TGF: Errori e Scelte Giuste

di - 7 Novembre 2013

di Alessandro Nizegorodcew

Dopo tanti anni di “Tennis Genitori & Figli” è arrivato il momento di fare un bilancio di quanto fatto e non fatto da voi genitori. Vorrei aprire una sorta di sondaggio. Scrivete le 3 decisioni migliori prese e da consigliare ad altri genitori alle prime armi, aggiungendo in 3 errori commessi da non fare assolutamente. Genitori che leggete ma commentate poco, proviamo a tirar fuori qualcosa per questo articolo. Sono graditi commenti anche da addetti ai lavori. A voi la parola

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140 commenti

  1. Gaetano Pinto

    Se la saggezza potesse dispensarsi in pillole…. sarebbe tutto più facile… Mi piacerebbe davvero dare una mano ai genitori alle prime armi. 1) Non cambiare circolo o maestro come se fossero degli indumenti ma farlo solo quando si è assolutamente sicuri che le possibilità offerte ai nostri figli da un determinato circolo non sono più sufficienti. 2) Assecondare senza stressare. Io personalmente accompagnavomia figlia ai tornei open e per questo mi ero comprato un camper per cui si vivevano i tornei come una speciedi avventura, una cosa positiva e piacevole. 3) far affacciare i propri figli al circuito internazionale solo quando si ha davvero qualche probabilità che possano ottenere dei risultati. Da non fare: 1) evitare di far loro domande dopoun incontro andato male ma far loro sentire che la vostra stima è sempre costante 2) non porsi mai obiettivi a lungo termine ma procedere step by step 3) non far mai pesare loro lo scorrere del tempo in relazione ai risultati ottenuti. Ovviamente tutto questo vale se da parte dei ragazzi si rileva il massimo dell’impegno e della volontà di riuscire.

  2. Alessandro Nizegorodcew
    Autore

    Grazie Gaetano, un primo commento molto interessante. Immagino tu sia il papà di Giorgia Pinto..

  3. Raffaele Rizza

    Vista l’età di mia figlia anche io potrei definirmi un genitore alle prime armi però voglio lo stesso portare un contributo a questa discussione andando un pò a ruota libera 🙂
    1) Cercare di alimentare l’entusiasmo dei propri figli anche quando i risultati non sono positivi
    2) Non esaltarsi ed esaltarli quando invece i risultati sono positivi
    3) Far capire loro che i risultati si possono ottenere solo con l’impegno e la serietà in campo e fuori
    4) Cercare di trovare il giusto equilibrio con la scuola anche se il tennis è lo sport più penalizzante in questo campo perché mentre in altri sport le gare si concentrano in un giorno nel tennis se va bene un torneo può durare anche una settimana
    5) Dialogare con i maestri perché sono loro che devono lavorare sui punti deboli dei ragazzi
    6) Cercare di amministrare le risorse economiche a disposizione senza “rovinarsi” per sogni belli ma spesso impossibili
    7) Prendere tutto come un gioco e come piacevoli momenti di condivisione tra genitori e figli

  4. Alessandro Nizegorodcew

    @Raffaele e Gaetano
    Le vostre figlie hanno fatto o frequentano scuole pubbliche o private? Avete mai pensato al college Usa?

  5. Monkey71

    Come padre di tennista direi che sono ancora troppo acerbo per poter capire quali cose buone ho fatto e quali no…
    Posso però cercare di dare il mio contributo in qualità di ex figlio giocatore…
    Posso suggerire di cercare di fare in modo che i vostri figli siano il meno possibile schiavi della classifica che è la cosa che personalmente ha più influito nella mia vita tennistica…
    Al tempo in cui giocavo io la prima classifica si prendeva a 14 anni,a quell’età ero C3 per poi a 15 anni passare C1,ma ovviamente era una classifica che non rispecchiava nemmeno minimamente il mio reale valore soprattutto rapportato ad un adulto ed io ne sentivo il peso come un macigno ogni volta che mi iscrivevo ad un torneo a tal punto che per i successivi 2 anni sono rimasto fermo appunto alla stessa classifica.
    La svolta (e qui veniamo alla cosa certamente positiva) fu che a 16 anni mio padre mandò me e mio fratello per 6 mesi in Florida alla Gerulaitis Accademy,lì oltre ad allenarci giocammo l’Orange Bowl e altri tornei Open,vivevamo e ci cucinavamo da soli,un’esperienza altamente formativa dal punto di vista umano oltre che sportivo.
    Quando tornai in Italia (gravissimo errore anche se un pò economicamente obbligato) avevo acquisito una mentalità ed un gioco totalmente diversi che mi portarono almeno per 5-6 mesi a giocare il mio miglior tennis probabilmente di sempre ma purtroppo,come detto,l’effetto fu temporaneo perchè piano piano il mio gioco e la mia testa furono nuovamente fagocitati dal sistema Italia imbastardendomi sia nela tecnica che nei pensieri volti solo al risultato e ai famosi “positivi”
    Quell’anno comunque per la cronaca passai B3 ai limiti del B2.

  6. Raffaele Rizza

    Mia figlia frequenta la scuola pubblica e credo che per lei sia la scelta migliore perché in qualche modo la obbliga a organizzarsi e a maturare. In futuro non sò… dipenderà molto da lei e da come evolverà il suo tennis

  7. Maurizio

    Forse il primo errore è stato farla giocare a tennis, è solo una battuta però. Sicuramente sin dall’inizio cercherei di curare la preparazione atletica, un gap che stiamo colmando solo adesso grazie anche al programma di un amico.
    La cosa che rifarei sicuramente è fare gli stage con i professionisti del settore .
    Una cosa che invece ancora non so se ho fatto bene o male, è quella di aver impostato il suo tennis in maniera tale da riuscire a saper fare tutto, dai back alle smorzate, al serve and volley, non solo in allenamento ma in partita, questo ha fatto si che sino ad ora abbia perso partite che altrimenti impostata con soli due colpi avrebbe vinto, non consentendogli di avere gli aiuti economici che altre hanno avuto, vedremo.

  8. luca di padova

    decisione migliore
    1 imparare a giocare fin da piccoli il tennis e’ un ottima decisione perche’ e’ uno sport altamente socializzante e se sei bravino tutti vogliono giocare con te e questo puo’ essere utile in varie situazioni della vita.
    2 nessuna pressione sui figli perche’ tanto se sono bravi veramente si vede subito
    decisione peggiore
    1 essermi fidato della scuola maestri senza controllare il loro insegnamento su mio figlio.ho dovuto poi metterci io delle toppe con lezioni private a go go con altri maestri.

  9. stefano grazia

    impegnatissimo tutto il giorno e al momento “costrett”o da mia moglie momentaneamente in Italia a seguire una conferenza ‘raising a teen in Accra’ alla Lincoln IB intn school , scopro solo ora questo stuzzicante 🙂 dibattito e prometto di tornarci su appena possibile … nel frattempo qualcuno recuperi mad max, archie, atti e nicoxia …

  10. bogar67

    Premesso che ho una bimba di 9 anni 🙂 forse non a tutti noto 🙂 🙂
    La prima scelta giusta è aver seguito questo blog! 🙂
    La seconda scelta giusta seguirlo dal vivo grazie a un amico e socio fondatore della rubrica genitori e figli che mi sta dando una grossa mano con la preparazione atletica e non solo.
    La terza scelta giusta allenare io stesso mia figlia, risparmio soldi e mi diverto, inoltre non devo più imprecare contro il mio maestro a vedere l’ennesimo errore di mia figlia in campo, adesso se devo sputare in un occhio a qualcuno posso semplicemente indirizzare la saliva in alto e mettermi con la faccia sotto 🙂 cioè prendermela con me stesso.

    Errore, non aver pensato alla terza scelta prima 🙂

  11. Nunzio Vobis

    Ma veramente sono già passati tanti anni? eppure mi sembra ieri, quando leggevo le prime schermaglie tra Stefano Grazia e Mad Max, i primi consigli del Re Pieri, le varie vicessitudini di Bogart, insomma un gran bel divertimento. Io nel mio piccolo posso solo dire che se volete creare un agonista, dovete dare del vostro come genitore e cercare le persone giuste che vogliano portare avanti il vostro progetto, nulla viene per caso, bisogna sudare e crederci fino in fondo.
    Rivedendo la foto, propongo di fare un raduno al prossimo Lemon Bowl cosi rinnoviamo la foto.

  12. giogas

    Un genitore alle prime armi dovrebbe:
    1) monitorare continuamente il percorso del figlio ponendo sempre molta attenzione al lavoro che viene svolto, al progetto che viene proposto, alle modalità di attuazione.
    2)fare riferimento ad esperti per ottenere consigli o esporre i propri dubbi e opinioni su blog specifici;
    2) avere il coraggio di cambiare percorso, maestro, strategie, quando il processo di miglioramento del gioco e dell’attitudine stentano a decollare;
    3) abituare i propri figli fin da piccoli alle gare e alle competizioni, in modo che possano gestire più grandicelli, lo stress e le ansie dei primi tornei importanti;
    4) Evitare di dare rilievo alle sconfitte e troppa enfasi alle vittorie. Astenersi da critiche tecniche o tattiche e lasciare quel ruolo al loro allenatore;
    5) vigilare che si divertano e che si allenino con passione.

