“Mi sto adattando alla terra battuta e con il mio allenatore abbiamo lavorato molto per capire meglio la superficie. Sto rendendo meglio su terra e sto iniziando a fare anche buoni risultati”. Così Terence Atmane, in conferenza stampa, alla vigilia del via del tabellone principale del Roland Garros 2026. “Penso di avere ancora margini di miglioramento per battere i migliori. Ho preso confidenza su terra, sarà interessante vedere a che punto sono negli Slam”, prosegue il francese, che esordirà con l’australiano Thanasi Kokkinakis.
Giudici di linea meglio della tecnologia
Il Roland Garros è l’unico torneo nel circuito a non avere l’Electronic Line Calling (ELC), il sistema di chiamata automatica ormai presente in tutti i tornei. A Parigi resta la tradizione dei giudici di linea: “Credo siano meglio della macchina. Con le apparecchiature elettroniche ci sono sempre problemi in termini di impatto e di segno. Il sistema elettronico calcola l’impatto della palla e non il segno, e questo a volte può essere complicato. Quindi avere i giudici di linea sarà davvero molto importante. Potranno vedere direttamente con i propri occhi. Penso che questo sia lo spirito che si dovrebbe avere su un campo in terra battuta”, spiega Atmane, che è favorevole all’ELC, ma su campi in cemento o erba: “Il sistema elettronico di chiamata delle linee è ottimo sull’erba e sulle superfici dure, ma quando si tratta della terra battuta penso siano meglio i giudici. Ho avuto problemi con l’ELC in due o tre occasioni. A volte può essere frustrante, perché si vede chiaramente che c’è un errore ma l’arbitro non può scendere a controllare. Andare a vedere il segno fa parte delle partite su terra battuta e non vedo perché non dovrebbe essere più così. A volte anche i giudici possono sbagliare, ma almeno non si prova la frustrazione che c’è adesso con gli errori della tecnologia. Un tasso di accuratezza del 95% dell’occhio umano è meglio che affidarsi a una macchina”.