Wimbledon 2026, Gauff: “Anche i migliori hanno fallito un match point. Gli scommettitori? Sempre la solita storia”

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Coco Gauff - foto Mike Egerton/ipa-agency.net

“Per quanto possa sembrare doloroso dall’esterno, il mio percorso a Wimbledon non può essere riassunto come una storia dolorosa. Migliaia di persone vorrebbero perdere una semifinale ai Championships dopo aver avuto un match point. Non vorrei vivere nuovamente un’esperienza del genere, questo è certo, ma renderà ancora più dolce il prossimo momento in cui riuscirò a vincere una partita simile. È stata semplicemente una di quelle giornate nelle quali le cose non sono andate dalla mia parte. Una delle due doveva perdere e, sfortunatamente, questa volta è toccato a me”. Così Coco Gauff in conferenza stampa dopo la sconfitta in tre set contro Karolina Muchova nella semifinale di Wimbledon 2026.

“Ho sempre detto che Karolina è una giocatrice di successo, ma, considerando il suo talento, meriterebbe di ottenere ancora di più. È un’avversaria che non vuoi affrontare in qualsiasi fase di un torneo. Ho un enorme rispetto per il suo modo di giocare e per la persona che è fuori dal campo. Sarà una partita che ricorderò per tutta la mia carriera. Fa male essere dalla parte di chi ha perso, ma, mentre uscivo dal campo, ho pensato che fosse stato davvero divertente giocarla”, ha aggiunto la statunitense, che ha comunque speso parole di elogio per la rivale e di incoraggiamento per sé stessa in prospettiva futura.

Il match point sprecato

Per indorare la pillola di un match point sprecato nel tie-break decisivo saranno necessari tempo, calma e una considerazione generale della sfida e del torneo, evitando di ridurre il tutto a un “solo” punto sbagliato. Il tennis è anche questo e Gauff lo sa: “Non so se mi fosse mai capitato di perdere dopo aver avuto un match point. Subito dopo la partita ho provato tantissime emozioni, ma adesso penso che sia bastata una sola decisione: con una scelta diversa, forse sarei seduta qui con uno stato d’animo completamente differente. Roger ha perso dopo aver avuto match point qui, così come è accaduto a Jannik al Roland Garros. Tutti i grandi campioni vivono esperienze del genere nel corso della loro carriera. Forse è qualcosa che devo attraversare per raggiungere il loro livello”.

La scelta della palla corta

Discutibile resta la scelta presa da Gauff proprio nel punto decisivo: “Qualcuno potrebbe chiedersi perché abbia giocato una palla corta, ma bisogna anche pensare a quanti punti ho conquistato con quel colpo. Chi non guarda il tennis dirà: ‘Perché l’hai fatto?’. Alla fine è stata la scelta che ho preso. Era quella giusta in quel momento? Forse no. Ma, se fosse entrata, tutti avrebbero detto che era stato un colpo incredibile sotto pressione. Il servizio è tornato in una posizione complicata, il rimbalzo mi ha sorpresa e sono andata un po’ nel panico. Sono momenti dai quali bisogna imparare, per avere un piano più chiaro su ciò che si vuole fare”.

Un torneo con risvolti positivi

Con lo spirito giusto, l’americana dovrà cercare di lasciare Londra facendo tesoro delle esperienze positive in vista dell’estate americana: “Penso di stare procedendo nella direzione giusta con il servizio e con un atteggiamento più aggressivo. Ci sono alcuni punti, soprattutto su certe palle break, nei quali rimpiango di essere stata troppo passiva. Servirà tempo e dovrò continuare a trovarmi in queste situazioni per abbandonare alcune vecchie abitudini e costruirne di nuove. Amatemi o odiatemi, non si possono negare i progressi compiuti durante questo torneo. Ci sono molti aspetti positivi e sono entusiasta pensando al futuro”.

L’attacco agli scommettitori

Senza troppi peli sulla lingua, poi, è andata a muso duro contro le continue critiche che l’intero Tour WTA subisce costantemente dopo ogni sconfitta: “Probabilmente avrò già ricevuto qualche commento d’odio. Sono soprattutto scommettitori arrabbiati perché hanno perso. È la solita storia. Fa schifo, ma pazienza: la prossima volta sarò io a vincere e mi assicurerò di taggarli”.

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