Jakub Mensik stacca il pass per il suo primo terzo turno al Roland Garros, imponendosi su Mariano Navone dopo quattro ore e quaranta minuti di lotta, con il punteggio finale di 6-3 2-6 6-4 1-6 7-6(11).
Una battaglia di quasi cinque ore, sotto il sole cocente di Parigi, che ha inciso enormemente sull’inerzia della sfida. Il ceco — che aveva richiesto un medical timeout sul 2-1 del terzo set per un problema al piede — ha dovuto convivere per gran parte dell’incontro con dolori fisici e continui crampi, stringendo i denti fino all’estenuante super tie-break del quinto set.
IL SUPER TIEBREAK AL QUINTO SET
Nel tiebreak del decisivo Mensik era riuscito a portarsi avanti addirittura 4-0, prima di essere colpito da forti crampi che hanno completamente cambiato l’andamento del match. Mariano Navone è stato bravo a rientrare, mentre il ceco ha continuato a lottare praticamente senza riuscire più a muoversi normalmente. Sul 9-7 Mensik si è procurato due match point, ma l’argentino li ha annullati entrambi, complice anche un doppio fallo del ceco sul primo.
La situazione fisica è diventata sempre più critica: sull’8-7 e servizio Mensik, il ceco ha impiegato troppo tempo prima di servire e ha ricevuto un time violation, dovendo così giocare direttamente la seconda di servizio, in evidente difficoltà per i crampi. Poco dopo è arrivato un altro richiamo per perdita di tempo, con conseguente penalità.
Nonostante tutto, Mensik è riuscito a trascinare il match fino al dodicesimo match point: sul 12-11 ha servito lentamente, quasi senza riuscire a spingere con le gambe, si è tenuto la gamba per il dolore prima di colpire il dritto vincente finale, prima di accasciarsi a terra esausto.
Navone è stato tra i primi a raggiungerlo per congratularsi, mentre il ceco faticava persino a rialzarsi. Con il passare dei minuti sono arrivati prima il fisioterapista, che gli ha applicato del ghiaccio sulla testa per contrastare il colpo di calore, poi i medici e i volontari del torneo, insieme anche a una sedia a rotelle e a una barella. Mensik è inizialmente riuscito a rimettersi in piedi da solo, ma per lasciare il campo ha infine avuto bisogno della sedia a rotelle, troppo debilitato per riuscire a camminare normalmente.