  13. mario zanetti

    Salve a tutti, chi conosce me e soprattutto mio figlio ,sa che parto da situazioni diverse da tutte le altre, non si voleva e non si vuole formare un campione, ma cercare alla fine di non fare smettere di giocare un ragazzo, giocare fa bene alla sua salute e non lo fa bellamente ingrassare davanti la playstation.
    Quindi assecondate le paure , le incertezze,i timori, le gioie ,le vittorie, le sconfitte,i dubbi ,fate squadra, fottetevene di maestri , coaches,corde , racchette , giudici arbitri e non so che altro.
    Alla fine rimarrà ciò che è importante, le emozioni che vi siete regalati (genitori e figli), il rapporto che avete creato , le esperienze che avete vissuto e che avete fatto vivere ai vostri figli,e i ricordi che resteranno e che ricorderete insieme, sia che diventeranno campioni (Monet-Fognini) sia che non lo diventeranno (Zanetti- figlio).
    Forse ho divagato, ma consigli non ne posso dare , c’è gente molto più competente di me, fior di coaches ,psicologi,maestri ed altri hanno scritto e scrivono qui, ma ho solo raccontato di getto uno dei tanti aspetti che coinvolgono noi genitori.
    Saluti

  14. Cristian

    Da fare: 1) godere con tuo figlio del tuo tempo libero praticando lo sport che hai sempre amato. 2) vivere le sue esperienze tennistiche nella piena consapevolezza che un giorno tutto può finire (come é successo con mia figlia e come in passato é successo con il sottoscritto) 3) lavorare sodo perché il tennis, ad alti livelli, costa ! Da non fare: 1) incazzarti quando perde. Al più lo deve fare il suo maestro (se ne ricorrono i presupposti), non suo padre ! 2) Non spremerlo troppo in allenamenti o tornei sin dalla giovanissima etá: il percorso se si vuole tentare la strada del professionismo é lungo per cui le forze fisiche ma soprattutto mentali vanno dosate. 3) non contenere festeggiamenti ed emozioni il giorno delle vittorie (da non confondere con le esaltazioni , dannose). Sono la linfa dei ragazzini e generano autostima e voglia di giocare . Non sopporto i soliti sermoni in cui a fine torneo si dice ai vincitori che non hanno dimostrato ancora nulla e che la strada é ancora lunga……… CARPE DIEM) . Buon tennis a tutti !!

  15. Stefano Grazia pensa che ho ancora il cartaceo di quando scrivevamo su ubitennis per tenermi aggiornato stampavo piu di cinquanta pagine al giorno di post sopratutto tuoi e me li leggevo mentre lavoravo di notte.

  16. Giorgio il mitico

    Buone decisioni ?
    -Avere avuto la fortuna di incrociare alcuni maestri e PA semplicemente strepitosi, ma sono stati solo colpi di fortuna
    -Avere assecondato il messaggio di questi tecnici per i quali il tennis è sacrificio e sudore
    -Avere capito che si deve resistere alla tentazione vedere in nostro figlio la reincarnazione di noi genitori e che sarà colui che darà corpo alle nostre ambizioni giovanili di diventare dei campioni

    Errori commessi ?
    -La scelta delle scuole superiori pubbliche per cui per il tennis resta ben poco tempo, fare 3 dicasi soltanto 3 allenamenti settimanali comprensivi di tennis e PA è difficilissimo, se tuo figlio studia con impegno, sono stracaricati di compiti non sempre utili didatticamente, però si devono fare, naturalmente le conseguenze sul piano tennistico sono pesantissime.
    -Non avere capito subito che al maestro di riferimento va aggiunto anche un bravo maestro di “riserva” a cui ricorrere quando ci sono problemi di orario oppure per valorizzare meglio il Sabato o la Domenica in cui il maestro di riferimento non lavora.
    -Sopportare gruppi male assortiti di ragazzi che si allenano, ciò spesso provoca, se la cosa va per le lunghe, svogliatezza.

  17. Monet

    bisogna avere: prima di tutto un atleta ,che si possa forgiare nel tempo
    2- un ragazzo che ne abbia davvero voglia e che sappia sacrificarsi anche da ragazzino
    3-avere la fortuna in età adolescienziale di trovare un maestro VALIDO e avere ….CULO!!!
    DA NON FARE: ascoltare tutti ma decidere in proprio
    2- CREDERE CHE SE L’HANNO FATTA GLI ALTRI è IMPOSSIBILE CHE IL TUO FALLISCA
    3-pensare che la preparazione fisica conti solo quando sarà grande

  18. stefano grazia

    insomma, ognuno dice il contrario di quello che dice l’altro a testimonianza del fatto che NON esiste un allenamento (o un metodo o un percorso) perfetto per tutti ma ne esiste uno perfetto per te ma ammesso che tu lo identifichi per tempo comunque NON sara’, e questo e’ il concetto fondamentale che mi differenziava da Mad Max in versione TorqueMad(a), comunque NON sara’ sufficiente perche’ 1)ne riesce uno solo su 500-1000;2)nei 100 ne entrano solo 100 e abbiamo scoperto che forse mette da parte qualcosa per il futuro solo chi staziona permanentemente nei 50 (cioe’ chi sta nei 100 vive bene ma quando smette, a 30-35 anni, deve trovarsi un lavoro e l’unica cosa che potra’ fare sara’ il maestro, il coach o il rappresentante e solo se ha studiato qualcos’altro; 3)la tecnica la se aprende, los cojones la se tengan (ostrega!),come disse ClaudioTn riportando le parole dell’ormai famosissimo Anonimo Coach Spagnolo e il Mental, checche’ ne dica FdC, non si insegna ne’ si impara, al massimo lo si rifinisce di pochi millesimi di secondo (si fa per dire, per capirci) ed e’ vero che ai supremi livelli, in Formula Uno o Discesa Libera, anche un millesimo di secondo ti fa vincere la gara e quindi anche nel Tennis, con Federer che vinceva con tutti all’infuori di Nadal che pure vinceva meno con gli altri oppure con Safin che perdeva 5 volte di seguito da Santoro, allora si, Proviamo anche con dio, non si sa mai …
    Ma come al solito, sto divagando. Confesso che nei vostri post ho trovato molta retorica, molte frasi fatte,molto ‘buon senso a posteriori e sulla carta’ e poco vissuto ‘vero’, a parte Mario Zanetti e Maurizio, ma forse e’ solo perche’ conosco un po’ di piu’ le loro storie … Pero’ in fondo fra i vostri errori dite spesso Essermi fidato di quel Maestro o Non aver preso io in carico prima mio figlio … Fui io il primo a dire che un Genitore Illuminato e’ sempre meglio di un Coach Scoglionato o di un Maestro Pierino (non quello di Nikolic) ma al tempo stesso un po’ di autocritica e di autoironia non guasterebbe …Come dicevo ieri sera ero a questo Seminario sull’Adolescenza e ho sentito le stesse solite ‘stronzate’ che sento e leggo da anni in tutti i seminari, meeting, incontri e anche sul blog…eppoi magari l’illustre psicologo o genitore o docente che ci vorrebbe indicare la via confessa di avere 4 figli di cui uno in galera, uno fuggito, uno spacciatore e l’altro,Gino, appena reduce da Casablanca solo che adesso si fa chiamare Maria … Be’, dice, ma vuole solo evitare che tu faccia gli stessi errori/ Palle. E allora dimmeli davvero i tuoi errori, invece di dirmi quello che dovremmo fare o dovremmo aver fatto, tipo ascoltare tuo figlio, mai criticarlo, incoraggiarlo sempre, non essere autoritario ma nemmeno permissivo e blah blah blah … Alla fine mi trovavo li’ da solo, mia moglie era in Italia, e mi chiedevo se ero solo io o erano gli altri che erano tutti genitori di Nerds e Santarellini e mi sono ricordato dei tempi del Blog in cui alla fine … ero solo io a raccontare la Verita’, tutta la verita’, nient’altro che la verita’. E mio figlio a prendersi l’epiteto per quanto affettuoso di Canaglia di Lagos. E allora capii’, fui costretto a capire, che la stragrande maggioranza dei Genitori sa solo quello che i figli gli lasciano sapere e che molti che a 10-12-14 anni credevano alla teoria della dolce euchessina …be’, gli tocchera’ invece spingere. Perche’ “winter is coming” … La lunga notte dell’Adolescenza per molti e’ solo all’inizio …

  19. stefano grazia

    Ma tornando al Tennis… Dopo! Perche’ ahime’ qui sono le 8 AM e mi tocca andare a una Video Conf con l’Italia … Nel prossimo Post diro’ i miei errori. Cose giuste non ne ho fatte visto che poi alla fine ha smesso

  20. Devo dire sinceramente che quando ho letto il titolo della discussione: “errori e scelte giuste” mi si è un po accapponata la pelle. Penso infatti che dopo diversi anni di genitori e figli si fosse almeno arrivati alla convinzione generale che non esiste IL modo, la ricetta giusta che vada bene per tutti ma che le strade che portano un ragazzo/a al professionismo possono essere svariate e tutte pariteticamente “giuste” se sortiscono l’esito desiderato o “sbagliate” se non lo ottengono. Errori e scelte giuste in se non esistono.
    Condividere le esperienze ed i percorsi è giustissimo ed utilissimo per ampliare i propri orizzonti, prendere in eventuale considerazione soluzioni o alternative a cui non si era pensato. Ma il processo di formazione di un atleta è personale e anche forzatamente “sperimentale”.
    A quei genitori che agiscono con la paura di “sbagliare” o che seguono ciecamente quanto fatto da altri ricordo solamente che nessuno conosce LA ricetta giusta e che la ricetta giusta che ha funzionato per qualcuno potrebbe non funzionare nel suo caso. La cosa importante è informarsi, conoscere e poi provare, verificare, cambiare fino a quando non si trova il percorso più adatto.
    La sola cosa che personalmente mi sento di raccomandare ai genitori è di imparare, affinare, l’arte di ascoltare. Ascoltateli i vostri figli, cercate di capire cosa vogliono, per che cosa sono motivati, quale è il loro modo di imparare meglio etc. Se lo fate sarà molto più facile incanalare le loro energie migliori verso il Loro obiettivo, assecondarli nelle Loro inclinazioni e per voi accompagnarli nella Loro crescita, qualsiasi cosa scelgano di fare.

  21. stefano grazia

    il post 22 e’ stato scritto prima di leggere quello di monet e mi pare chiaro e pero’ anche lui non dice che errori ha fatto (se ne ha fatti)e si mantiene sulle generali, tipo libro di Romano Battaglia o Leo Buscaglia, quando invece potrebbe davvero scendere nel particolare: lui in fondo e’ l’unico che potrebbe essere credibile visto che il risultato lo ha ottenuto.
    Ecco, quello che volevo dire era proprio questo: ognuno di voi, tranne Maurizio, si e’ mantenuto sul vago invece di scendere nei PARTICOLARI … giorno, datra, orario, cosa ho detto, cosa ho fatto, che decisione sbagliata ho preso e perche’ … Quello sarebbe stato utile. Il resto e’ tutta letteratura e nemmeno di prim’ordine, temo. Giallorosa.

