Alla vigilia dell’esordio al Roland Garros contro Quentin Halys, Mattia Bellucci ha parlato così in zona mista, di ciò che si aspetta dal primo turno. Il francese giocherà infatti sostenuto dal pubblico di casa, in un contesto che però non spaventa l’azzurro. “So che si giocherà in un’atmosfera caotica e questa cosa mi piace. Halys, se è in giornata con servizio e dritto, può fare molto male. Dovrò entrare subito in campo molto concentrato”.
Bellucci ha poi spiegato di attraversare un momento positivo del suo percorso, nel quale sta cercando di trovare il giusto equilibrio tra aggressività e continuità. “Sto vivendo un periodo buono, in cui cerco di essere intraprendente in campo. Per il primo turno spero di trovare il giusto equilibrio tra solidità e iniziativa”.
Roma e il tabù della terra
Il torneo romano ha rappresentato un passaggio chiave nella crescita del lombardo, che finalmente sente di poter esprimere il proprio tennis anche sulla superficie meno naturale per lui. “Roma mi ha dato la consapevolezza di poter mettere in campo il mio tennis intraprendente anche sulla terra battuta”.
Le vittorie contro Roman Andres Burruchaga e Tomas Martin Etcheverry hanno avuto un peso specifico importante: “Battere Burruchaga ed Etcheverry mi ha aiutato tanto. Sono due ottimi giocatori su questa superficie. Roma mi ha finalmente tolto il tabù della terra”.
La crescita di Mattia
L’azzurro ha raccontato anche l’evoluzione del proprio tennis negli ultimi anni, passando da un gioco istintivo e creativo a una versione più completa e strutturata. “Fino ai 19-20 anni ero molto estroverso e creativo in campo. Poi ho imparato a inserire nel mio gioco anche la solidità”. Un percorso che, secondo Bellucci, ha trovato una svolta importante nelle ultime settimane, soprattutto grazie al Masters 1000 di Roma.
Sentirsi parte del livello dei top 60
Bellucci ha parlato anche del cambio di mentalità maturato negli ultimi mesi: non più la sensazione di inseguire il circuito, ma quella di poter competere stabilmente a questo livello. “Mi sento finalmente parte di questo livello. Questo mi permette di guardare avanti e non più indietro. Cerco di andare a scardinare chi mi sta davanti”. Pur con maggiore fiducia, l’italiano sa bene quale sia la strada per restare competitivo. “Per rimanere qui devo essere solido e lavorare tanto. Devo costruirmi un paracadute. Sto lavorando nel modo giusto e continuo a guardare avanti”.
Infine, Bellucci ha indicato alcuni giocatori nei quali ritrova caratteristiche vicine al proprio tennis. “I riferimenti sono Bublik, Moutet, Griekspoor e Atmane, perché è mancino e un po’ sbarazzino come me. Però ogni giocatore ha una storia e caratteristiche diverse”. Tra i punti di forza che sente più suoi, Bellucci individua la mobilità e la capacità difensiva. “Ho dalla mia il fatto di muovermi bene e saper difendere. In questo mi sento più abile rispetto ad altri. Sulla creatività invece penso di poter ancora migliorare”.