Novak Djokovic lascia per strada un set ma prosegue il suo cammino agli US Open 2025, superando Cameron Norrie e conquistando l’accesso agli ottavi di finale, dove sfiderà Jan-Lennard Struff. Il serbo, condizionato da un problema alla schiena nelle prime fasi del match, è riuscito a rimettersi in carreggiata e a chiudere la sfida in quattro set: “Merito a lui per la lotta, ha giocato ad alto livello e non mi aspettavo fosse così aggressivo. Io sono cresciuto nel finale. A inizio match ero preoccupato per la schiena, ma con trattamento e farmaci mi sono sentito meglio. Vedremo al risveglio. In generale è frustrante non poter sentirmi sempre al 100% come è stato per più di vent’anni. Le circostanze sono diverse e devo abituarmi al fatto che in ogni match può succedere qualcosa, come è successo praticamente in tutti gli Slam di quest’anno”.
Il campione di Belgrado è tornato anche sulle riflessioni già emerse dopo la semifinale di Wimbledon: “Mi faccio più domande ora rispetto a prima: quanto a lungo voglio continuare a questo livello, come gestire il calendario per estendere la carriera, perché voglio ancora giocare. Mi diverto ancora a competere, anche se posso essere molto duro con me stesso e con il mio team, lo so. Ma sento di avere ancora gioco in me per stare al massimo livello”.
Durante la conferenza stampa non è mancata una domanda sollevata dal giornalista Ben Rothenberg: le settimane da numero 1 di Djokovic devono essere considerate 428 o 429? Una differenza legata alla squalifica di Jannik Sinner e alla momentanea riassegnazione dei punti nel ranking. Djokovic ha liquidato la questione con un sorriso: “Forse avremo questa discussione un’altra volta, ma per ora mi va bene così. Sinceramente me ne sono dimenticato, non ci ho nemmeno pensato. È stata una grande carriera a caccia del n. 1 e a difendere il n. 1. Ci sono stato più di chiunque altro, quindi una settimana in più o in meno non è così rilevante. Magari cambierò idea, non lo so”.