  22. Prima di tutto bisogna creare un allievo allenabile,deve avere disciplina educazione spirito di sacrificio, non imponendolo ma attraverso la consapevolezza noi dobbiamo crescere insieme a loro ascoltandoli e cercando di risolvere i problemi insieme,quando l’allievo ha capito che tutti i sacrifici sono fatti per raggiungere il propio scopo e non quello del genitore allora si puo iniziare un percorso di personalizzazione se no prima o poi smetterà, purtroppo quì in Italia non conosco nessuna struttura in grado di fare questo.
    Faccio un esempio concreto,quasi tutti i migliori under vanno nei centri periferici,come si concilia tutto questo con una personalizzazione dove tutto è calcolato e programmato nei vari step dalla tecnica tennistica fisica e mentale ma sopratutto nei tempi di recupero, si concilia perchè nessuno ha una personalizzazione di alto livello,poi potremo discutere su cosa sia una personalizzazione di alto livello ma su quello che sto facendo io non temo confronti infatti non ho nessun rapporto con la federazione.

  23. stefano grazia

    Per una volta, d’accordissimo col post di Fdc (non esiste la ricetta giusta, che e’ un po’ quello che intendevo dire anch’io, credo si sia capito almeno quello) e sull’Arte di Ascoltare (se non fosse anche questo un Generalizzare & Mantenersi sul Vago). Se volete che la Conversazione decolli e sia utile, dovete tirare fuori momenti precisi, le date, le cose anzi LA COSA in se e di per se, I NOMI!!!! :):):)
    Altrimenti, stiamo solo facendo l’ennesima versione per di piu’ edulcorata del Processo del Lunedi’

  24. stefano grazia

    @Stefano tu hai dato tanto a noi ma hai preso poco

    E’ vero … ma attenzione: puo’ essere letta in modi diversi e diametralmente opposti e non necessariamente essere una mia colpa o mancanza ….

  25. Personalizzare vuol dire percorso personale quindi è chiaro che non vale per nessun altro,però per farlo diventare un campione di tennis bisogna farlo giocare a tennis perchè se gioca a pallone difficilmente lo diventerà

  26. Federico un campione può prescindere dal mentale?
    Ci sono linee guida comuni a tutti che non tutti conoscono e di questo che si parla non di un percorso personale uguale per tutti.

  27. Bogart un mio errore che non rifarei quando ero nella tua situazione,perdere il contatto con la realtà il tennis era diventato un ossessione si rischia di perdere cose molto più importanti,trovare il giusto equilibrio è fondamentale.

  28. pulsatilla

    “3-avere la fortuna in età adolescienziale di trovare un maestro VALIDO e avere ….CULO!!!”

    Monet come al solito ha il dono della sintesi e della verità.

  29. Pulsatilla ma il maestro lo scegli tu o lo trovi dentro il pacchetto delle patatine,in Italia la meritocrazia è un optional.

  30. Se Monet le scelte del maestro le ha fatte senza conoscere ha avuto culo ma se come penso ha avuto modo di conoscere Caperchi le ha fatte con consapevolezza il culo cosa centra.

  31. Agatone

    Da esterno quello che vedo io in molti genitori che accompagnano i figli che giocano a tennis è la mancanza di consapevolezza del reale valore del figlio. Pochi hanno la possibilità di farcela, molto pochi. In Italia forse due/tre per annata e vedere genitori che trattano i figli come piccoli professionisti o come possibili professionisti mi fa pensare. Bisognerebbe cercare di capire il prima possibile se ci sono possibilità. Poi, se non ci sono, invogliare i figli a giocare, se hanno voglia, ma con uno spirito diverso. Senza inseguire la luna con lezioni dai guru, pressioni per ogni risultato etc.
    Mi pare che Monet lo dica chiaramente nel post. Capire se c’è l’attitudine, la voglia, la passione, le capacità coordinative giuste, il fisico adeguato.

  32. Alessandro Nizegorodcew

    @Federico Di Carlo e Stefano Grazia
    Federico, accapponare la pelle? Ti rispondo come ti risponderebbe il mio fruttivendolo quando gli chiedo un frutto che è ormai fuori stagione: MA CHE STAI A DI’? Abbiamo detto per anni, tutti, che condividere le esperienza (soprattutto quelle negative) sia importantissimo per i genitori che frequentano il blog. Non esiste un percorso univoco, beh, su questo direi che siamo tutti d’accordo. Allo stesso tempo ignorare la preparazione atletica credo sia un errore comune nei primi anni e non credo che un buon percorso, qualunque esso sia, possa presupporre uno scarso allenamento fisico. Quello che scrive Mario Zanetti è sacrosanto e dovrebbe essere in ogni percorso. (Perché se poi mi dite che la Bartoli è una persona serena e felice allora non avete capito nulla). Il percorso è personale ma conoscere gli errori comuni (o meno comuni) è importante, così come le decisioni giuste che hanno pagato. Non per copiare ma per sapere, per acquisire quel bagaglio di conoscenza che potrà poi farti fare la scelta giusta.

  33. Alessandro Nizegorodcew

    Sposo pienamente d’accordo questa frase di Nicoxia:
    “Ci sono linee guida comuni a tutti che non tutti conoscono e di questo che si parla non di un percorso personale uguale per tutti.”

  34. Alessandro,
    la formazione di un giocatore di tennis è formazione di abilita tennistiche (e tra queste includo anche quelle tattiche, atletiche e mentali) ma anche di esperienze personali, sociali e genericamente ambientali. Tutto incide e tutto può fare la differenza, nel bene e nel male. Parlare di cose giuste e/o sbagliate è parlare di tutto e/o di niente.

  35. atti

    Caro doc, tu continui a chiedere date e risposte, fatti non pugnette…

    Ma non puoi pretendere trasparenza, date e riferimenti da chi ha ancora figli in cammino…:-)
    Magari tra un po’ ci toglieremo qualche sassolino.

    Anche se ho sempre pensato che lo sport essendo meritocratico lascia poco spazio alle scuse, alle recriminazioni, ai se e ai ma…

    Per vincere, per tentare di arrivare, bisogna essere bravi, avere motivazioni, saper soffrire e voler fortemente superare i tanti ostacoli lungo il percorso. Discorsi banali ma reali.

    Nel tennis c’è un ulteriori aggiunta, cioè è FONDAMENTALE avere alle spalle una famiglia che ti sostenga dall’inizio alla fine, non solo moralmente eo che sia disposta a dedicare tempi infiniti alla passione del figlio.

    Proprio il ruolo fondamentale dei genitori fu uno dei motivi per cui nacque la rubrica G&F, nata per tentare uno scambio di info sia fra genitori di coetanei ma anche con altri che magari, essendoci già passati, potevano essere di aiuto ai “neofiti”.

    Ricordo che nei primissimi mesi della rubrica G&F uno dei leit motiv di chi ci era già passato, consigliava di vivere il percorso cercando di farlo sempre in maniera positiva aldilà dei risultati e degli obbiettivi raggiunti o meno.

    Ci siamo riusciti, non ci siamo riusciti ? ai posteri l’ardua sentenza.

    Fondamentalmente posso pero’ già dirti che, per esempio, non daro’ la colpa alla Federazione.
    Nel percorso di miei figlie, una è sempre stata sotto l’ala federale fin dagli 8 anni, e l’altra nonostante abbia vinto vari titoli regionali individuali, mai è stata presa in considerazione se non a livello regionale.

    Quindi posso dire di aver chiari i pro e i contro da questo punto di vista (almeno fino ad ora).
    Mettiamoci il cuore in pace che non sono e non saranno queste le cose fondamentali.

    Non c’è vento sufficiente per chi non sa da che parte andare…
    E di vento nel tennis, non c’è n’è mai abbastanza….
    si lamenta chi non è sotto l’ala, e si lamenta e pretende di piu’ anche chi è sotto l’ala…c’est la vie.

    Ma per me l’errore fondamentale generale di noi genitori è…l’incapacità di cogliere, di capire e quindi di saper gestire a che punto si è, e soprattutto …quanto lontani dalla meta, dal livello dei migliori coetanei.
    In questo ad esempio, MadMax era, pur non essendo un addetto ai lavori, uno di quelli con l’occhio maggiormente focalizzato ed in grado di cogliere le sfumature.

    Diciamo che la vista dei genitori di un tennista…inizialmente è cieca, si va a tentoni, poi piano piano si comincia a vedere a un metro, e poi fortunatamente man mano che passano gli anni gradatamente si vede sempre piu’ lontano.

    Quindi Bogar, tu per ora puoi vedere massimo a un metro di distanza…tienilo bene in mente… 🙂

    Per quanto mi riguarda, il blog G&F è stato il mio miglior ottico di fiducia….

  36. Monkey71

    Io penso che il modo migliore per valorizzare questa discussione sarebbe quello di pubblicare il più dettagliatamente possibile i percorsi formativi seguiti dai figli di chi è già passato per la strada dell’agonismo sia che il ragazzo poi abbia avuto successo o meno e poi si può insieme discutere e valutare se a posteriori determinate scelte sono state giuste o no e cosa si sarebbe potuto fare in alternativa

  37. Federico non si parla di giusto o sbagliato ma di fare o di non fare ,interagendo con te ho capito l’importanza del mentale così come interagendo con altri ho capito l’importanza di molte altre cose la conoscenza si acquisisce attraverso il confronto,questo si dovrebbe cercare di fare anche se spesso non è stato così ed è uno dei motivi per cui mi sono allontanato.

  38. giogas

    Ci terrei a precisare che le considerazioni espresse nel mio post 15 sono frutto di esperienza personale e non la banalizzazione si esperienze altrui, poi se sono replicabili e ovvie è un’altro discorso. I miei figli sono per così dire “in corso d’opera”: potrò valutare la bontà del progetto e l’impatto delle decisioni prese solo tra qualche anno.

  39. la spada nella roccia

    il talento rappresenta il 50 x cento l altro 50 è fatto di sacrificio lavoro fortuna e soldi.Obbiettivo arrivare nei cento .x gli uomini ogni settimana ci sono nel mondo circa 12 futures .12x32piu48 di media nelle quali.960 giocatori ogni settimana che si scannano per saltare il fosso dei 400 atp.Poi altro scalino challenger altri 300 giocatori e qualcuno che è gia nei 100 atp.ETA media nei 100atp 26 anni .ETA media de
    i primi 300 atp 26 anni.tutti giocano benissimo non esiste una partita facile .UNA vera follia.Ma se uno ha talento fisico e SOLDI deve perseverare perchè si vive una volta sola e non si possono avere rimpianti.

