Voci dal Circolo – T.C. Gallese

di - 14 Dicembre 2010

(Articolo Pubbli-Redazionale)

La puntata odierna di “Voci dal Circolo” è dedicata al T.C. Gallese. Abbiamo intervistato il direttore tecnico Cesare Veneziani, che ci ha raccontato le caratteristiche del circolo romano (Zona Cassia, Ospedale San Pietro). Il settore agonistico è curato nei minimi particolari, per una scuola di qualità

La Storia: “Il T.C. Gallese è nato più di venti anni fa, con l’intento di affittare i campi e poco più. Pian piano, con l’ottima gestione di Alberto Silvestri e l’avvento di maestri sempre più preparati e con a cuore le sorti del circolo, si è passati a dare grande importanza ai giovani e al settore agonistico, ma anche ovviamente ai soci.”

La Struttura: “Io lavoro al T.C. Gallese da 5 anni. Il progetto è molto interessante e l’obiettivo è quello di costruire buoni giocatori di tennis e se possibile qualcosa di più. In questo 2010 abbiamo raggiunto una completezza tecnica e organizzativa. Abbiamo a disposizione tre campi in terra battuta, tutti illuminati, oltre alla possibilità di poterci appoggiare ad un campo coperto, in sintetico, per gli allenamenti sul veloce e ovviamente per quando piove qui a Roma. Collaboriamo con lo studio fisioterapico F2 di Alessandro Falcioni per quanto concerne il recupero dagli infortuni e per il lavoro in palestra. I miei collaboratori sono Francesca Amidei, Jacopo Corbari e Maurizio Filesi. I primi due sono stati miei giocatori, conoscono il mio metodo e sanno qual è il mio pensiero sull’allenamento agonistico.”


(Il direttore tecnico Cesare Veneziani)

Il Direttore Tecnico: “Io sono Cesare Veneziani e vivo nel tennis da quando ho 8 anni. Ho iniziato seguendo le gesta di mio fratello e ho iniziato a fare sul serio a 12-13 anni con Michele Tellini e successivamente anche insieme a Fabrizio Falciani nell’Accademia di Sutri. Michele è stato un punto di riferimento molto importante, così come lo è Marco Tavelli, ex coach di Francesca Schiavone. La mia classifica migliore, raggiunto da giovanissimo, è stata di 3.1, ma ho smesso piuttosto presto per vari motivi personali e scelte di vita. Le esperienze che ho vissuto all’estero hanno arricchito il mio bagaglio personale. Sono stato tre volte all’Accademia di Sanchez in Spagna, anche come giocatore. In Italia ero considerato un fighter, ma una volta arrivato lì sono rimasto molto colpito dai ragazzi che andavano in giro con taniche d’acqua da 5 litri! Tra me e me ho pensato: Ma questi so scemi! Dopo i primi allenamenti ho capito… Ho appreso molto indirettamente da questa ed altre esperienze, come quella vissuta a Miami da Pablo Arraya, nel periodo in cui ho avuto la straordinaria possibilità di fare da sparring partner a Gianluca Pozzi.”

L’Organizzazione: “Qui al T.C. Gallese si fa assolutamente tutto: dalla lezione privata, al gruppo adulti, sino ovviamente ai giovani agonisti, anche di livello non eccelso. Abbiamo ad esempio alcuni ragazzi di 13 anni che giocano solamente da 3 anni, ma da noi vengono seguiti con la stessa passione e professionalità dei più forti. I volumi di allenamento cambiano molto, a seconda della qualità del giocatore e dalla sua voglia. Si va dalle 8-9 ore a settimana, che sono una sorta di pre-agonismo, sino alle 15-16 ore nell’arco di 7 giorni. Il programma atletico è stilato a Michele Sicolo e messo in pratica da Jacopo Corbari, spesso e volentieri in pista di atletica. Abbiamo anche una sorta di transportation, poiché prendiamo e riportiamo i ragazzi per quanto riguarda tennis e atletica.”

