Federico Cinà raggiunge il main draw del Roland Garros per la prima volta in carriera. E sarà anche la sua prima presenza in assoluto nel tabellone principale di uno Slam a livello professionistico. Se da una parte Andrea Pellegrino questo traguardo lo raggiunge a 29 anni, nel pieno della sua maturità umana e professionale, Federico Cinà lo conquista invece a soli 19 anni, nel pieno della sua crescita, sia come ragazzo che come tennista.
Il siciliano ha superato le qualificazioni in maniera molto convincente. Al primo turno ha battuto Watanuki per 6-4 6-4, poi Tomic per 6-2 6-4, prima di superare al turno decisivo Galarneau in una partita molto complicata, vinta 5-7 7-5 6-3 grazie anche a una notevole lucidità nei momenti più delicati del match.
Chi è Federico Cinà?
Federico Cinà, soprannominato “Palli”, è nato a Palermo il 30 marzo 2007 ed è considerato fin da giovanissimo uno dei talenti più interessanti del panorama tennistico italiano e internazionale. A seguirlo da sempre è il padre Francesco Cinà, storico allenatore di Roberta Vinci. Ed è proprio grazie anche all’esperienza accumulata dal padre nel circuito che Federico, sin da bambino, ha avuto la possibilità di vivere da vicino il tennis dei grandi. Viaggi, Slam, tornei prestigiosi, campi centrali e grandi giocatori: esperienze che, pur non vissute ancora da protagonista, gli hanno permesso di respirare fin da piccolo l’atmosfera del tennis professionistico.
La sua crescita tennistica è iniziata molto presto e altrettanto presto sono arrivati risultati importanti. La finale ai Les Petits As, uno dei tornei Under 14 più prestigiosi al mondo, la semifinale allo US Open Junior 2023 a soli 16 anni, la finale del doppio junior al Roland Garros 2024 e tanti altri risultati che hanno reso Cinà uno dei profili più interessanti della nuova generazione italiana.
Le prime esperienze ATP e la crescita tra i grandi
Nel 2025 Federico riceve una wild card per il Masters 1000 di Miami, torneo nel quale conquista subito la sua prima vittoria ATP battendo Francisco Comesana, prima di arrendersi a Grigor Dimitrov. Poche settimane dopo arriva un’altra wild card importante, quella per il Masters 1000 Madrid, dove supera Coleman Wong trovando così il suo secondo successo a livello ATP.
Ha debuttato agli Internazionali d’Italia nel 2025 contro Mariano Navone, mentre nel 2026 è tornato al Foro Italico cedendo contro Alexander Bublik. Sempre nel 2026 è arrivato anche il primo titolo Challenger della carriera, conquistato a Pune, risultato che gli ha permesso di entrare in top 200.
Che giocatore è Federico Cinà?
Dal punto di vista tecnico, Cinà è un giocatore moderno e offensivo. Nonostante abbia ancora ampi margini di crescita fisica, possiede già una buona struttura atletica e una notevole resistenza negli scambi. Ama spingere con entrambi i fondamentali, ha un ottimo timing sulla palla. Come ha raccontato lui stesso, la superficie che predilige maggiormente è il cemento, anche se negli ultimi mesi sta ottenendo risultati importanti pure sulla terra battuta.
Nel dicembre 2025 è entrato nel suo team anche Eric Hernandez, preparatore fisico che per undici anni ha lavorato con Daniil Medvedev accompagnandolo fino ai vertici del tennis mondiale. Un ingresso che testimonia la volontà di Federico di continuare a lavorare con grande ambizione.
Nel suo staff restano centrali le figure di Francesco Cinà, padre e allenatore, e di Francesco Cardinale, giovane collaboratore che segue Federico in diverse settimane del circuito. Proprio parlando del padre dopo la qualificazione al main draw del Roland Garros, Federico aveva dichiarato: “Per me papà è importantissimo, abbiamo un bellissimo rapporto sia dentro che fuori dal campo. Fa tantissimo per me e lo ringrazio tanto”.
Il tempo giusto per arrivare
Se da una parte Andrea Pellegrino ha conquistato il suo primo main draw Slam a 29 anni, dall’altra c’è Federico Cinà, che questo traguardo lo raggiunge a soli 19 anni, in una fase ancora piena di crescita e costruzione.
Con Federico non bisogna avere fretta. Non serve accelerare i tempi o pretendere immediatamente risultati enormi. Il suo percorso è quello di un ragazzo che sta crescendo passo dopo passo, esperienza dopo esperienza, torneo dopo torneo.
E probabilmente la cosa più bella sarà proprio vedere questa crescita avvenire gradualmente, accompagnandolo nel suo percorso senza caricarlo di pressioni eccessive. Perché il talento c’è, i margini anche, ma a volte nel tennis la vera differenza la fa il tempo giusto e la pazienza.
LA NOSTRA INTERVISTA A ‘PALLI’