  40. Monet

    Agatone ha perfettamente racchiuso in poche riga tutto quello che ci vuole per…provare…almeno.io ho un fratello gemello che ha 3 figli,i primi due hanno e stanno facendo sport a livello agonistico,credo che mio nipote Marco sia uno dei migliori 8 nuotatori d’italia nella sua specialità,anche la figlia ha fatto agonoismo a un certo livello x anni,mentre il piu piccolo che ha 8 anni nonostante lo facciano giocare a tennis lo facciano andare in piscina…..NON E’ PORTATO A FARE SPORT A LIVELLO AGONISTICO. e proprio ieri mio fratello mi ha detto che il piccolo oltre a non essere..portato non ci prende!! ed è questa la prima cosa che un genitore…illuminato dovrebbe saper distinguere,cioè se vale la pena continuare o prendere la cosa con un rilievo davvero basso…!in fine dei conti la maggior parte dei genitori i cui figli non ci prendono alla fine diranno che ….”non ne valeva la pena ed è meglio studiare nella vita..”

  41. Monet

    # spada della roccia…daccordo lo scalino dei 400 lo devono passare ,ma se questo scalino lo devi passare dopo i 20 anni allora è meglio che tu da genitore gli faccia passare la voglia di continuare a …scalinare…almeno che tu non abbia un portafoglio spesso e che tuo figlio non capisca che nella vita oltre il tennis cè…dell’altro!!!!

  42. Monet

    @ stefano grazia…se mio figlio è arrivato dove è arrivato è perchè di errori ne ho fatti davvero pochi o quasi nessuno…credo!! se poi vogliamo inserire le cose che avrei fatto meglio ,bè l’ho sempre detto: avrei dato più importanza alla preparazione fisica negli anni della sua adolescenza.non rinnego di essere uno che ha la faccia tosta di capire nello sport,ma oltre a questo credo che se fossi stato un povero cristo a certi livelli mio figlio non sarebbe MAI ARRIVATO,nonostante il talento-voglia e sacrificio!

  43. Nico,
    non è un caso che io abbia scritto nel post sopra:
    “Condividere le esperienze ed i percorsi è giustissimo ed utilissimo per ampliare i propri orizzonti, prendere in eventuale considerazione soluzioni o alternative a cui non si era pensato.”
    Ma quello che io di solito definisco “discorso” (“senza corso”) e non “percorso” nel tennis, non può essere replicato. Puoi prendere spunti, puoi provare in qualsiasi direzione uno ritenga più opportuno andare e fare al caso proprio. E’ però sempre il conto che ti dice alla fine se hai avuto ragione o torto.

  44. Monet non mi dire che di errori non ne hai fatti solo per culo,per favore non facciamo passare questo messaggio,sai che Pulsatilla e non solo ti prendono come esempio supremo.

  45. stefano grazia

    E io che c’entro con l’accapponare la pelle? io condividevo il discorso che non esiste un percorso perfetto per tutti e forse nemmeno le linee guida ma esistono ERRORI DI PERCORSO BEN PRECISI E SPECIFICI FATTI SINGOLARMENTE … di questi bisognerebbe parlare ( mia opinione) invece di rimanere sulle generali…

    quanto al culo, ci vuole eccome ma credo che monet si riferisse a quello in generale, che un coach bravo per es non gli venga voglia proprio in quegli anni di andarsene in Florida a iniziare una nuova vita o che non si riveli uno spacciatore come e’ successo ad altri o che il figlio non si innamori di una dark punk junkie lady o che non incontri un cattivo maestro che slo trascini nel lato oscuro della forza oppure se,plicemente che non subisca infortuni al, che ne so, ginocchio o al cervello o anche che. sbucciando le patate non si tagli un dito …

  46. Jho

    Considerando che a parte Monet qui dentro non c’è nessuno che abbia fatto scelte che hanno portato il proprio figlio/a a vivere grazie al tennis (almeno per ora) …direi che si puo’ eventualmente disquisire sugli errori e basta… o mi sfugge qualcosa ?
    Posso trovare eventualmente interessante il perche’ il figlio di Stefano ha smesso (perche’ ha smesso) ma perche’ dovrei trovare interessante una scelta (giusta ??) di Nicoxia ? Perche’ è giusta ? o meglio…giusta per cosa ?

    Saluti

  47. pibla

    Doc n. 1!

    La cosa migliore??

    ma naturalmente avervi letto ed aver parteggiato e parteggiare
    ancora per TUTTI voi in questi anni.

    La peggiore??

    ma naturalmente averli letto in tutti questi anni con tutto il tempo che c’ho perso…

    Ahahahah!!!!

    😉

  48. Jho,non è questione di giusto o sbagliato come faceva giustamente notare Federico,ma cercare di fare il propio meglio.
    Tu puoi anche sapere cosa non si deve fare ma questo non ti mette a conoscenza di cosa si deve fare per fare una corretta preparazione atletica,nel confronto tu potrai giudicare se corretta o no,ma se tu non reputi interessante il confronto continua per la tua strada.
    Comunque in fondo hai ragione perchè sprecare energie meglio metterle dove contano,in un blog nascono troppe incomprensioni.

  49. Alessandro Nizegorodcew
    Autore

    @Stefano Grazia
    Ti avevo inserito nella risposta a Federico perché in parte, su alcune cose, rispondevo anche a te. Ma non sull’accapponare la pelle 😉

  50. R0bert0?

    Prima di tutto va specificata l’età del ragazzo. Esistono 3 fascie, 8-12, 12-16 e 16 in poi.. L’errore più comune e più grande? Non battersi mai abbastanza perché questo sistema assurdo e troppo penalizzante per i giovani che vogliono diventare pro venga cambiato.

  51. Alessandro Nizegorodcew
    Autore

    @Federico Di Carlo
    Io ho sempre apprezzato i tuoi interventi e ti reputo un grande professionista nel tuo campo, ma a volte ti incarti “attaccando” chi sai benissimo che la pensa come te. Il discorso dell’accapponare la pelle per il titolo non lo accetto, anzi l’ho trovato estremamente offensivo.

    Inutile che poi scrivi che ognuno farà il suo percorso perché non c’è un percorso giusto per tutti. E’ lapalissiano, banale, inutile dirlo. Invece soprattutto gli errori possono essere ERRORI e basta. Rispondimi a questo: credi che possa NON essere un errore non fare la preparazione atletica fino a 16 anni? Credi possa NON essere un errore caricare di troppa tensione i match dei propri figli? Credi possa NON essere un errore far finta che il mental nel tennis non conti nulla? No. Sono dati di fatto. Sono errori che non vanno commessi. Sono linee guide generali che TUTTI dovrebbero seguire. Altro che percorso diverso per tutti. Il percorso è diverso per tutti ma le LINEE GUIDA devono essere le stesse per tutti. Le basi per una giusta crescita tennistica sono le stesse PER TUTTI. E chi dice il contrario mente sapendo di mentire. Quindi gli errori e le scelte opportune esistono in questo sport, nonostante i diversi punti di vista, le diverse visioni tecnico-tattiche, comportamentali, ecc.

  52. Monet

    ”….quanto al culo, ci vuole eccome ma credo che monet si riferisse a quello in generale, che un coach bravo per es non gli venga voglia proprio in quegli anni di andarsene in Florida a iniziare una nuova vita o che non si riveli uno spacciatore come e’ successo ad altri o che il figlio non si innamori di una dark punk junkie lady o che non incontri un cattivo maestro che slo trascini nel lato oscuro della forza oppure se,plicemente che non subisca infortuni al, che ne so, ginocchio o al cervello o anche che. sbucciando le patate non si tagli un dito …”

    azzo qui se cè un psicologo ,quello sei davvero tu caro Stefano,in effetti quello che scrivi tu è quello che volevo scrivere io,ma la dote dello scrivere è come quella del talento nel tennis..o ce l’hai o…scrivi come me!!!

  53. Alessandro Nizegorodcew
    Autore

    @R0berto0?
    Bravissimo Roberto (però ti prego cambia nick, ma che è sta cosa con gli “0” e i “?”). E’ proprio lì che si dovrebbe arrivare. Come ha proposto Fabio Della Vida in una recente intervista proprio qui su Spazio Tennis (che trovate qui: http://www.spaziotennis.com//2013/10/dellavida-fabio-intervista-junior-genitori-figli/ ) bisognerebbe creare un circuito junior fino agli under 16 e creare dei tornei futures solo per under23 che diano punti Atp. Ormai il circuito junior è troppo uguale al circuito professionistico (ma senza prize money) e i ragazzi rischiano di arrivare totalmente “cotti” mentalmente (o senza più risorse economiche) già a 20 anni

  54. Roberto

    Ok Alessandro, fatto. Gli zeri e i punti interrogativi sono una metafora del percorso che il genitore affronta per cercare di stare sempre al fianco del proprio figlio. Non ho avuto tempo di scriverlo ma ho molto apprezzato quanto proposto da Fabio Della Vida.

  55. stefano grazia

    Ecco, io sono STRAd’accordissimo con Jho e ci avrei scommesso che LupodeLupis, il lupo tanto buonino, si sarebbe adombrato, ma premettendo che io ho il massimo rispetto per TaxiDriver nicoxia che lavora di notte pur di poter permettere ai propri figli di continuare a sognare, detto questo e aggiungendo che magari dal vivo, abitassimo nella stessa citta’, ci saremmo piu’ volte incontrati e ritrovati sul campo e a cena a scambiarsi opinioni… rido di nuovo ragione a Jhonoi possiamo, per ora, disquisire solo sugli errori … Se vogliamo invece parlare di percorsi comuni per sviuluppare una migliore relazione padre-figlio, allora possiamo anche ascoltare i vissuti di nicoxia edi arcipetrus e magari imparare anche qualcosa ( forse…) ma sul versante Genitori & Tennis, possiamo parlare tutti, fino a prova contraria, solo di errori, madmax iincluso … Che adesso il Buzz lavora con Panajoti, tra l’altro.
    gli unici che hanno scritto e potrebbero citare le cose giuste sono Monet e Errani e, relativamente al mondo junior, Pieri. E dopo Pieri, Period, cioe’ punto.

