Carlos Alcaraz torna in campo al primo turno dello US Open 2026 e lo fa con il piede giusto: al rientro, dopo quattro mesi e mezzo di stop causa infortunio, supera Roman Safiullin 6-4 6-4 6-4 in 2 ore e 21 minuti. Alcaraz non sfoggia l’abito delle sere migliori, ma tanto basta per avere la meglio sul russo. Il campione in carica di New York appare più terrestre del solito e concede qualche spiraglio di tanto in tanto, però risolve agevolmente i momenti più delicati e, anche quando Safiullin allunga 2-0 in apertura di secondo set, il murciano si rimette subito in carreggiata. Il russo non è l’avversario più temibile del lotto, ma Alcaraz fa tutto ciò che deve fare: vincere senza problemi al polso.
La lunga assenza dalle competizioni lascia qualche traccia anche su un grande campione come l’attuale numero 3 del mondo. Alcaraz non è ancora la scintillante versione che dominò il torneo nel 2025, ma l’impressione è che la sua condizione possa crescere di partita in partita se il polso non dovesse dare problemi. Difatti, sbroglia ogni intoppo e non va mai veramente in difficoltà. Bisogna considerare che nella metà di tabellone di Alcaraz sono usciti Novak Djokovic e Arthur Fils, perciò una crescita di condizione del murciano non sarebbe semplice da arginare. Il prossimo ostacolo sarà il portoghese Jaime Faria con cui non ci sono precedenti.
Le parole
“Sono stati cinque mesi duri per me, sono davvero contento di essere tornato a giocare perché mi mancava la competizione” è stato il primo pensiero di Alcaraz dopo il vittorioso rientro al tennis giocato. Nonostante la vittoria, lo spagnolo ha ammesso di aver gestito qualche pensiero di troppo sulle sue condizioni fisiche: “Non mentirò, durante la partita ho avuto qualche pensiero per le mie condizioni fisiche però ho provato a concentrarmi e non pensarci troppo”.
Lo spagnolo si è anche detto molto soddisfatto del gioco espresso: “Il mio livello migliorerà di partita in partita, ma sono contento di quello che ho fatto in questa partita”. Alcaraz ha commentato positivamente anche il suo approccio mentale: “Ho bisogno di un po’ di tempo per rientrare nel ritmo, ma mentalmente sono riuscito a gestire pressione e pensieri“.