più contento“. Sia contro il boliviano che contro il cinese, Cinà ha vinto 7-5 al terzo, dimostrando il carattere giusto spalle al muro: “Quando ho cominciato a sentirmi scarico, anche per il caldo, ho iniziato a caricarmi di più e a usare la voce. Sono riuscito a trovare l’aiuto del mio team e del pubblico, soprattutto l’ultima è stata una partita molto emozionante, me la sono goduta“.
La crescita nei mesi, ma anche nel breve, nel singolo set: “Sono molto soddisfatto di aver chiuso il match in crescendo, creando sempre più occasioni. Sono molto felice del tennis che ho trovato sotto pressione”.
Il dialogo interiore
Un lato del gioco a cui nessun tennista può sfuggire, Cinà lo sa: “Ci stiamo lavorando tanto. Sto provando a incitarmi sempre, anche quando le cose non vanno bene”. Una dimostrazione di maturità: “È normale fare errori in partite lottate come queste, è necessario provare a caricarsi e a essere buono con me stesso. Sono contento di essere riuscito a stare positivo”.
Giocatore da cemento?
L’attuale numero 181 del mondo e 147 nella race ATP ha poi analizzato il suo gioco sulle superfici dure: “Mi piace molto il cemento. Quando sono arrivato i campi mi sembravano molto veloci, adesso mi sto abituando”. Una preferenza chiara: “Penso di giocare meglio su queste superfici, specialmente quando aiutano la palla ad arrivare veloce e bassa“.