  56. stefano grazia

    rido nel senso di ridare non di ridere… Do nuuovamente ragione a Jho, insomma. Rafforzativo.

  57. cataflic

    Vabbè, ma in un percorso di anni, dove però l’attività viene svolta ogni giorno e dove i progressi(se ci sono) avvengono con grande lentezza, quali sono i segnali da cogliere che fanno capire che si sta sbagliando qualcosa.
    Oppure bisogna stabilire a priori il percorso e andare avanti come muli e traguardarsi solo in periodi determinati?
    La mia impressione è quella che molti facciano la fine della rana bollita.

  58. atti

    Con tutto il rispetto per Monet,
    Il percorso di un campione, ma anche solo di un top100 è troppo personale per essere copiato o peggio scopiazzato a destra e a manca…
    Il suo contributo è importante, ma come punto di riferimento di un percorso, di step che bisogna superare come ha fatto suo figlio….

    E secondo me, dagli errori di chi ci è già passato (e magari si è fermato per strada) è sempre molto difficile saper prendere spunto….soprattutto nei primi anni quando tutto è ancora sospeso in aria e sognare costa nulla….

    Ecco una sintesidi 6-7 anni di blog….:

    1) la tecnica si impara, ma il carattere devi averle di tuo (coach anonimo delle azzorre)..
    2) prima si forma l’uomo e poi il tennista (R.Piatti)
    3) ci vuole grande perseveranza nel sogno (S. Grazia)…anche della famiglia
    4) vincere non è importante, vincere è l’unica cosa che conta (J.Mourinho)…aggiungo…e fin da piccoli
    5) chi vince festeggia, chi non vince spiega (J.Velasco)

    poi certo aggiungiamoci anche altre cose fondamentali…. ma anche no.

    -meglio essere un fenomeno fin da piccolo (ma Ferrer ha saltato quasi tutta la fase junior),
    -meglio iniziare presto con la PA (ma la Vinci dimostra il contrario…),
    -meglio trovarsi un bravo coach ( ma tante giocatrici sono state allenate dai genitori inizialmente neofiti)
    -meglio avere un genitore ricco (ma i Seppi sembra non lo fossero piu’ di tanto ),

    e bla, bla, bla…

  59. Alessandro,
    facendo il mio lavoro ho imparato a distinguere tra “fatto” e “persona che compie il fatto”. Io ho mosso una critica al “fatto” cioè che si possa pensare che nel percorso che porta un atleta al vertice ci possano essere a priori delle cose “giuste” o “sbagliate”. Non ho per nulla criticato chi lo abbia scritto. E se te la sei presa personalmente mi dispiace, certamente non era mia intenzione.
    Di cose teoricamente giuste da fare ne sono pieni i libri, la bocca degli allenatori, i seminari e via discorrendo. E’ come vengono fatte le cose, come le si adatta al contesto però che fa la differenza. Ad un giocatore non formato fisicamente a 16 anni faresti fare la stessa preparazione atletica che faresti fare ad uno completamente formato? Ad un giocatore alto 1,75 imposteresti lo stesso movimento di servizio di un giocatore alto 1,90?

    E smettiamola con sta stupidaggine degli errori come se il prercorso di un genitore e quello di un atleta di vertice sia un percorso netto, senza errori!!!!Nessuno arriva nella vita senza aver commesso errori!!!! Shit happens!!!!! E’ come si esce e ci si risolleva dagli errori, la motivazione, la volontà e la determinazione per arrivare nonostante gli impedimenti che fanno la differenza!!!!
    “Avrò segnato undici volte canestri vincenti sulla sirena, e altre diciassette volte a meno di dieci secondi alla fine, ma nella mia carriera ho sbagliato più di novemila tiri. Ho perso quasi trecento partite. Trentasei volte i miei compagni mi hanno affidato il tiro decisivo e l’ho sbagliato. Nella vita ho fallito molte volte. Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto.” M. Jordan

  60. Alessandro Nizegorodcew
    Autore

    @Federico Di Carlo
    Ma è quello che sto dicendo anche io e che si doveva evincere dal titolo e dall’articolo. Cerchiamo di capire quali sono gli errori da non commettere, tutti insieme, tramite le nostre esperienze. E’ ovvio che la preparazione sarà differenziata a secondo dell’età e del fisico, ma conosco agonisti (che in teoria ci provano ancora oggi) che prima dei 16 anni non hanno mai svolto più di una seduta di preparazione atletico. In questo caso non si discute, in questo è un ERRORE GROSSO COME UNA CASA

  61. Alessandro Nizegorodcew
    Autore

    “Shit Happens” è la regola della vita, non solo del tennis ovviamente. Ma a volta, forse, uno se la cerca. Esempio: Giulia Gabba da giovanissima era top-200 e stava giocando le qualificazioni di Wimbledon (secondo turno). Ernia del disco, carriera interrotta e mai ripresa a grandi livelli. La sfiga capita, ma (non so se questo sia il caso, Giulia non ti arrabbiare, ma l’esempio ci sta!) forse fisicamente non aveva curato tutto i dettagli?

  62. atti

    Ale,
    Thomas Muster… è stato travolto in incidente d’auto…
    Altri 999 al suo posto avrebbero smesso…secondo i dottori non poteva piu’ giocare a tennis, ma lui è tornato piu’ forte di prima.

    Cosa voglio dire…certo esiste anche la sfortuna, gli errori, il fato maligno …
    Ma aiutati che il ciel ti aiuta…

    Mentre a volte sembra sia solo una questione di programmazione…o di fortuna.

    No, le componenti sono tante, troppe per poterle controllare o peggio pianificare copiandole qua e là.

    Il messaggio è che per entrare nei 100, non è dura, non è molto dura…è durissima !

    E secondo me devi avere dentro te stesso la forza, la motivazione e il talento, poi viene il resto…mental compreso.
    Perchè di potenziali top 100 non è che ce ne siano un milione…non tutti hanno i mezzi.

    Poi subito dopo, deve esserci in primis la famiglia che ti sa supportare eo sopportare nei momenti sconforto. in mille modi.

    Poi via via tutto il resto…

    Il discorso della PA precoce è giusto, ma se per precoce si intende fare tanto senza una linea guida…si rischia di fare peggio.
    In realtà tutto è importante, anche imparare bene la tecnica ei colpi, tutto va fatto con la massima cura, ma niente è determinante quanto la forza di volontà e la determinazione del ragazzino.
    Che si scopre tale solo dall’adolescenza in poi.

    Bisogna non avere fretta, ma nemmeno pensare che tanto…si vincerà dopo…
    Quelli forti vincono e basta, senza troppi calcoli o discorsi sulla futuribilità postuma.

  63. Alessandro Nizegorodcew
    Autore

    @Atti
    Direi che hai detto tutto ciò che penso e che cercavo di dire nei vari commenti

  64. 7.190.655.741
    Questa la stima matematica della popolazione mondiale alle ore 21.50, ora in cui scrivo, di venerdì 8 novembre 2013.
    Sono e saranno 7.190.655.741 di individui totalmente diversi l’uno dall’altro.
    E volete avere la ricetta magica per il figlio tennista professionista?

  65. cataflic

    Benelli, nessuno vuole ricette magiche, ma solo ricette.
    Poi il piatto sarà solo mangiabile, eccellente o straordinario a seconda della materia prima.
    Dire : cucinerò qualcosa!… senza sapere neanche che ingredienti ho e se ho un fornello a gas o il microonde, non mi sembra prodromo di un manicaretto.

  66. @ Cataflic

    Scusa mi è scappato il magico, ma il concetto è sempre lo stesso, sempre di 7.190.658.858(adesso) di ricette diverse !
    Come vuoi cucinarle?

  67. Alessandro Nizegorodcew

    @paolobenelli
    Nessuno vuole la ricetta magica. Ma è importante che tutti sappiano cosa non fare assolutamente non credi? Non ci si confronta nella vita proprio per questo..?

  68. pulsatilla

    Cosa non fare secondo me, verificato che il maestro non è sufficientemente valido (per dirla alla Monet), bisogna guardarsi intorno e cambiare circolo, subito, senza aspettare, senza cedere ai diversi ricatti che vengono messi in atto, compreso quello affettivo. D’altronde se diversi genitori, con armi e bagagli, si attrezzano loro a diventare maestri dei propri figli, è evidente che qualche problema c’è, no?
    La fase cruciale è quella iniziale, 6-9 anni, ma non solo per la preparazione fisica. In questa fase il bambino cosiddetto talentuoso impara velocemente i gesti corretti, quello meno talentuoso ha più difficoltà ed è per quest’ultimo che occorre lavorare di più, più tempo e con più attenzione.
    Ed a questo punto il primo fattore culo invocato da Monet consiste nell’avere una persona in gamba e di fiducia non troppo lontano da casa, altrimenti si parte già con il piede sbagliato.

  69. cataflic

    @paolo benelli
    Secondo questa teoria potremmo anche abolire la scuola….tanto ci sono 7 miliardi di modi diversi di crescere….
    Torniamo alla giungla, o vogliamo usare quel po’ di intelletto ed esperienza che la natura ci ha dato per tendere al miglioramento e per fare le cose sempre meglio e con minore fatica?

  70. bogar67

    @Nicoxia e Atti
    Io parto dal presupposto che NON ho una bimba di talento, solo una che ha un pò di carattere per cui sto solo divertendomi con lei senza nessuno obiettivo di creare una professionista, magari una forte Junior vista la mediocrità della formazione che viene offerta nei circoli in Italia si. Considero allenare Irene come se facessi sport io stesso per cui alla fine della serata misuro più la mia perfomance che la sua. Sono stato bravo? non sono stato bravo? A sentire i genitori che tornano volentieri con i loro figli per allenarsi con mia figlia direi di si! 😉
    Uscito dal campo sono stanchissimo ma spesso soddisfatto 🙂 Per vedere se sta migliorando con le cose che faccio mi affido ad altri che valutano con più obiettività rispetto a me però con tutta sincerità non ci sono le qualità, è già tanto se manda la palla dall’altra parte più di tre volte 🙁

  71. bogar67

    PG

    Alemeno quelle indicate nell’ultima pagina sotto!
    federtennis.it/pdf/pia_2013_2014.pdf

    Importante è anche come farle!

