Diario di Bordo da Andria – Martedì

di - 25 Novembre 2015

Andria

Di Daniele Sforza

Prima il dovere e poi il piacere. Inizia con un classico proverbio questa mia seconda giornata ad Andria, giornata che inizia la mattina con gli impegni universitari e termina la sera con una miriade di partite di tennis. Dopo essere rientrato a casa, visto il programma mattutino andato abbastanza per le lunghe (dispiace essermi perso Marcora-Basic, di cui lo stesso direttore mi racconta), decido di fare un misto tra pranzo e cena (visto che salterò i pasti) alle 4.30 in modo poi da arrivare con mio fratello sui campi di Andria pronto per seguire Matteo Viola.

E, infatti, va proprio così. Chiudinelli si sbarazza in due facili set del croato Viktor Galovic (6-4 6-2) e noi arriviamo quando Viola e Ortega-Olmedo sono sul 2-1. La prima cosa che mi viene in mente osservando Ortega è il suo modo di giocare simile ad Enrique Lopez Perez (visto all’opera sempre qui ad Andria lo scorso anno), con quel dritto uguale e tante altre caratteristiche che lo portano ad una notevole somiglianza. Lo spagnolo lotta, non gioca male ma Viola sembra davvero non soffrire questo tipo di giocatore. Sono tanti gli scambi, a dimostrazione di quanto detto domenica a riguardo della superficie, davvero lenta per essere un indoor, che caratterizzano il match. Viola approfitta subito di un calo al servizio di Ortega, complici anche un paio di errori di troppo con il dritto, e conquista il break. Sono poi un paio di chiamate dubbie a regalare, dopo 4 palle break, l’allungo all’italiano che chiuderà con una bella prima di servizio il primo set per 6-1.

Mentre mio fratello rimane convinto che per lo spagnolo non ci siano reali chance, io provo a crederci, incoraggiandolo un po’. Tutto inutile perché, complice una chiamata totalmente sbagliata su un vincente di dritto dello spagnolo, nel primo game arriva un’ulteriore break. Ortega fa vedere qualcosa di buono: un paio di belle smorzate e solidi dritti lo portano sotto per 2-1 30*-30 ma anche in questa occasione è bravo Viola con due belle prime a portare a casa il game. La partita finisce praticamente qui, gli ultimi 3 game sono una passeggiata di salute, con lo spagnolo che smette di crederci. Finisce con un secco 6-1 6-1 ed io vado a raccogliere le dichiarazioni di Viola, sotto riportate.

Sul match: “Si, è stata una partita abbastanza facile. Ci sono stati due momenti importanti, a metà del primo set e all’inizio del secondo ma sono stato solido e come hai detto anche tu il mio avversario non mi dava particolarmente fastidio”.

Sulla superficie: ”La trovo un’ottima soluzione e credo anche per il pubblico sia più bello, più divertente perché ci sono molti più scambi e poi io la preferisco. Tuttavia c’è qualche problemino (ad inizio primo set su uno smash che doveva fare Viola la pallina ha cambiato il rimbalzo) con la superficie, forse da distendere meglio.”.

Su Berrer, suo prossimo avversario: “Lui è un giocatore molto solido, ti attacca spesso e poi appena ha una chance viene avanti a rete a chiudere il punto e mettere pressione, per questo spero di tenerlo il più possibile a fondo campo e farlo correre”.

Sulla stagione: “Penso sia la peggior stagione negli ultimi 4-5 anni, sono deluso però ho tante cose a cui pensare per prendere spunto, in modo da non fare gli stessi errori. Spero di tornare presto nei primi 200 e scalare il ranking”.

andriaFucsovics e Satral nel frattempo sono già in campo, pronti per il loro primo turno. Il mio tifo va verso l’ungherese, intervistato spesso e volentieri nel mio tour personale in giro per i tornei, tuttavia penso di aver capito che questa non sia la giornata giusta per tifare. Marton sembra essere in una di quelle giornate no dove rimane attaccato nel primo set solo grazie alla sua intelligenza tattica (comincia a servire sempre sul rovescio del giocatore ceco, visibilmente il colpo peggiore) ma, essendo stato brekkato nel quarto gioco, cede il primo set per 6-3, senza mai avere una possibilità per il contro break, a causa delle prime cariche e potenti del giocatore ceco. Il secondo set sembra andare sulla falsa riga del primo, Satral non fa nessuna fatica, mentre Marton sbaglia, considerando i suoi standard, davvero tanto. Sul 2-2 arriva quello che potrebbe essere il key point del match, Fucsovics annulla ben 3 palle break (2 più per meriti suoi, con due vincenti, una invece è una risposta a rete su una seconda dell’ungherese) e va 3-2. Satral nel suo game di servizio è 40-15 ma, da questo momento, comincia il disastro. Nessuna prima, un doppio fallo, un paio di errori di dritto e break Fucsovics … Il set va liscio per l’ungherese, anche se arriva ai vantaggi nel game successivo, e viene chiuso per 6-3. Se adesso mi dovessero dare dei soldi da puntare, non avrei dubbi nel puntarli sull’ungherese, non tanto per il suo livello di gioco, quanto perché il ceco sembra essere calato rispetto al primo set. Peccato che i giocatori abbiano deciso di smentirmi e quindi, un game disastroso (errore di dritto, smorzata vincente del ceco, e due buoni attacchi dello stesso) portano il break. Questo è il game decisivo, infatti Satral andrà poi a chiudere con il punteggio di 6-1 e sarà contentissimo per la vittoria appena ottenuta.

