Roland Garros 2026, Ruud sopravvive al blackout: Safiullin ko al quinto dopo una battaglia surreale

Tommaso Giuliani
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Casper Ruud - Foto FITP

Esordio tutt’altro che banale per Casper Ruud al Roland Garros. Il finalista degli Internazionali BNL d’Italia supera Roman Safiullin con il punteggio di 6-2 6-4 5-7 0-6 6-2, al termine di una partita dai contorni quasi irreali, segnata dal caldo di Parigi e da un clamoroso ribaltamento di inerzia.

Per oltre due set e mezzo il match sembra saldamente nelle mani del norvegese. Ruud parte in totale controllo, domina gli scambi da fondo e gestisce senza particolari difficoltà il ritmo imposto da Safiullin. Il finalista di Roma appare in piena gestione della partita: solido con il dritto, ordinato negli spostamenti e capace di prendere spesso il comando dello scambio.

Anche nel terzo set il copione sembra non cambiare. Ruud continua a comandare e sul 5-3 40-0 ha addirittura tre match point consecutivi per chiudere la pratica in tre set. È proprio lì, però, che la partita cambia completamente volto.

Dal nulla si spegne la luce in casa Ruud. Il norvegese inizia ad accusare pesantemente il caldo parigino, perde brillantezza negli spostamenti e smarrisce improvvisamente ogni continuità. Safiullin ne approfitta immediatamente: salva i match point, strappa il servizio e prende fiducia. Da quel momento il russo infila un parziale devastante di undici giochi consecutivi.

Il quarto set è un autentico assolo di Safiullin. Ruud appare praticamente immobile, incapace di muoversi con efficacia. Il 6-0 con cui il russo trascina il match al quinto racconta perfettamente il momento vissuto dal norvegese, apparso a un passo dal crollo definitivo.

Ma il colpo di scena non è ancora finito. Una volta chiuso il quarto set, è anche Safiullin ad accusare problemi fisici, lamentando un fastidio all’anca. Tra la fine del quarto e l’inizio del quinto passano ben 16 minuti, una pausa lunghissima che spezza ulteriormente il ritmo della partita.

Alla ripresa, il quinto set si trasforma in una lotta di sopravvivenza. Entrambi i giocatori sono lontanissimi dalla loro miglior condizione fisica, gli scambi si accorciano e ogni game sembra poter girare da una parte o dall’altra.

A trovare le ultime energie è però Ruud. Il norvegese riesce in qualche modo a ritrovare lucidità nei momenti decisivi, sfrutta il calo fisico del russo e piazza l’allungo definitivo. Dopo oltre quattro ore di lotta, il numero uno norvegese chiude 6-2 al quinto, evitando una delle rimonte più clamorose di questo inizio di torneo.

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