  72. Roberto

    @pulsatilla
    In linea generale hai ragione ma non stresserei troppo la fase 6-9 anni, periodo molto delicato. Fondamentale e’ il gioco e il divertimento. Se si compiono errori ci sono ampi margini di recupero. Viceversa se si stressano troppo il rischio abbandono e’ molto elevato. Sempre fino almeno ai 12 anche per la scelta del circolo io darei privilegio al gruppo. Cioè tra l’ottimo maestro ma senza gruppo valido e affiatato e un discreto maestro con gruppi di ragazzi validi e affiatati, sempre la seconda scelta. Al limite lo completerei con stage esterni in rinomate accademie o presso coach internazionali italiani e stranieri. Ma è solo il mio modesto parere.

  73. Monet

    dai 12 13 in su il gruppo affiatato non serve a aniente,serve un istruttore valido che riesca a far capire le scelte giuste da seguire e da fare in campo e se lo riesce a fare head to head è ancora meglio

  74. pulsatilla

    Il bravo maestro serve a creare un gruppo compatto dove tutti si possano allenare al meglio. Chi crea figli e figliocci, come spesso accade, è lui stesso causa di abbandono dei ragazzi.
    Comunque lungi da me voler stressare un bambino, fermo restando che il bambino che ha fame di tennis non lo si stressa facilmente.Lo si stressa facendolo giocare poco e con altri bambini molto più scarsi. Questo è motivo di stress

  75. Roberto

    @monet/pulsatilla

    Grazie per le vs risposte.

    tuttavia se continueranno tutte queste barriere i giovani ne hanno di strada da fare per diventare pro…….forse meglio prendersela comoda? Soprattutto fino almeno ai 10/11 anni….Non vorrei sbagliarmi ma è vero che l’età media tra i top 100 e’ di 26 anni? Se so che il figliolo dovrà fare l’università e poi il master, alle elementari mi preoccupo di gettare delle buone basi ma cmq in modo molto soft, sapendo che e’ solo l’inizio di un lungo percorso. Sbaglio forse?

  76. Roberto

    Bene Giorgio provo a dire la mia modestissima opinione.
    Sappiamo tutti che nel tennis il genitore sopporta costi importantissimi senza avere nessuna certezza di riuscita per il figliolo, con la consapevolezza di elevatissime barriere all’entrata nel mondo pro, frustranti per i ns giovani.
    Ecco che almeno fino ai 10/11 anni facciamoli divertire con i loro coetanei in un approccio il più possibile multidisciplinare. Il bambino inizia a fare qualche torneo con i vari kinder, la pia cup e gli under10 regionali e di macroarea.

    A 10/11 anni qualcuno e’ in grado di dirci, o dobbiamo essere noi genitori razionalmente, anche in funzione delle elevatissime barriere all’ingresso, se investire di piu’ nel tennis con prossimo step ai 13/14 anni.
    È stato detto ma vale la pena ribadirlo, che chi è veramente bravo si vede e vince da subito…tuttavia comunque non e’ detto che arrivi!!
    sono un genitore, quindi, ripeto, non ho nessuna pretesa di dire agli altri quello che c’è da fare, ho solamente esposto in base al principio del confronto in cui credo molto, sollecitato dall’articolo di Alessandro, quello che ho fatto e quello che penso di fare.
    Grazie a tutti e buona domenica…..sperando che sia magicamente giallorossa e immensamente “federiana”.

  77. pulsatilla

    Roberto,
    non sono molto d’accordo con i tuoi step.
    io, con un bambino di 6-9 anni, non penso certo a farlo diventare pro, nemmeno mi passa per l’anticamera del cervello. Se a lui piace il tennis, se ha passione e si diverte, la mia unica preoccupazione è far sì che tecnicamente sia più completo e corretto possibile e che fisicamente faccia un buon lavoro.
    Se viceversa a 10-11 anni – come mi pare dica tu – si pensa solo al divertimento, inteso come scazzo dentro il campo, cosa peraltro frequentissima, visto che i maestri di solito non hanno voglia di lavorare (e con bambini di quell’eta bisogna invece lavorare il doppio, il triplo…), allora poi non si può recriminare se il treno è passato e lo si è perso.
    Lo sport non può mai essere solo divertimento, a nessuna età, perchè parallelamente al divertimento bisogna educare alla disciplina, allo spirito di sacrificio, al valore del lavoro come ricerca del miglioramento etc…
    Tutto di pari passo, senza trascurare nessun aspetto.
    Ecco perchè è difficile trovare un maestro valido ed ecco perchè il fattore culo invocato da Monet alla fine incide così tanto.
    Perchè il maestro non è solo un insegnante di tecnica, non può essere solo questo, ma deve essere un motivatore e un educatore sportivo. Deve saper infondere fiducia in sè stessi e passione. Deve saper insegnare il rispetto dell’avversario e delle regole. Deve essere bastone e carota. Non deve trascurare nessuno nemmeno quelli più scarsi e si deve preoccupare che nessuno di quelli più forti abbiano parole sfottenti verso quelli più sfortunati, anzi, proprio loro devono essere responsabilizzati e agire da traino per quelli più scarsi e per i più piccoli. Deve saper creare un gruppo solido e coeso. Deve saper insegnare la cultura del lavoro e deve combattere quella del volere tutto e subito. Deve saper insegnare che con il lavoro e il sacrificio si può ottenere tutto. Deve essere in grado di tirare fuori il meglio da ciascun bambino che gli viene affidato.

    Roberto,
    Se incontri un maestro così, cosa te ne importa della carriera pro di tuo figlio?
    Se incontri uno così significa che tuo figlio verrà strutturato a far fronte alle difficoltà della vita con personalità vincente, in ogni situazione, comprese quelle che con il tennis non c’entrano niente.

  78. Roberto

    Pulsatilla quello che tu dici e’ verissimo, i principi che elenchi sono così condivisibili che come genitore mi preoccupo costantemente che vengano appresi. Dallo sport tuttavia in quella fascia di età, ripeto 6 -10, le elementari insomma, mi aspetto che vengano gettate delle basi, che il lavoro sia fatto senza cazzeggiare, ma la componente gruppo e divertimento deve essere prioritaria. E mi permetto di insistere non perché voglio avere ragione, anzi già ti dico che ho torto ma sto vedendo a livello 8-10 anni delle esagerazioni importanti che poi portano magari a 12/14 anni a spendere per il tennis cifre veramente importanti. Se alziamo così tanto l’asticella e spendiamo migliaia di euro per avere degli under 14 forti, i maestri e il sistema tennis incassano tantissimo senza dover giustificare nulla sui risultati perché sono cmq ragazzi e si perde di vista lo scopo, cioè arrivare a vivere di tennis e non sperare di vincere coppe a raffica a livello under spendendo patrimoni. Poi è chiaro che non si ha la voce per lamentarsi delle barriere all’ingresso nel mondo dei pro ..si è esausti e delusi per aver fatto troppa fatica a capire che si era perso di vista l’obiettivo principale….allora meglio vivere il tennis solo come un divertimento o comunque capirlo il prima possibile. Ci sono genitori che ha 16 anni del figliolo hanno già speso complessivamente 100 mila euro per il tennis….a me non sembra ragionevole visto come funziona poi il mondo del tennis…..o sono tutti federer/ serena Williams?

  79. Monet

    roberto hai ragione,spendere quelle cifre non è ragionevole,ma posso dirti che …o mangi sta minestra o salti dalla finestra…purtroppo

  80. Paolo Benelli

    Mannaggia pulsatilla
    che sfortuna tuo figlio coi
    maestri, tutti lui li ha trovati cosi!
    O forse erano i tuoi?

  81. cataflic

    Roberto
    ….sì sì sì, poi però il tuo figliolo fa la serie C/B al circolo la domenica mattina e quello del matto che ha speso un botto di soldi magari la domenica gioca la finale di un ATP.

  82. Giorgio il mitico

    x Roberto

    ci vogliono pure lezioni individuali per perfezionare la tecnica e da piccoli si impara prima, diciamo 3 allenamenti settimanali da solo con il maestro e 2 in un piccolo gruppo, inoltre almeno 3 volte alla settimana di PA bisognerà pur farle, vedi la PA serve serve anche per far capire quanto si debba sudare per essere competitivi e per fare pure una prima scrematura dei giovanissimi, se non fai o fai da svogliato la PA, dedicati al tennis ricreativo, spendi poco, e ti diverti tanto !

    Quanto dura da piccoli un buon allenamento ? Un paio di ore, qualcosa in più i giorni in cui c’è la PA.

    I maestri guadagnano tanto ? Sai, credo dipenda solo dai genitori e udite udite pure dalla FIT, mi direte che sono matto e prevenuto, però credo che mamma FIT dovrebbe stimolare la CONCORRENZA fra circoli e conseguentemente i loro tecnici, come ?

    Questa è la mia risposta : ogni ragazzo-a deve essere OBBLIGATORIAMENTE tesserato per 2 circoli !

    La concorreza fra circoli aumenterà di colpo, caleranno i prezzi e migliorerà la qualità dell’insegnamento, elementare Watson, anzi mi scuso, Roberto !

  83. Giorgio il mitico

    x Roberto

    vedi, tanto per essere ancora più chiaro, considerato che tuo figlio fa tennis, prova a dire al suo maestro che hai pensato di portarlo una Domenica si ed una no da un altro maestro in un altro circolo, fai questo esperimento, poi ci racconti sul blog cosa è successo !