A bordo campo arriva poi la sorpresa. Spunta, dal nulla, una ragazza alta, bionda. Penso tra me “vabbe, sarà la sua ragazza”, poi mi avvicino e scorgo con incredulità la sua faccia. È Denisa Allertova, classe ’94 e top 100 nel ranking Wta. Saluto, visto che poi ci avevo parlato altre volte e gentilissima mi concede una foto (per un’intervista, vedremo nei prossimi giorni). Nel frattempo mi tocca Satral che volentieri risponde a qualche domanda.12283071_912289812195530_629149162_n

Sulla partita. “Nel primo set ho servito bene e giocavo bene tecnicamente. Nel secondo set sono stato sfortunato, ho avuto palle break ma non sono riuscito a sfruttarle. Come sai a questi livelli non puoi sbagliare nulla, tutte le chance che hai devono essere sfruttate”.

Sul suo prossimo avversario, il vincente tra Mcgee e Basilashvili. “Non conosco nessuno dei due, almeno non li ho visti recentemente giocare (domani avrò occasione) ma alla fine non ha molta importanza l’avversario con cui giocherò, siamo tutti più o meno allo stesso livello, puoi vincere e perdere con chiunque”.

Sulla superficie. “Quando mi sono allenato la prima volta ero un po’ sorpreso, non sapevo cosa aspettarmi però alla fine è accettabile …”.

Sull’Italia. “Sono dei bei posti e devo dire che viene sempre un sacco di gente a guardare i match, quindi si, mi piace”.

Sulla stagione. “Sono contentissimo. È sicuramente la mia miglior stagione ma spero che non sia la mia miglior stagione in carriera (ride) e spero quindi di salire ancora.. Detto questo non mi pongo obiettivi, non ha senso porsi obiettivi perché poi si può avere pressione nel raggiungerli”.

Sulla situazione della Rep.Ceca che sforna sempre buoni giocatori. “Penso che semplicemente ci siano le condizioni giuste per allenarsi. Abbiamo 3-4 club veramente ottimi, ci sono poi come hai detto tanti giocatori quindi puoi scegliere con chi allenarti e migliorare con lui …”.

Stando negli spogliatoi decido di farmi un giro in player lounge e saluto Umberto Rianna, responsabile Fit del settore giovanile. Torno sui campi dove l’israeliano Sela sta dando spettacolo e quello a cui assisteremo sembrerà più un’esibizione che altro… Dudi con quel rovescio disegna meraviglie, arriva su ogni palla e fa quello che vuole in campo. Lo svizzero per quanto inadeguato su questa superficie (si piega davvero poco sulle gambe), può davvero poco contro un giocatore che arriva su tutto e soprattutto crea di tutto. Il match va via in 40 minuti, un secco 6-1 6-1 in cui Sela nell’ultimo gioco ha regalato agli spettatori, un colpo da sotto le gambe nel bel mezzo dello scambio a cui sono seguiti un paio di colpi per far muovere da una parte all’altra lo svizzero, poi costretto all’errore.

La settimana scorsa a Brescia, il mio collega Luca Fiorino mi aveva raccontato di quanto fosse spassoso Sela e per questo non potevo farmi mancare le sue parole, che vanno a confermare la sua versione (vi dico soltanto che l’israeliano mentre era intento a fare foto, scherzava con i bambini e si faceva fotografare con facce buffissime). Queste le dichiarazioni:

sela sforzaSulla partita. “Ho giocato bene si, sono stato agevolato dal fatto che lui comunque è più un giocatore da superfici veloci e su questa non sembrava trovarsi bene. Sono soddisfatto del mio livello di gioco e spero di continuare così”.

