Chi è Andrea Pellegrino, l’azzurro che esordirà nel main draw del Roland Garros

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Andrea Pellegrino - Foto FITP

“Non è mai troppo tardi per fare grandi risultati”. Le parole pronunciate da Andrea Pellegrino dopo la vittoria contro Frances Tiafoe al terzo turno degli Internazionali d’Italia 2026 oggi suonano quasi come un manifesto della sua carriera. E probabilmente Andrea aveva ragione. Non è mai troppo tardi per avvicinarsi alla top 100, non è mai troppo tardi per tirare fuori tutto il potenziale che un giocatore come lui ha sempre avuto.

Dopo la grande cavalcata agli Internazionali d’Italia, primo tabellone principale in un Masters 1000, prima vittoria a questo livello, successi contro giocatori del calibro di Fils e Tiafoe prima di arrendersi in un match più che dignitoso contro Sinner, il pugliese è arrivato a Parigi con una cattiveria diversa. Con la sensazione che questo potesse davvero essere l’anno giusto.

Dal 2021 Andrea Pellegrino aveva giocato spesso giocato le qualificazioni Slam senza mai riuscire a entrare nel tabellone principale. A Roland Garros 2026, però, qualcosa è cambiato. Ha superato al primo turno Nicolas Moreno De Alboran per 6-2 7-5, poi Lloyd Harris per 3-6 6-0 6-3, e infine Marco Cecchinato nel derby azzurro con il punteggio di 7-6(5) 6-2, conquistando così per la prima volta in carriera il main draw di uno Slam.

Chi è Andrea Pellegrino?

Andrea Pellegrino è nato a Bisceglie il 23 marzo 1997. È sempre stato considerato un ragazzo di talento, dotato di una buona struttura fisica e di colpi pesanti.  La sua, però, non è stata una crescita lineare o immediata. Per tanti anni Pellegrino ha vissuto soprattutto il mondo Challenger e ITF. Lo testimoniano anche i nove titoli conquistati a livello professionistico.

Dal punto di vista tecnico, Pellegrino è un giocatore dotato di buona potenza sia fisica che di gioco. Riesce a spingere bene con entrambi i fondamentali, ama e predilige il gioco sulla terra battuta, il cemento, invece, è sempre stato una superficie meno naturale per lui.

Andrea è stato per tanti anni al centro federale di Tirrenia, luogo nel quale è cresciuto sia come ragazzo che come giocatore. Oggi invece si allena a Lecce insieme ad Andrea Trono, allenatore che sembra avergli restituito qualcosa che negli ultimi anni si era un po’ perso: il sorriso, la serenità e anche quella voglia quotidiana di stare in campo e migliorarsi. Il suo best ranking ATP è il numero 125 del mondo, raggiunto nel marzo 2026.

La maturità arrivata a 29 anni

Il tennis è fatto di percorsi diversi. C’è chi a 18 o 19 anni arriva già al vertice, chi esplode molto presto e chi invece ha bisogno di più tempo. E poi c’è chi forse il livello per arrivarci lo ha sempre avuto, ma ha dovuto aspettare la maturità giusta per riuscire davvero a esprimerlo.

Probabilmente Andrea appartiene proprio a questa categoria. Per anni ha mostrato lampi di altissimo livello, settimane in cui sembrava poter battere giocatori molto più avanti in classifica, alternate però ad altre in cui mancava di continuità. Per entrare davvero nel tennis che conta serve una costanza feroce, mentale prima ancora che tecnica. Serve riuscire a performare anche quando non ci sono grandi stimoli esterni. A 29 anni sembra aver trovato quella maturità mentale che in passato forse gli era mancata: nella gestione delle emozioni, dell’energia quotidiana e delle motivazioni.

Gli ottavi al Foro Italico e il primo main draw Slam conquistato al Roland Garros sembrano averlo messo sul binario giusto. Non soltanto tecnicamente, ma soprattutto mentalmente. E forse Andrea Pellegrino sta arrivando proprio ora nel momento più importante della sua carriera: con la consapevolezza di poter stare tra i primi 100 giocatori del mondo e con la sensazione che il meglio debba ancora venire.

LA NOSTRA INTERVISTA A ‘PELLE’

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