  84. FRANCESCO SAONSONE

    Salve mi ripresento qui sul blog dopo diversi anni. non so se vi ricordate alcuni di me , ho una figlia che si chiama kira , e ho vissuto in Brasile fino a 2 anni e mezzo fa. Ho portato mia figlia a giocare al tennis club napoli, presso la sat( che è terzerizzata ) ho sempre avuto come maestro di riferimento Riccardo fortunati , con il quale mia figlia si è trovata benissimo. A luglio ricevo la telefonata di colui che è attualmente consigliere della federazione tennis campania e che ha anche un incarico direttivo presso il tc napoli, il quale mi propone di far fare agonistica con lui a mia figlia, insieme ad un gruppo di ragazzi , Successivamente vengo a sapere che un ragazzo con cui avrebbe dovuto fare agonisitca mia figlia , avevavono sempre avuto un atteggiamento di disapprovazione nel giocare con mia figlia ( cosa del tutto normale per un bambino abbastanza bravo , poiche per loro giocare contro una una bambina è sempre uno stress). per cui ne parlo col il suo maestro e arrivo alla conclusione di lasciare kira alla sat con il suo vecchio maestro ed integrare le lezioni con uno sparring partner classifica 3.4 . a settembre colui che aveva proposto l’agonistica a mia figlia cerca di insistere . dicendo che mia figlia avrebbe solo perso tempo . IO rispondo di non insistere piu , poiche noi puntiamo soprattutto alla QUALITA DELLA VITA , e kira non perdera mai del tempo stando insieme a ragazzi e maestri con cui si sente benissimo. Per cui iscrivo mia figlia per il corso annnuale di sat e procedo al pagamento. Dieci giorni fa si ripresenta ancora costui dicendo che le cose non potevano piu anadare avanti cosi , perche una bambina che gioca cosi bene non poteva giocare con degli scazzati e cio avrebbe danneggiato il circolo , in quanto il circolo ha la posssibilità di offrire l’agonistica , e questi ragazzi avrebbero dato un brutto esempio a mia figlia , poiche loro vengono a giocare per divertirsi mentre Kira che è talentuosa deve avere solo disciplina. IO ho risposto che a me interessava che kira venisse a divertirsi. A questo punto lui risponde che mia figlia se ne deve andare dal circolo. e mi da tempo alcuni giorni per pensarci. dopo due giorni arriva la convocazione per un raduno tecnico nazionale con il maestro Girella , dove tra i convocati non vi era nessuno degli alunni della agonistica di questo maestro , ma solo mia figlia che invece faceva parte della SAT. Per cui costui ( che immagino che gia sapeva delle convocazioni ) ritorna all’attacco . io al quel punto cedo e dico che mia figlia farà si agonistica ma con l’altro maestro e non con lui, anche perche l’orario con l’altro maestro era lo stesso della SAt e dunque avrebbe rivisto tutti i ragazzi che gia conosceva. COSTUI dice se puo parlarne con kira , io glelo nego e dico che a parlarne sara il vecchio maestro- Mentre vado a prendere un caffe COstui va da mia figlia e chiede a KIra se le fa piacere fare tennis con lui. mia figlia rispoinde NO , lui insiste per una prova e mia figlia in soggezzione accetta. COstu viene da me e mi dice che mia figlia aveva accettato ed ero solo io colui che non voleva .PER cui le condizioni erano queste o agonistica solo con lui o fuori dal circolo. Quando sono andato a prendere Kira mia figlia piangendo mi ha detto che intimorita aveva accettato di fare agonistica con costui ma che non voleva farla. Per cui per questo motivo mia figlia è stata cacciata dal suo circolo. Ora vi chiedo se tutto cio è possibilie , oppure siamo arrivati a livelli di patologia del sistema circoli assurdo ?

  85. andrew again

    giorgio, sei mitico…

    due tesseramenti uguali due vincoli. hai appena inventato il doppio vincolo…

    lasciate stare… parlate di Federer e Nadal che è meglio…

  86. Roberto

    Grazie a tutti per il confronto e ritorno in argomento perché secondo me è importante per tutti, genitori ma anche addetti ai lavori.

    Ribadisco prendendo a prestito una frase che mi è piaciuta tantissimo e cioè il bello del viaggio non è la meta e quindi massimo rispetto e stima per tutti quei genitori che l’hanno voluto compiere e se lo sono goduto. Sappiamo tutti che per uno che c’è riuscito, complimenti sinceri monet e a fabio,ce ne sono mille che non ce l’hanno fatta ma non per questo meritano minor rispetto o stima, anzi…..dico solo con forza che ora come ora il mondo del tennis e’ assolutamente antieconomico e da genitore mi fa piacere dissertare di pA e di tecnica allo scopo di creare un pro ma vorrei che fossero preoccupazioni attuali.
    Invece con questa struttura del tennis pro sempre più genitori si convinceranno che e’ meglio avere figli tennisti ottimi seconda/terza categoria ma medici, avvocati, commercialisti e via dicendo, con un futuro professionale più certo e meno antieconomico.

  87. Gaetano Pinto

    In realtà mia figlia è stata contattata da un paio di università americane per giocare per i rispettivi college. Ci siamo consultati più volte con Giorgia ma lei ritiene che trasferendosi negli States sarebbe inevitabilmente costretta a rinunciare se non completamente in massima parte alla attività internazionale. L’ultimo contatto è dello scorso mese. Non so se abbia ragione o se alla base vi sia il timore di affrontare una situazione nuova e dai risvolti imprevedibili ma in ogni caso è una cosa sulla quale stiamo ragionando

    gaetano

  88. Gaetano Pinto

    Dimenticavo… mia figlia ha frequentato fino al quarto anno la scuola pubblica e l’ultimo anno una scuola parificata e si è diplomata con 97/100 con nostra grande soddisfazione.

  89. Gaetano Pinto

    Ho letto una parte dei post…. si è scatenata una specie di guerra tutti contro tutti…. francamente ho sottovalutato la quantità di emozioni che accompagna la crescita di un ragazzo che gioca a tenni ed anche dei suoi genitori.
    Direi che sono abbastanza d’accordo con Federico di Carlo anche se l’immagine della pelle accapponata è abbastanza forte. Anche io penso che sia difficile dare delle dritte universalmente valide perchè si ha a che fare con persone e quindi ogni ragazzo vive la sua esperienza in maniera unica ed irripetibile e ciò vale anche per i genitori per cui i consigli che ciascuno di noi può dare non possono che avere una validità relativa, L’unico consiglio che sicuramente posso dare è di usare “BUON SENSO” ma certamente non mi azzarderò a definire il senso di quest’ultima frase.

    Gaetano

  90. Gaetano Pinto

    Leggendo i post di Monet…. mi ha colpito quello in cui dice che se uno deve entrare nei primi 400 dopo i 20 anni è meglio fargli cambiare sport o farlo studiare. Non me la sento di commentare perchè francamente non so se abbia ragione oppure abbia detto una grossa fesseria. A questo punto chiederò aiuto a Federico di Carlo….. perchè devo dire che leggere i consigli più che darmi qualche certezza mi ha solo dato motivo di dubitare di quello che sto facendo.

    Gaetano

  91. Gaetano Pinto

    A proposito…. per curiosità mi piacerebbe sapere chi è Monet…. giusto per darmi una regolata… Sicuramente avrà più esperienza di me ed una chiacchierata con lui potrebbe farmi capire cose che oggi non riesco neanche ad immaginare.

    Gaetano

  92. Gaetano Pinto

    Capito….. scusate l’ignoranza…Se l’autorevolezza si desume dai risultati…. beh… non posso che incominciare a farmi delle domande.
    Grazie a Monet ed all’autore di questo forum.

  93. Monet

    Gaetano non prendermi alla lettera,anche io ho fatto sbagli,ma ho perseverato perchè ci credevo,eppoi ho avuto la fortuna di avere un figlio…ATLETA…prima che un tennista

  94. Gaetano Pinto

    E’ un piacere parlare con una persona che è stata capace di portare un ragazzo ai risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Senza nulla togliere al diretto interessato, sono assolutamente convinto che i genitori e la famiglia abbiano un ruolo assolutamente determinante nella formazione di un aspirante tennista. Anche mia figlia è prima di tutto un ATLETA …. poi fooooorse una apprendista tennista…. Condivido pienamente con te il fatto che alla base ci deve essere prima di tutto capacità atletica e volontà di esercitarla forse è solo per questa ragione che continuo ad incoraggiarla. Magari sbaglio ma l’età delle tenniste in Italia sta diventando sempre maggiore ed io continuo ad avere qualche piccola speranza. Poi sull’età dei tennisti si potrebbe aprire un altro forum altrettanto vivace quanto questo… ma è altra storia…
    In ogni caso è un piacere scambiare delle opinioni con persone qualificate…. ogni suggerimento è sicuramente beneaccetto….

    Gaetano

  95. Gaetano Pinto

    Dimenticavo…. mia figlia tifa per voi….. come gran parte degli italiani che masticano il tennis… eheheheh

  96. Gaetano Pinto

    Ciao… Stefano (Grazia)….. francamente sostenere che gli unici che abbiano qualcosa di giusto da dire siano i genitori dei top 10, 100, 0 200 che si voglia è un grosso errore. Sono certo che ciascun genitore abbia da raccontare qualche esperienza positiva sia che il figlio sia diventato un campione sia che abbia smesso. Semmai dai genitori di chi ce l’ha fatta ci si può aspettare che ci dicano quali sono le pochissime cose da non fare visto che loro sicuramente hanno sbagliato meno degli altri. Il tennis è troppo complesso non credo si possa scrivere il bignami del tennista……perdonate il mio generalismo…

  97. Gaetano Pinto

    Quello su cui ho dei dubbi nel post di “AGATONE”… è come capire se ci sono le condizioni giuste….Per quel poco che vale la mia esperienza…. io ho visto crescere nel tempo le qualità della mia figliola senza neanche accorgermene…. forse ero un pò distratto. Io mi sono limitato solo ad assecondarla.

  98. Giorgio il mitico

    x Andrew again

    sei indispensabile, assolutamente indispensabile a noi tutti, pensavo fosse OVVIO che con l’OBBLIGO di tesserarsi in 2 circoli il vincolo di conseguenza è superato (tanto per quel che ne so io, chi cambia circolo non caccia un eurino, e se il circolo da cui si parte pretende certe somme assurde e fuori luogo, i ragazzi fanno gare con il vecchio nominativo ma si allenano nel nuovo circolo), inoltre non mi dire che il vecchio circolo ha sempre della pubblicità gratis da questa situazione, sai bene che il nostro ambiente è chiacchierone e quando si diffondono queste notizie per il vecchio circolo c’è la pubblicità gratuita, ma è soltanto pubblicità NEGATIVA !

