Scofield’s Corner – Gioie e dolori del giovane Nick

di - 26 Maggio 2019
Nick Kyrgios - Foto Ray Giubilo

Pochi giorni dopo essere stato squalificato durante il suo match di secondo turno agli Internazionali d’Italia, Nick Kyrgios è tornato a far parlare di sé per le sue dichiarazioni tutt’altro che amichevoli nei confronti dell’imminente Roland Garros, torneo dal quale si è cancellato con motivazioni più che sospette. Che il personaggio sia totalmente fuori dagli schemi è assodato ormai da tempo, e come spesso accade in queste occasioni, al riguardo vengono dati giudizi di ogni genere. C’è chi lo bannerebbe con effetto immediato dal circuito, chi invece si è innamorato del suo anticonformismo. Alcuni tra i più moderati accetterebbero determinati show a patto di vederlo esprimere in pieno il suo immenso potenziale, mentre altri lo considerano un semplice clown a cui viene data fin troppa importanza. Dando per scontato che ogni opinione è legittima, e visto il soggetto condivisibile, credo che uno come Kyrgios (a modo suo) sia positivo per il circuito. Non penso infatti che quando inizia a servire dal basso, gioca colpi no look o risponde con la SABR, abbia l’intenzione di irridere o mancare di rispetto agli avversari. Il fatto che abbia un ottimo rapporto con diversi giocatori, tra cui uno dal carattere non semplice come Murray, fa capire che chi è riuscito a conoscerlo bene ha compreso che le sue giocate ed il suo modo di stare in campo rispecchiano, volente o nolente, il suo modo di essere. È chiaro che quando si esprime al massimo fa rabbia pensare ai traguardi che avrebbe potuto raggiungere e difficilmente raggiungerà, ma in questo caso, molto più che in altri, la scelta sembra dipendere esclusivamente dalla sua volontà. In una recente, interessante e molto discussa intervista, nella quale senza peli sulla lingua ha giudicato nel bene e nel male molti dei suoi rivali, ha candidamente ammesso che la “paura” di scoprire i propri limiti potrebbe essere una causa della sua scarsa dedizione. Un’ammissione che sicuramente non aiuta la sua immagine di sportivo professionista, ma di un’onestà e trasparenza invidiabile. Quindi non rimane che tenercelo per quello che è, sapendo che ogni volta va in campo o che apre bocca fuori dal campo potrebbe succedere qualcosa di strano. Sicuramente di non scontato. E soprattutto in questo momento storico del tennis, non è poco.

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