Diario da San Benedetto (3)

di - 15 Luglio 2013

da San Benedetto, Matteo Maria Milanese

Arrivo oggi, giorno dei quarti di finale, al CT Maggioni intorno alle 19.15, in compagnia di un amico, giusto in tempo per assistere al set point, poi trasformato, in favore del giocatore di casa Travaglia contro lo slovacco Norbert Gombos: primo set conclusosi col punteggio di 6-4. Nel secondo set il match è a due facce: nei primi 3 giochi in cui Travaglia conquista anche il break, Steto riesce a comandare Gombos, utilizzando anche moltissimo la palla corta che oggi gli ha regalato moltissimi punti. Ma da lì in poi si inceppa qualcosa nel gioco di Travaglia, che incomincia a sbagliare una quantità industriale di rovesci, soprattutto col lungo linea spesso utilizzato da Stefano. Gombos invece riesce ad essere molto regolare e a sbagliare poco o nulla da fondo spingendo molto con i suoi colpi piuttosto pesanti, pur non avendo una grandissima varietà di gioco. Nonostante molti game siano finiti ai vantaggi, Gombos si aggiudica 5 games di fila e porta a casa la seconda frazione per 6-2 con un Travaglia che incomincia a mostrare molti segni di nervosismo, anche a causa di una palla contestata che aveva giudicato fuori, salvo poi dover subire la chiamata contraria del giudice di sedia, con il quale si è poi acceso un reiterato diverbio. Lo slovacco, che si auto incita molto spesso e non molla mai un punto, parte bene anche nel terzo aggiudicandosi il primo gioco. Ma Stefano, pian piano, riesce a ritrovare la regolarità da fondo campo e, game dopo game, riesce a ritrovare anche l’incisività nei colpi che nel secondo set gli era mancata, complice un ritrovato rovescio. Come da manuale, nel fatidico settimo game Steto piazza la zampata decisiva ottenendo il break decisivo che conserverà fino al 6-4 finale, per la gioia sua e dei numerosi tifosi presenti al circolo.

Io e il mio amico andiamo a mangiarci qualcosa prima dell’inizio del match serale fra l’azzurro Thomas Fabbiano e l’austriaco testa di serie numero 3 Andreas Haider-Maurer. Match in cui Thomas fa il bello e il cattivo tempo ed è lui a dettare i tempi di gioco: nel primo set riesce a comandare bene lo scambio da fondo conquistandosi molti punti a rete dopo aver fatto fare il tergicristalli all’austriaco che, come spesso gli capita, prima si becca un warning per lancio reiterato di racchetta a terra e poi, sempre nel primo set, dopo aver urlato a degli spettatori nel pubblico un epiteto in austriaco non certo edificante, subisce anche il penalty point proprio dopo che Fabbiano ha operato il break sul 4 pari. Primo set durato a lungo che si porta a casa Tommy col punteggio di 6-4. Il secondo set, molto lottato come il primo, vede Fabbiano andare avanti subito di un break, salvo restituirlo subito, e un Haider Maurer salire al servizio con il quale si è cacciato spesso fuori da situazione pericolose. Il break decisivo lo ottiene proprio l’austriaco nel decimo gioco dove un Fabbiano poco lucido commette 3 doppi falli cedendo a 15 la battuta e il set per 6-4.

E’ una partita in cui Haider-Maurer dimostra di avere ottime armi, tra le quali spicca un ottimo servizio, ma che evidenzia però tutti i limiti dell’austriaco in fase di impostazione e di aggressività, infatti si limita spesso ad aspettare l’errore dell’avversario e a giocare topponi di dritto da fondo in fase di difesa senza dare mai l’idea di riuscire a spingere e a fare un gran numero di vincenti. Se è solo numero 100 al mondo dopo essere stato il numero 70 due anni fa un motivo ci sarà…

Terzo set dove si nota un evidente calo fisico di Haider-Maurer che, probabilmente in preda a crampi, si tocca molto spesso la coscia sinistra, mentre Fabbiano, oggi tradito da un servizio molto deficitario, riesce a rimanere aggrappato al match con le unghie e con i denti uscendo fuori da situazioni difficili con ottimi vincenti mostrando tutte le sue qualità tennistiche, spesso limitate dal suo fisico non proprio statuario. Dopo aver ottenuto il break al settimo gioco, si salva molto bene nell’ultimo gioco dallo 0-30 uscendone alla grande e ottenendo la vittoria.. Ovviamente non poteva mancare la perla finale dell’austriaco che, dopo aver stretto la mano a Fabbiano e all’arbitro, distrugge la racchetta rompendo il cartellone pubblicitario della sua panchina, subendo una bordata di fischi e anche di insulti da parte del pubblico presente. Insomma non sarà come Koellerer, ma pure Haider-Maurer come carattere non scherza. Prima di andarmene in preda al sonno, seguo qualche game del doppio tutto italiano fra i siculi Di Mauro e Cecchinato e i marchigiani Travaglia e Giorgini, assistendo al break nel settimo gioco dei primi due che poi si aggiudicheranno l’incontro in due facili set.

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