Perché il T.C. Gallese: “Uno degli elementi che ci differenzia dagli altri è che seguiamo molto spesso i ragazzi ai tornei. Qui si è seguiti sempre in profondità. Facciamo assolutamente tutto, compresa la video-analisi. E’ ovvio che chiediamo indietro un grande impegno, che a volte può essere pressante ma che noi riteniamo essenziale; oltre ovviamente all’impegno economico. Al T.C. Gallese si è seguiti anche mentalmente. Ritengo che il saper motivare i ragazzi sia una delle mie più grandi doti. Credo che valga la pensa provare, perché da noi vi è un approccio serio, anche severo, ma completo e soprattutto familiare. Alberto Silvestri, il gestore del circolo, è una persona davvero appassionato e che ci tiene… se un ragazzo rompe le corde e deve giocare il giorno dopo, Alberto si precipita al circolo per incordarla. Il nostro segreto è che ci teniamo…”

T.C. GALLESE

VIA CASTELLIRI 37, ROMA

TELEFONO: 0633261863

Qui potete ascoltare la rubrica Voci dal Circolo, dedicata al T.C. Gallese, andata in onda durante l’ultima puntata di Spazio Tennis:

© riproduzione riservata

17 commenti

  1. andrew

    Cesare…

    …ti tagli il monociglio, vero? hai la faccia simpatica, anche perché mi assomigli quando avevo vent’anni (non so se questo sia un complimento o un insulto o entrambi)…

    vaffantennis…

  2. Atti

    Andrew…è vero…siete 2 gocce d’acqua…
    Vedi…magari in un altra vita…farai il maestro di tennis in un circolo….
    Opps..volevo dire maestro di …vaffantennis.

  3. Mauro g&f

    Piccolo circolo ma grandi persone, tra l’altro Cesare è un grande appassionato nonchè molto preparato.
    Auguri per tutto.

  4. aniello

    Mi sembra un poco vago nell’intervista!
    Chi sono i più forti a cui fa’ riferimento (ed a che livello sono forti?): “Abbiamo ad esempio alcuni ragazzi di 13 anni che giocano solamente da 3 anni, ma da noi vengono seguiti con la stessa passione e professionalità dei più forti.”
    Essendo un Maestro che lavora con i giovani non ha specificato che qualifica ha. Certamente non ha importanza perchè quando uno è bravo, ed ottiene buoni risultati, tutto passa in secondo piano! Ma non parlando di risultati come si fa’ a capire che è bravo? E’ stato veramente fortunato, e lo invidio per questo, a poter fare da sparring a Pozzi considerando anche il fatto che è stato classificato al massimo 3.1 e che ha svolto solo per poco tempo attività agonistica! Buon lavoro a Cesare che si vede ha grande entusiasmo e voglia di fare!

  5. Alessandro Nizegorodcew

    @aniello

    Sono sicuro che appena leggerà questo commento, Cesare verrà a risponderti

  6. cesare v.

    Rispondo volentieri!

    Sto in campo da 20 anni e nell’agonistica da quasi sempre.