Sulla superficie. “Si, è davvero bella. Ci sono dei punti da appiattire ma è sicuramente meglio di Brescia, dove praticamente non c’era possibilità di scambiare …”.

Dimenticavo di citare il pubblico, numerosissimo fin dalle 7(ci saranno state facilmente 500 persone e anche ieri sera c’era il pienone) e che poi, con l’inizio del match di Pellegrino è arrivato ai 700-800, forse anche qualcosina in più.

E così inizia il match forse più atteso, quello tra Andrea Pellegrino, giocatore pugliese classe ’97 e Ivan Dodig, ex top 50 in singolare, n.4 delle classifiche di doppio e che fino a domenica era a Londra a giocare le semifinali del Master di doppio. Non appena entra Andrea, il campo diventa, come prevedibile, una bolgia. Noi italiani, appassionati di calcio, trasformiamo match del genere in una partita di pallone. Ad ogni punto di Andrea ci sono (minimo) applausi e complimenti mentre il povero croato in alcuni casi è stato addirittura fischiato. Andrea comincia benissimo con un break sul 2-1 ma, neanche il tempo di esultare che sul 40-30 del gioco successivo arrivano due doppi falli consecutivi e un vincente di Dodig, a ristabilire la parità di punteggio. Il set è perso praticamente qui (anche se siamo 2-2) , Andrea perde sicurezza e si innervosisce anche per un paio di chiamate (su una ha ragione, sulla seconda meno) che saranno quelle che regaleranno il break al croato che da qui non farà fatica a chiudere il set con un 6-3. Il primo game del secondo set potrebbe già chiudere il match, poiché l’italiano deve fronteggiare una palla break ma con coraggio e con un paio di fiammate di dritto si salva, conquistando il game. Il match, per quanto ci possa essere una differenza notevole di classifica e di età, è davvero combattuto, Andrea non sembra così lontano da questo livello soprattutto nel gioco e magari è più qualcosa a livello mentale che dovrà scattare nella mente del ragazzo biscegliese. Tornando al match, il break che non era arrivato arriva nel quinto gioco, alla quarta palla break. Il match sembra finire qui ma nel game successivo arriva la reazione di Andrea, trascinato dal pubblico che sfonda, letteralmente, di vincenti il croato che, nonostante due ace, è costretto a cedere il servizio. Il ragazzo pugliese va sul 4-3 ma è qui che esce dalla partita, rischiando troppo in risposta e non mettendo pressione al croato che impatta sul 4-4. Arrivano poi errori dovuti alla pressione, tra cui anche un doppio fallo, a regalare il break e praticamente, visto che poi terrà il servizio, anche il match al croato. Finisce con un 6-3 6-4 che dice di per sé che sia stata una buona partita da parte di entrambi. Ivan, nonostante il pubblico non sia stato propriamente gentile con lui, si ferma a fare autografi e foto e poi mi concede un paio di minuti di camminata insieme a lui nel tunnel degli spogliatoi.

Sul match.è stato un buon match, abbiamo giocato entrambi bene e penso che Andrea abbia giocato a un livello davvero alto. È giovane, ha talento ma deve continuare a lavorare. Io avevo più esperienza e grazie a questo sono riuscito a conquistare il match”.

Sulla superficie.Il campo è bello, il torneo è bello, l’organizzazione è bella (ride), è un livello diverso rispetto a Londra ma va bene, ho buone sensazioni e sto giocando bene”.

Poi vado alla ricerca di Andrea per farmi rilasciare anche da lui qualche impressione sul suo match e, trovato, potete leggere qui le sue parole.

Sulla partita. “Ho iniziato abbastanza bene la partita, giocando il terzo game di risposta in modo aggressivo. Nel game successivo di servizio è stato bravo lui a mettermi pressione e quindi penso sia stato più merito suo. Nel secondo set sono partito bene, poi lui mi ha brekkato e da quel momento invece di scoraggiarmi ho alzato il livello di gioco, sono andato 4-3 avanti ma poi è stato ancora una volta bravo lui, ha servito bene nel finale e ha risposto in modo aggressivo venendo a rete e conquistando la partita”.

Sulla stagione. “Penso di aver giocato delle buone partite quest’anno a livello Atp, anche perché ho giocato sempre con giocatori di livello (100-200 Atp), ci ho giocato alla pari però rispetto a loro mi manca un po’ di esperienza visto che hanno 10 anni in più…”.

Sono le 10.50 e finisce così la mia seconda giornata qui ad Andria. Tornerò sui campi questa mattina per seguire gli ultimi match di primo turno (tra cui Luca Vanni) e spero di avervi raccontato qualcosa di interessante, perciò, se volete, a domani!

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