Wimbledon 2026, Fery: “Non ho mai smesso di credere in me stesso. Zverev? È di un altro livello”

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Arthur Fery - Foto Mike Egerton/ipa

“È quello che ho provato a fare negli ultimi dieci giorni: credere in me stesso, dare il massimo in ogni partita e vedere fin dove questo potesse portarmi. Oggi, in particolare, sapevo di potercela fare perché lo avevo già battuto in Australia. Sapevo di poter vincere e ci sono riuscito. È un Arthur Fery gonfio di fiducia quello che si presenta in conferenza stampa dopo la vittoria nei quarti di finale di Wimbledon 2026 contro Flavio Cobolli.

“Ho sempre creduto in me stesso e nella possibilità di diventare uno dei migliori giocatori al mondo. Ovviamente, essere semifinalista a Wimbledon è un’altra cosa. Ho affrontato il torneo partita dopo partita, senza guardare troppo avanti. Ho semplicemente giocato ogni incontro per quello che era e ora eccomi qui”, ha proseguito il britannico, che prima dei Championships aveva collezionato solamente sei vittorie complessive a livello ATP.

“Sentivo di avere un piccolo vantaggio”

Prossimo a entrare nella Top 50 mondiale, Fery ha espresso il suo commento sul match: “Come ho detto in campo, non mi sentivo necessariamente a mio agio, ma ero un po’ più sicuro perché affrontavo, su un palcoscenico importante, un giocatore contro il quale avevo già giocato. Anche durante la partita ho avuto la sensazione che fosse tutto molto equilibrato. In alcuni momenti ha servito davvero bene, ma sentivo di avere sempre un piccolo vantaggio. Sono riuscito a vincere il secondo set, che è stato fondamentale, e poi anche il terzo.

Il precedente di Ivanisevic e l’esempio di Raducanu

Solamente un giocatore nella storia è riuscito nell’impresa di conquistare i Championships da wildcard: Goran Ivanisevic. “È chiaramente una storia incredibile e in passato ho visto gli highlights della finale — ha aggiunto il britannico —. Non voglio fare troppe ipotesi o pensare a quello che potrebbe accadere. Continuerò a concentrarmi sulla partita di venerdì e poi vedremo come andrà”.

Fonte d’ispirazione per Arthur anche il percorso della sua connazionale Emma Raducanu, riuscita nell’impresa di vincere uno Slam da wildcard agli US Open 2021: Ricordo quanto fosse impressionante il modo in cui non si lasciò condizionare dall’importanza del momento. Continuò ad andare avanti partita dopo partita, giocando bene e battendo giocatrici di alto livello, fino alla conquista del titolo agli US Open. È molto difficile riuscirci quando non si è abituati a giocare su palcoscenici così importanti. Lei lo fece benissimo. Anch’io sto provando a fare lo stesso: affrontare una partita alla volta, esprimere il mio gioco e portare in campo quello che so fare meglio.

La semifinale contro Zverev

Contro Sascha non saranno ammessi errori: Zverev rappresenta un ulteriore salto di livello, ma sono pronto. Non ho nulla da perdere. Scenderò in campo, proverò a esprimere il mio gioco, a fare quello che ho fatto finora e a credere in me stesso. Vedremo fin dove riuscirà a portarmi”.

Il messaggio della regina e il sogno della finale

E, con il benestare della regina, Fery può davvero puntare in alto: “Mi ha aspettato al termine della partita e si è congratulata con me. Le ho detto quanto fosse stato un onore giocare davanti a lei e mi ha risposto: ‘Congratulazioni, continua così’. Le ho anche detto che domenica sarà il mio compleanno e che sarebbe bellissimo poter disputare la finale di Wimbledon proprio nel giorno del mio compleanno. Sperando di soffiare le candeline sul trofeo dei Championships.

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