    Ho collaborato all’allenamento di una giocatrice wta per quattro mesi e lavorato con il numero 1 under 10 dell’Arabia Saudita, che seguo tutt’ora quando viene a Roma, d’estate. In Arabia Saudita mi hanno fatto un’offerta importante che ho rifiutato, come coach e in federazione. A farmela è stato un ex professionista che ha vissuto in America.
    Alleno il giovane Jacopo Gribling, u.14 del ’97 class 4.3 di cui sentirete certamente parlare: ha un grande carattere e un dritto tostissimo.
    Ho una scuola florida e un’agonistica di 10 giocatori (da 3.5 a nc)
    Ma soprattutto, a soli 28 anni, dispongo di una struttura efficente e varia, offro servizi da pro (l’accompagnamento ai tornei, la fisioterapia, atletica in pista con tanto di trasportation).
    Conosco molto bene, per miei studi approfonditi, le dinamiche psichiche dell’essere umano e sono quelli i punti dove vado a lavorare con chi gioca a buon livello.
    Ho preso il diploma 1° livello fit e uisp, entrambi col massimo dei voti, dove (per ora) mi sono fermato perchè ho parecchio lavoro, grazie a dio, che non mi sento di mollare (specialmente d’estate). comunque conto di terminare la trafila in futuro, per evitare anche il più piccolo senso di colpa.
    Comunque seguo i corsi di aggiornamento ptr di Bertino, che ammiro molto, ma soprattutto sono stato alle calcagna di Tellini e Falciani prima e Tavelli poi per un bel pezzo, imparando moltissimo.
    Ho giocato benino, best ranking 600 e qualcosa d’Italia, e grazie al mio impegno ho vissuto appieno le dinamiche mentali del pro, viaggiando per tutta Italia, con tournee di tornei in Trentino, Piemonte, Toscana e Umbria (il mitico Umbria Tennis). Indimenticabile un 1 gennaio ad Ascoli dove scagliai al primo turno ma ebbi modo di vedere giocare un tipo che serviva con la schiena verso la rete!
    Ho battuto una decina di seconda categoria, ne sa qualcosa il mio amico (e bravissimo e giovane coach) Claudio Cozzi.
    Ho un background culturale extratennistico di cui vado fiero, e una conoscenza del tennis teorica e pratica più che buono. Me ne acorgo quando mi confronto con i miei coplleghi, anche molto più blasonati.

    I difetti?
    Non sono stato un grande giocatore, vero.
    Sono molto giovane, verissimo.
    Sono un po’ presuntuoso, delle volte.

    😉

    ps Una volta chiesi a Tavelli (beata innocenza): “come si diventa coach internazionale?”

    Lui: “hai due scelte, o vai appresso ai pro come un’ombra, o ti fai un’accademia.”
    Scelsi la seconda, avevo 22 anni.

    Un abbraccio

    C

  7. aniello

    Grazie Cesare per le risposte! Poiche anch’io sono Istruttore di 1° grado, e non sono riuscito a sapere il voto che mi è stato dato alla fine del corso, mi potresti dire come fare per averlo?
    Penso che il tuo presidente deve avere una grande stima di te perchè addirittura ti fa’ fare il direttore tecnico, mentre il mio non mi permette più di fare certe cose, perchè è andato via il maestro e dice di non voler rischiare perchè è sua la responsabilità di quello succede all’interno del circolo. Purtroppo io al contrario tuo non potrò continuare perchè non sono stato classificato. A proposito di classifiche, poichè spesso i ragazzi mi chiedono delucidazioni circa i punteggi che si ottengono facendo risultato e poichè parli del tuo best ranking italiano 600, ti volevo chiedere se esiste un ranking nazionale anche per la 3^ categoria visto che tu sei stato 3.1. Non ne ho mai sentito parlare. Grazie per tutte le informazioni e buon lavoro.

  8. nicoxia

    Augurando a Veneziani la progressione che merita,dico che è propio vero che le classifiche contano poco perchè ,se no, visto quelle degli allievi di Veneziani si potrebbe essere indotti in inganno,visto che i migliori 97 quì in Lombardia sono 3.3 e 3.4 le cose vanno viste in prospettiva,se la strada è giusta i risultati arriveranno,il problema è , come si stabilisce se la strada è quella giusta.

  9. monet

    veneziani dice: ”giovane Jacopo Gribling, u.14 del ’97 class 4.3 di cui sentirete certamente parlare: ha un grande carattere e un dritto tostissimo.”
    vista la classifica dico solo: Sbrigarsi che la linea con i migliori si sta allungando…….
    tanto per ribadire che le classifiche a noi genitori non interessano 🙂

  10. gasp !

