I Metodi dell’Oste

di - 20 Novembre 2010

di Marta Polidori

A fine cesto, guardavo le palline da raccogliere sparse per il campo: occupavano uno spazio considerevole.
Sembravano tante, ci sarebbe voluto tempo.
Quando poi le abbiamo riunite in un punto per raccoglierle più rapidamente, ci sono rimasta male, erano pochissime in effetti, solo che sparse per tutto il campo sembravano di più.
Non ci abbiamo impiegato niente a metterle nel cesto.
Il perché di questa storiella è una metafora.
Fingiamo che le palline siano aspetti da sistemare (tecnica, atletica ecc), sparse sembrano molte e confuse, ma se le organizzi diventano più fattibili, chiare.
Questo significa che in ogni cosa serve metodo.
Il metodo giusto.
Perché avrei potuto anche organizzarle in altro modo, e sarebbero state lo stesso tante.
Ma come si distingue il giusto metodo da quello sbagliato?
Personalmente, io trovo che se una pista ti appare facile da seguire, lasciando perdere la fatica, mi riferisco alla logica di un percorso, vuol dire che è quella giusta per te.
Se cominci a porti domande e a farti problemi significa che non la senti tua.
Altri miei compagni non avrebbero messo tutte le palline in un punto e poi raccolte tutte insieme, c’è anche chi va in giro campo campo a raccoglierle, ma io lo trovo più lungo e mentalmente faticoso. Ad ognuno il suo.
Ho tante cose da sistemare, ma non posso guardarle tutte insieme o mi spavento.
Quindi le seleziono e le divido per priorità, le organizzo, e organizzate appaiono meno complicate di quanto sembrino.
Questa serenità mentale mi mette nelle condizioni di lavorare meglio.
Mi rendo conto di cosa riesco a sistemare, su cosa dovrei concentrarmi e cosa posso, eventualmente, rimandare.
Ritorniamo al discorso sullo specifico.
Posso cercare il metodo migliore del mondo? No, non esiste.
Certo, posso provare ad avvicinarmici, ma alla fine cosa significa migliore?
E’ migliore per uno, ma magari non lo è per qualcun altro.
Ci vuole organizzazione nel tennis come nella vita.
Più un allenatore è in grado di organizzare il tuo lavoro più sa esercitare il suo mestiere.

© riproduzione riservata

22 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *