Tre partite, tre vittorie e soprattutto sensazioni sempre migliori. Carlos Alcaraz continua il suo percorso allo US Open dopo quattro mesi lontano dalle competizioni e, al termine del successo in tre set, ammette di essere rimasto sorpreso dal proprio rendimento.
“Dopo quattro mesi senza competere, quando torni a giocare una partita ufficiale con tutta la tensione, ti aspetti che il corpo possa sentirsi molto contratto. A me non è successo. Mi sento sempre meglio dopo ogni partita e recupero bene. È come se avessi continuato a competere per tutto questo tempo”.
Un rendimento che ha superato le aspettative dello stesso Alcaraz, arrivato a New York senza particolari certezze dopo lo stop. “La mia aspettativa era semplicemente vedere come sarebbe andata. Non ero affatto sicuro di cosa aspettarmi. Sono davvero felice di come stanno andando le cose”.
Lo spagnolo non sembra avere alcuna intenzione di lamentarsi della rapidità con cui stanno arrivando le sue vittorie. Anzi: “Mi piace non passare troppo tempo in campo. Penso che tutti vogliano questo: esprimersi al meglio e, allo stesso tempo, stare meno tempo possibile sul campo per arrivare più freschi al turno successivo”.
Numeri alla mano il torneo potrebbe sembrare fin troppo semplice, ma Alcaraz invita a non lasciarsi ingannare dai punteggi. “Oggi il risultato può far pensare che sia stato facile, ma per me è stato davvero duro e molto impegnativo, soprattutto fisicamente e dal punto di vista tennistico. Ogni punto e ogni game ho dovuto guadagnarmeli”.
Un approccio che lo aiuta a mantenere i piedi per terra: “Penso punto dopo punto e cerco di fare del mio meglio in ogni situazione. Non sento che tutto venga facilmente”.
Poi arriva anche una parentesi decisamente più leggera. Alcaraz ha cambiato maglia rispetto ai primi incontri e la spiegazione strappa una risata in sala stampa: “Penso di aver visto troppo spesso il mio capezzolo ultimamente. Ho pensato che almeno per una partita avrei potuto nasconderlo”. Una scelta tutta sua: “È stata una mia decisione. Mi sento molto comodo con questa maglia, quindi penso che continuerò così”.
Il tema più interessante della conferenza resta però quello della gestione della stagione. Alcaraz ribadisce di voler imparare a prendersi delle pause più lunghe in futuro, non necessariamente perché abbia giocato troppo in questa occasione.
“Questo infortunio non è arrivato perché ho giocato troppo. A volte è semplicemente sfortuna. Io sono un giocatore che non ha bisogno di giocare tanti tornei”.
L’obiettivo è arrivare agli appuntamenti più importanti con energie fisiche e mentali: “Voglio essere mentalmente e fisicamente sano quando affronto i tornei. Voglio avere il tempo per prepararmi bene, per prepararmi mentalmente”.
E soprattutto ritrovare il piacere di giocare: “A volte, giocando una stagione così lunga e tanti tornei settimana dopo settimana, sento di non giocare con gioia, di non divertirmi in campo. Voglio avere il tempo per sentire la mancanza del tennis, del tour, persino di voi”.
Domenica ci sarà Tommy Paul, avversario già affrontato otto volte in carriera. Alcaraz conosce bene le insidie dello statunitense e si aspetta una sfida tutt’altro che semplice.
“È un giocatore davvero talentuoso e molto difficile da affrontare. È pericoloso per chiunque nel tour. Il modo in cui gioca e colpisce la palla rende difficile dominare gli scambi e i punti”.
Ma c’è anche entusiasmo per una sfida che negli anni ha regalato diversi momenti spettacolari: “Sono davvero contento di affrontarlo di nuovo. Abbiamo avuto grandi battaglie. È una persona fantastica e sembra che ci divertiamo quando giochiamo, tirando fuori grandi punti e grandi colpi. Sarà molto divertente da vedere e da giocare”.
Dopo tre partite, Alcaraz ha dunque ritrovato rapidamente ritmo e fiducia. Ora arriva un test importante contro Paul, con una consapevolezza in più: dopo quattro mesi di stop, le sensazioni continuano a migliorare.