    ”visto che i migliori 97 quì in Lombardia sono 3.3 e 3.4”
    e chi sarebbero a parte Mattia Rossi 34 ?

  11. cesare v.

    Le classifiche contano a 20 anni ed oltre per me,
    ma, certo, aiutano a cnon smettere prima.
    Ghedin a 12 anni era niente, e per me Ghedin è una persona di successo, che con l’esperienza che ha maturato può fare tutto nella vita. Magari per molti di voi non esiste, perchè si guarda solo al successo interplanetario , e possibilmente immediato. Ed ecco che Fognini non è nessuno e Cipolla è na pippa. Mah.

    Ed ecco che fra volumi, programmi e classifiche i progetti a lungo termine muoiono sul nascere, il dritto? No 4.1 3.4…
    Questo, amio parere, è uno dei grandi problemi in Italia.
    Giochiamo per migliorare, no pensiamo sempre e solo alle classifiche!

    Poi se per migliori si intende solo l’eccelenza, allora la Gallese siamo lontani, certo.
    Ma non lontanissimi, che se uno ha in testa l’idea di allenare bene “arriva”, come il giocatore.

  12. Daniele C.

    Conosco Veneziani da qualche anno… giocavamo e giochiamo tutt’ora la D1 per lo stesso circolo. Spesso collaboro con lui, specialmente negli ultimi anni, ammiro la sua dedizione e spirito di sacrificio… che riesce a trasmettere anche ai suoi giocatori.
    Credo, vista la sua età, che abbia una grande esperienza tennistica… soprattutto nell’insegnamento!
    Un aiuto grande gli viene dato anche dallo staff che si è creato intorno a se!!! Bravo!!
    Mi capita di essere chiamato da Cesare per allenare Jacopino… molto promettente, tanta passione, molta caparbietà e come dice il Coach… un gran dritto… se nei prossimi 2 anni sviluppa un pò… credo che non lo vedrò più!eheheh
    Il TC Gallese è un buon circolo… con ottimi campi… grazie al lavoro di Alberto… ma se avesse la possibilità di avere una struttura più ampia avrebbe sicuramente molti più allievi!
    Continua così Coach… mai demordere… anche se non si riesce a raggiungere l’obiettivo al primo tentativo!
    Buon natale a tutti

    p.s. cmq è uguale a Kuerten… oltre che di faccia e fisico anche nel rovescio! Tvb Coach

  13. giogas

    Dobbiamo dare a Cesare… quello che è di Cesare. Sono d’accordo nel percorso del giovane agonista del TC Gallese. I miei figli hanno un anno in meno e sono 4.4. A nulla è valso il mio programma estivo che avrebbe permesso loro una migliore classifica: due soli mesi in Italia per le vacanze, consumati per tornei non alla loro portata di tipo under 14 o under 16 e a volte persino di quarta categoria. E’ stata una loro scelta e non l’ho voluta impedire, per contro ne hanno acquistato in esperienza, utile per i futuri tornei TE in cui la classifica italiana non è di riferimento. Poi naturalmente c’è chi a tutti i costi vuole diventare professionista in giovane età bruciando le tappe e sacrificando la propria vita in età adolescenziale. Spesso sono scelte ambiziose e rischiose. A mio avviso l’età adolescenziale deve consentire ai giovani atleti di relazionare con i coetanei, seguire dei normali percorsi scolastici e consentire loro un minimo di tempo libero. Se tutto è svolto nell’equilibrio senza esagerazioni ci potrà essere la crescita dell’atleta e dell’uomo. Comunque sono discorsi fritti e rifritti e la problematica è stata sviscerata più volte nel blog con i sostenitori in favore di rigidi percorsi per raggiungere il professionismo che obbligano l’atleta ad ottenere una classifica adeguata in ragione dell’età ed altri che optano per percorsi più “morbidi” come appunto intende il maestro Veneziani. Io sposo il suo pensiero. Buon anno a tutti.

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