Wimbledon 2026, Fritz: “L’infortunio mi ha mandato nel panico ma Zverev ha meritato, ora gioca libero”

Tancredi Crepax
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Taylor Frtiz - Foto FITP

È un Taylor Fritz rammaricato quello che ha parlato in conferenza dopo la netta sconfitta 6-4 6-4 6-2 contro Alexander Zverev ai quarti di finale di Wimbledon 2026. Il problema al ginocchio che ha ostacolato il suo match è tornato dal nulla: Avrei quasi preferito saperlo prima, così avrei potuto prepararmi mentalmente a giocare con il dolore. Invece ho iniziato a sentirlo dopo appena tre game, quando ero già sotto di un break, e in quel momento sono andato nel panico.
I problemi al ginocchio non sono una novità per il semifinalista nel 2025, che ha convissuto con il dolore per gran parte del finale di stagione passato, e si è preso una pausa dal tour durante i tornei sulla terra rossa proprio per guarirlo: “La tendinite funziona così: ogni tanto si infiamma, poi con un po’ di riposo migliora. L’unico segnale che avevo avuto era stato un po’ di dolore alla fine della partita contro Bublik, ma alla fine mi sono sentito bene fino al riscaldamento”.

IL TESTA A TESTA

I precedenti tra il numero 7 e 3 del mondo hanno creato una delle principali rivalità del tour negli ultimi anni, con lo statunitense che sembrava aver trovato le sequenze giuste per battere il tedesco: dopo i primi incontri combattuti, sette a zero Fritz. A dare il via a questa striscia fu proprio qui ai Championships, una rimonta da due set a zero sotto negli ottavi di finale 2024. Anche per questo, forse, con grande classe, ha ammesso che non ha perso solo a causa dell’infortunio: “Non so quanto sarebbe realmente cambiato l’esito della partita senza il dolore. Con il modo in cui stava servendo sarebbe stato comunque difficilissimo da battere, ed è stato molto aggressivo sia di diritto che di rovescio. Colpiva la palla in maniera eccezionale, ha giocato davvero una grande partita”.

ZVEREV IN CRESCITA

L’ex campione del Masters 1000 Indian Wells (2022) ha poi proseguito sul suo avversario di giornata, giocatore che conosce bene sia in campo che fuori (i due sono anche coetanei): Sta giocando in maniera estremamente aggressiva e sta facendo tante cose che rappresentano un enorme passo avanti nel suo tennis, andando anche nel particolare tecnico, come piace a lui: “Cambia direzione con il rovescio molto più spesso, serve con percentuali altissime e trova continuamente ottime zone del campo. Con il diritto è molto più deciso di prima.
Il paragone, nella memoria di Fritz, era molto fresco, avendo battuto il tedesco poche settimane fa all’ATP 500 di Halle: “In quel caso lui era limitato da un problema fisico: stava soffrendo parecchio e credo che si sia visto. Il primo set, che infatti ha vinto lui, invece è stato molto simile a quello che ha giocato oggi. Era molto più aggressivo”. Una crescita anche mentale: Nei punti importanti del tie break si è preso rischi che normalmente non si prende, in questo momento è chiaramente pieno di fiducia e sta colpendo il diritto meglio di quanto l’abbia mai visto fare”.

IL PROBLEMA AL GINOCCHIO

Lavoro e torneo: è così che il numero due statunitense deve gestire il dolore: “Il riposo, da solo, non cura una tendinite rotulea. Bisogna semplicemente limitare il carico fino a un certo punto e quindi, inevitabilmente, stare lontani dalle partite molto intense per un po’. Quando sono a casa e non gioco tornei non sto semplicemente riposando. Lavoro tantissimo sul potenziamento”. Eppure sembrava tutto al suo posto: Tutte le risonanze effettuate da novembre mostrano che il tendine sta guarendo e diventando più forte. Per questo sono così sorpreso. Se il problema doveva riacutizzarsi, pensavo sarebbe successo prima. Tra Stoccarda e Halle ho giocato nove partite in undici giorni, tante al terzo set”.

I PROSSIMI TORNEI

Sta però arrivando la parte di stagione a lui più cara, lo swing sul cemento nordamericano: “L’aspetto positivo dei tornei in Canada e Cincinnati è che tra una partita e l’altra ci sono giorni di riposo, e questo dovrebbe aiutarmi parecchio. Sicuramente non giocherò la settimana prima degli US Open, come già facevo in passato”. E poi, nuovi programmi: “Se il calendario fosse stato quello dell’anno scorso, probabilmente Washington sarebbe stata fuori discussione. Quest’anno invece c’è una settimana in più a disposizione. Avrò il tempo necessario per riposare, riprendere il programma di riabilitazione e capire come reagirà il ginocchio”.

E in chiusura, un pensiero sulla semifinale di Wimbledon 2026 che purtroppo per lui non giocherà, ma che vedrà protagonisti Alexander Zverev e Arthur Fery, uscito vincitore in tre set contro Flavio Cobolli: Ovviamente oggi non ho potuto vedere l’altra partita, ma credo che Zverev sarà davvero molto difficile da battere per il modo in cui sta servendo. Il servizio è una delle cose che con lui cambia meno da una giornata all’altra: puoi aspettarti che metta almeno il settanta per cento di prime, tutte molto pesanti. Vedremo se il pubblico, considerando che affronterà un giocatore contro cui parte nettamente favorito, potrà in qualche modo influire sull’incontro”.

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