    So di genitori, che vistosi negare lo svincolo gratuito, portano i figli ugualmente in altri circoli ma passano tutto il tempo a dire peste e corna del vecchio circolo che non rilascia lo svincolo gratuito !

    Penso che il rilascio dello svincolo dietro pagamento si stia rivelando un autogol.

  99. Giorgio il mitico

    x Francesco Saonsone

    ciò che ti è capitato dimostra come la stragrande maggioranza dei tecnici non sia capace di vendere il prodotto tennis.

    Prova ad immaginare, se fosse stato proposto un periodo di prova oppure un giorno alla settimana ed i restanti la Sat, forse quel maestro così appiccicoso avrebbe avuto una risposta positiva !

  100. andrea

    A 20 anni devi già essere nei 400 e magari pure nei 200….io invece tifo per i sognatori, quelli che molti di voi disprezzano come turisti con racchetta. Così se a 23 anni non sei neppure mai entrato nei 500 e ti ostini a cercare nel mondo un challenger in cui riesci ad entrare in tabellone all’ultimo giorno, prendi il volo per gli States e scopri che il sorteggio ti ha messo contro la ts n.1 , uno che ce l’ha fatta , che sta nei mitici primi 100 (73). Tu stai lì e con il tuo n. 500 e giochi il tuo match. E come è successo oggi,e succede raramente, VINCI e continui a sognare. Bravo, Erik Crepaldi, uno che continua a provarci per amore del tennis, non un turista.

  101. Alessandro Nizegorodcew
    Autore

    Grandissimo Erik Crepaldi, che oggi per chi non lo sapesse ha battuto Smyczek!

  102. Topics

    Buongiorno a tutti, è la prima volta che scrivo. Sono un genitore di un piccolo tennista (11 anni) e, da profano (intendo da tennista innamorato ma scarso), ho una personale opinione del percorso di crescita di un bambino che si avventura nel tennis agonistico e dei sogni che si possono avere e che possono realisticamente essere raggiunti.
    Parto dalla consapevolezza che non potrò – come tanti – sostenere l’attività sportiva di mio figlio con un supporto economico importante, ma solo sufficiente a fare un “percorso economico” ma non per questo qualitativamente scarso.
    Posso riassumere il mio pensiero in poche convinzioni che spero non vengano brutalmente smentite:
    1)Il piccolo tennista deve essere innamorato dello sport che ha scelto e deve essere naturalmente predisposto a farlo;
    2)Bisogna avere la fortuna di trovare – da subito – un maestro che abbia le giuste capacità professionali, che abbia voglia di “provarci” senza prendere in giro se stesso e il bambino”, che creda nel programma di allenamento stabilito con la famiglia e col giovane tennista, impostandolo con degli obiettivi da raggiungere di volta in volta e programmati in un periodo di tempo più o meno lungo, senza badare più di tanto ai risultati ma in particolare alla capacità che ha il bambino di fungere da “spugna” per gli insegnamenti ed ai piccoli ma continui miglioramenti del suo tennis sotto ogni aspetto;
    3)Se il maestro sa fare il suo mestiere sono convinto non sia necessario andare a cercare strutture o accademie particolarmente famose dando fondo ad ogni risparmio:
    – i campi da tennis sono uguali sia in Italia che all’estero;
    – le racchette sono le stesse;
    – i grandi maestri sono diventati grandi dopo essere stati giovani praticanti e anche nel maestro del mio circolo si potrebbe nascondere un grande maestro … quello che sta aspettando il bambino giusto da poter crescere
    – di preparatori atletici bravi siamo pieni anche qui, così come di nutrizionisti ecc. ecc.
    – le tecniche di allenamento vengono studiate adeguatamente e possono essere applicate in qualsiasi parte del mondo, quindi anche nel mio circolo.
    4)A quanto ho capito, è bene non aspettarsi alcun tipo di supporto o aiuto dalla Federazione, almeno fino a che il piccolo tennista non sia già diventato con propri mezzi molto bravo e quindi inequivocabilmente degno di attenzione oppure non abbia parenti prossimi ben inseriti nell’ambiente (ops! mi ero ripromesso di non dirla)
    Non mi sembra che manchi niente per poter lavorare bene … rimane solo, ahimè, l’esborso economico per poter poi permettere al tennista ormai cresciuto di fare un’adeguata attività agonistica in Italia e specialmente all’estero, che credo sia alla fine il problema maggiore per chi deve fare troppi conti nelle proprie tasche (ma tanto, mi direte, difficilmente ci si arriva e potrebbe non esserci il problema).
    Male che vada si è comunque divertito e ha girato un pochino l’Italia e qualcosa dell’Europa (possibilmente assieme al papà che non disdegna), ha fatto propria una pratica sportiva molto socializzante che certamente non guasta e potrebbe un domani anche avere un mestiere in mano che potrebbe dargli soddisfazioni maggiori di quelle ottenute da tennista agonista.
    Cosa penso di aver sbagliato o di aver fatto bene in questi primi quattro anni? Ho sbagliato a farmi vedere da mio figlio preoccupato, deluso o indispettito dal gioco espresso durante una partita; non lo faccio più sia perché l’aspetto tecnico compete solo al maestro sia perché il mancato sostegno – specialmente nell’errore – da parte del papà per il figlio è devastante. Ho sbagliato a permettere a mio figlio di dire lui se fare o non fare un torneo (i bambini li vogliono fare tutti): la programmazione deve essere fatta assieme al suo maestro. Sono convinto di non aver sbagliato, col tempo, a lasciare sempre più spazio alle decisioni del maestro sull’intera attività di mio figlio: attualmente la sua settimana prevede: due sessioni di allenamento individuale, il lunedì di un’ora ed il martedì di un’ora e mezza col suo maestro e con un altro maestro che fa da “sparring partner”, il mercoledì ed il sabato un’ora e mezza di PA, il giovedì ed il venerdì un’ora di allenamento in gruppo con altri tre ragazzi di buon livello. Come ha già scritto qualcuno, il tennis non può essere riassunto in un Bignami … e io mi sono già dilungato abbastanza.

  103. Gaetano Pinto

    Conclusione ?…. Continuare a crederci se si ha davvero voglia di giocare ? anche a dispetto dei numeri e dei ranking ?…. che qualcuno mi risponde… per favoreeeeeee !!!!!!!!

  104. Gaetano Pinto

    Bravo Erik… non lo conosco ma tanto di cappello … ha tutta la mia stima…. Questo è lo SPORT……….

  105. bernie

    Topics chi sei?? 11 anni stessa età del mio quindi probabilmente ci conosciamo……… Da dove scrivi almeno così faccio indovinello.

  106. Topics

    Esatto. Ciao, purtroppo siamo un po lontani. Faremo un salto in zona in dicembre x salutare Stoppo a Rovereto. Sei daccordo che i nostri ragazzi ci proveranno finché avranno voglia e passione?

  107. challenger

    Chissà se a topics fa piacere che Bernie l’abbia reso riconoscibile a tutti. Magari ha fatto buon viso a cattivo gioco. Bernie, solo un consiglio. Forse potevi essere più discreto. Quando l’avevi riconosciuto tu penso bastasse. O no?

  108. Topics

    @challenger
    Non è un problema. Non ho niente da nascondere e non parlo male di nessuno, quindi … Tanto prima o poi ci si conosce tutti nel giro e siamo molto più maturi di quel che pensiamo.

    @Alessandro Nizegorodcew
    Non credo di farglielo fare, sono più x il “saranno famosi” di Giussano. Deciderà il suo maestro. L’ha fatto due anni fa ed è andato male. Sono anche venuto a trovarti (con i saluti di Congy). Però mai dire mai …

  109. bernie

    infatti…….

    per il Lemon Bowl non penso. Solite ragioni. Ben arrivato a Topics. Non ho mai visto il tuo bimbo ma conosco gli altri lombardi, pure i sardolombardi :-). Ci proveranno sicuro finchè ne avranno voglia tutti.

  110. Alessandro Nizegorodcew

    @Topics
    Ah si mi ricordo! Beh comunque benvenuto (come “commentatore”) qui. Se venite al Lemon in caso fatemi sapere… Che c’è il pranzo di spazio tennis pronto!

  111. Topics

    @Alessandro Nizegorodcew
    Il problema è capire se gioca dal 27 dic o dal 2 gennaio, cosi da programmare le mie ferie. Valuto e ti farò sapere. Per ora grazie x l’invito. Certo si respira un’aria “diversa” al Lemon x quanto il livello al “Saranno famosi” non è malaccio.

    Grazie a tutti per il benvenuto.

  112. nunzio vobis

    Il pranzo del lemon Bowl? allora questo giro si fanno le cose in grandeeeeeee, certo chi non viene si perde una grande occasione questa volta.

  113. pier

    Ciao a tutti, ho conosciuto il blog tramite Monica e vorre dire la mia.Ho una figlia 2002 che sta raccogliendo qlc soddisfazione(campionati italiani a Serra) e in questi anni ho compreso che fondamentale é il Maestro.Lei ne ha avuti di bravi ma la categoria spesso non si aggiorna,non accetta il confronto.É come prendere la patente e non capire che la segnaletica cambia e ci si ostina a non accettare i cambiamenti.Troppa fretta nel togliere la racchetta junior,poca attenzione all`aspetto atletico.Si insegna un tennis ‘pulito’ ma se il colpo fa fatto in recupero bisogna anche colpire ‘sporco’!In sostanza la scuola Sat e l`agonistica di un certo livello sono profondamente diverse e occorrono tecnici diversi,a ciascuno il suo.

  114. Alessandro Nizegorodcew
    Autore

    @Pier
    Intanto bentrovato. Ciò che dici è giustissimo. E’ uno dei motivi per cui il genitore deve essere “esperto” di questo mondo. Bisogna capire e valutare, senza entrare nel “campo” altrui a livello professionali ma con la capacità di giudicare

  115. pier

    @Alessandro
    dopo l’esperienza di 2 anni fa spero di tornare al Lemon ed avere il piacere di conoscerti.

  116. Alessandro Nizegorodcew

    @pier
    Tra i contatti (in alto a destra) trovi le mie email. Scrivimi pure, io sono al new penta dal 27 dicembre al 6 gennaio fisso

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