Wimbledon 2026, Andreeva subito fuori: avanza l’ex campionessa Krejcikova

Tancredi Crepax
2 Min Read
Mirra Andreeva - Foto FITP

Al termine di una delle partite della settimana, e forse già del torneo, è Barbora Krejcikova ad avanzare al secondo turno di Wimbledon 2026: la sua vittoria contro Mirra Andreeva per 6-4 5-7 6-4, dopo essersi vista annullare 7 match point al servizio sul 5-3 nel terzo set, la rilancia come mina vagante in un torneo che conosce bene.
Per Andreeva si tratta invece di una grande delusione, soprattutto dopo la recentissima vittoria del primo Slam in carriera al Roland Garros 2026. Tuttavia, la storia ci racconta di quanto l’impresa che si proponeva fosse complicata: da quando Serena Williams fu capace di vincere il Channel Slam (Roland Garros e Wimbledon nello stesso anno), nessuna campionessa a Parigi ha mai superato i quarti di finale a Londra.

IL MATCH

Dopo un primo set controllato dalla russa, la ceca, campionessa di Wimbledon nel 2024, resta dentro il match con grande lucidità nei passaggi delicati del secondo parziale, fino a trovare il break che riapre completamente la contesa. La svolta arriva però nel terzo set, Sul 2-1 Andreeva e servizio Krejcikova, il quarto game diventa il crocevia dell’incontro: la ceca annulla più palle break con freddezza, resistendo alla pressione nel momento più fragile del match. È lì che cambia l’inerzia. Immediatamente dopo, nel quinto game, arriva il break decisivo: Krejcikova sale di livello in risposta, approfitta del calo della russa e strappa il turno di battuta che spezza definitivamente l’equilibrio. Da quel momento il match prende un’impennata di pathos, con un game infinito durato 22 punti sul 5-3, prima del cinismo della ceca sull’unico match point avuto in risposta.

IL TABELLONE

La ceca dovrà giocarsi l’accesso agli ottavi di finale in un derby ceco contro Nikola Bartunkova, con un possibile incrocio all’orizzonte con un’altra connazionale: la testa di serie numero 10 Karolina Muchova, che a sua volta dovrà superare la thailandese Mananchaya Sawangkaew.

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