Diario di Bordo da Londra 2012 (12)

di - 3 Agosto 2012

da Londra, Matteo Torrioli

Ragazzi e ragazze, che serata! Forse simili scene le avevo viste per la vittoria dei Mondiali di calcio del 2006 ma mai mi sarei aspettato di vedere un migliaio di italiani, a Londra, assalire Casa Italia per festeggiare i nostri medagliati, Romano Battisti e Alessio Sartori per il canottaggio e le quattro fiorettiste d’oro (in ordine alfabetico) Arianna Errigo, Elisa Di Francisca, Ilaria Salvatori e Valentina Vezzali. Subito dopo la vittoria dell’oro, decine di tifosi sono arrivati a Casa Italia, aggiungendosi ad altri che ormai al Queen Elizabeth Centre ci hanno messo le tende da giorni. Parlo, ad esempio, di Giammarco e Pierluigi

che da quando hanno saputo che gli atleti italiani passano ogni giorno per il quartier generale, non si sono più mossi da lì. Stanno facendo una raccolta di autografi, tutti realizzati sulla loro bandiera dell’Italia. Bellissimo, ad esempio, quello di Valentina Vezzali, la più ricercata 

Ormai io ed Alessandro ci siamo entrati in confidenza e sembra anche che si divertano a stare con noi. E poi sono di aiuto. Ieri, infatti, avevano un libro che regalano al Coni con tutte le schede ed i volti degli atleti. Di certo non è stato il caso delle fiorettiste ma, ogni tanto, qualche atleta ci sfugge. Per questo siamo stati contenti di avere sul posto questi due validi assistenti che ci hanno dato una mano. Inoltre, è pure bello vedere due giovani ragazzi così innamorati dello sport e così contenti quando vedono i campioni che, fino all’altro giorno, avevano ammirato solo in televisione. Tornando al fioretto, tanti giornalisti aspettavano l’arrivo delle fantastiche quattro. Chi si metteva nella hall, chi davanti ai banner con gli sponsor, chi piantonava l’auditorium. Nessuno però aveva notato che, quando le fiorettiste vinsero primo, secondo e terzo posto nell’individuale, fuori da Casa Italia vennero installate delle transenne per agevolare loro l’accesso, cosa che non è stata fatta ieri. Quindi mi sono piazzato nei pressi di un’uscita secondaria del palazzo e…prese, avevo ragione, come testimonia il video di seguito.

Da lì è cominciato il delirio. Noi giornalisti siamo corsi nell’auditorium, già stracolmo di gente. Prima sembrava che le interviste si potessero realizzare subito, poi dopo la premiazione, prima al piano terra, poi al primo piano. La situazione era del resto particolare. Tanta gente così, per una medaglia olimpica, non l’avevo mai vista

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Abbiamo finito di lavorare forse all’una, forse alle due di notte. Stremati, ma ancora una volta felici perché questa è un’esperienza unica. Un’ultima citazione la vorrei fare per le famiglie di Battisti e Sartori. Mentre i due campioni d’argento venivano intervistati, io ho parlato con la mamma di Battisti e la moglie di Sartori: si stavano entrambe per commuovere. Si leggeva nei loro occhi l’orgoglio, la soddisfazione e il ricordo di tutti i sacrifici fatti. È stato emozionante anche questo, come ogni momento olimpico.


(Il nostro assistente immortalato dalla Gazzetta con Molmenti)

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