Diario di Bordo dal Roland Garros (5)

di - 26 Maggio 2014

Paolo Lorenzi (Paolo Lorenzi – Foto Ray Giubilo) da Parigi, Alessandro Nizegorodcew

Ho deciso di racchiudere due giornate (domenica e lunedì) in un unico diario di bordo a causa del maltempo. La mattinata di domenica, insieme alla Mia Virginia giunta a Parigi per due giorni, inizia con Pain au chocolat e tennis. La giornata è incentrata sul campo 6, dove avranno luogo i match di Starace con Tursunov e, soprattutto, tra la luce (Dologpolov) e l’ombra (Ramos).

Su quel campo, però, bisogna prima «sopportare» un lusinghiero (in confronto al match dopo) Schmiedlova-Zheng e, a seguire, un molto poco interessante Suarez Navarro-Beygelzimer.

Potito StaraceStarace-Tursunov, un match che apre i cassetti della memoria. Roland Garros 2004, Poto supera le quali e batte al primo turno proprio il russo 6-2 6-3 6-4. Al turno successivo esalta Parigi battendo l’idolo di casa Grosjean e perdendo al quinto set con Safin una partita clamorosa. Corsi e ricorsi storici. Poto nel 2014, dieci anni dopo, supera nuovamente le quali e pesca Tursunov. Purtroppo l’esito non è lo stesso: Tursunov, rispetto a Poto, è sicuramente meno logoro fisicamente e dal punto di vista mentale è un po’ cresciuto rispetto al passato. Nel primo set non c’è storia: 6-1 dominato dal biondo russo. Nel secondo parziale gira tutto il match: Starace ha varie occasioni ma non riesce a sfruttarle, nonostante il livello del campano sia decisamente più alto rispetto ai primi giochi dell’incontro. Dopo il 7-5 Tursunov il match sembra segnato e il 6-2 finale ne è la dimostrazione. Peccato, perché Poto ha avuto la chance di far girare una partita iniziata malissimo.

A seguire scende in campo il Guru Dolgopolov opposto ad Albert Ramos, mancino spagnolo dal tennis non esattamente di elevatissima qualità. Il tutto mentre vanno fuori anche Volandri (con Querrey) e Schiavone (per me a sorpresa con Tomljanovic). Il primo set è durissimo e probabilmente è Ramos a giocar meglio, ma Dolgo nel tie-break trova risposte clamorose e punti che solo l’ucraino riesce a inventare, come la demi-volée vincente di diritto sul set point che non trova aggettivi nel mio vocabolario!

Anche il secondo set è piuttosto combattuto ma Dolgo inizia a sciogliersi e i colpi volano sneza sosta atterrando a pochi centimetri dalle righe. Nel terzo set è apoteosi, totale, meravigliosa, lucente. La Luce ha vinto.

Si torna verso casa, con cena a Le Petit Zinc fantastica, consigliata dal buon Davide Zirone.

Pioggia Il lunedì mattina inizia con tanta tanta pioggia. Non si giocherà prima delle 12. Arrivato al circolo mi piazzo sul campo 5, dove Karin Knapp sta per entrare in campo contro Mona Barthel. La partenza, sotto una timida pioggia, è incoraggiante. Il set però si complica subito e dopo aver recuperato il break sul 3-3 si ritrova 0-40. Annullate le prime due palle break con autorevolezza, tira fuori un comodo smash. Da lì il set scappa via.

Piove, forte, ma nonostante questo insieme a Virginia e Marco Mazzoni siamo sul campo 5 a seguire le gesta di Mecir jr. Impressionante la somiglianza fisica col papà e notevoli i colpi totalmente piatti dello slovacco. «Se giocassero il torneo con le racchette di legno Mecir arriverebbe in fondo» – sentenzia Marco, e non potrei essere più d’accordo.

Piove, fortissimo. Si scappa dal campo 5 e si va a pranzo. Entrecote con riso e verdure (e salsa ai funghi). Non malissimo ma nemmeno benissimo…

Spiove, si va sul campo 10. Paolino Time. Lorenzi affronta il fortissimo spagnolo Roberto Bautista-Agut. Nonostante una palla break iniziale per il senese il match scorre via veloce nelle mani dell’iberico. Un episodio, però, fa infuriare Lorenzi, che entra in maniera aggressiva, finalmente, in partita. In sostanza Bautista per ben due volte prende delle palline e decide che non vanno bene per il match. Lorenzi chiama il supervisor, sostenendo non sia accettabile che l’avversario possa decidere se alcune palline siano da utilizzare o meno. Il match si ferma qualche minuto. Il secondo set è ormai andato ma nel secondo Paolino gioca bene, anzi benissimo. Tante occasioni per Lorenzi, che sul 3-2 avanti si procura 4 palle break, tutte annullate da numeri incredibili di Bautista. Il break arriva comunque sul 4-3 ma al servizio per il set Paolo spreca e si breakkare mettendo poche prime in campo. Sul 5-4 altra opportunità, quando sullo 0-15 Paolo ha un diritto da chiudere che si ferma in rete. Altre chance sul 6-5 sotto per andare al tie-break ma Bautista si salva sempre. Niente da fare per Paolo, che rischia anche di perdere la scommessa con Matosevic su chi dei due per prima vincerà un match in un torneo dello Slam.

Roberta VinciDurante Paolino vediamo inesorabilmente il livescore della Vinci contro la Parmentier che da 6-3 3-1 diviene 6-3 3-6 2-6 a causa di un problema (non di poco conto) alla gamba.

Intanto Fognini si libera in 3 set di Andreas Beck e affronterà Bellucci al secondo turno.

Seguo tutto il quinto set (o quasi) tra Benneteau e Bagnis in sala stampa. L’argentino incredibilmente vince 18-16 un parziale lottatissimo, giocando molto meglio di quanto lo credessi capace. Scusa Facundo, chiedo venia!

Ultimi minuti sul campo centrale (mentre scrivo) con pc al seguito per Wawrinka preso a pallate da Garcia-Lopez… Chissà come andrà a finire…

Non può mancare però un tweet che copio dall’amico e collega Matteo Veneri. Non voglio sapere chi è il giornalista…

 

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