Miomir Kecmanovic ha costretto Jannik Sinner a una durissima rimonta nel primo turno di Wimbledon 2026. Il serbo, infatti, vincendo primo e terzo set ha messo l’azzurro con le spalle al muro. L’italiano ne è poi uscito con una vittoria in rimonta al quinto set. Non è la prima volta nella lunga storia di Wimbledon in cui il campione in carica perde due set nel match di apertura. La stessa situazione, infatti, si è verificata anche lo scorso anno quando Fabio Fognini – in quella che sarebbe stata la sua ultima partita da professionista – trascinò Carlos Alcaraz (vincitore dell’edizione 2024) al quinto set. Lo spagnolo se la cavò vincendo 6-1 al quinto ma fu la partita più difficile per lui fino alla finale persa contro Sinner.
Roger e la doppietta di Borg
Anche Roger Federer nel 2010 si trovo nella stessa situazione: il colombiano Alejandro Falla si ritrovò sopra 2-0, costringendo il detentore di maggior numero di titoli a Wimbledon (8) a rimontare. Lo svizzero in quell’occasione si impose 5-7 4-6 6-4 7-6(1) 6-0, ma non riuscì a confermarsi campione venendo sorpreso da Tomas Berdych ai quarti di finale. Negli anni 2000 anche Lleyton Hewitt si trovo in una situazione analoga. Precisamente nel 2003 quando Ivo Karlovic riuscì ad eliminarlo 1-6 7-6 6-3 6-4.
Tornando indietro di una cinquantina d’anni in questa particolare classifica si trova Bjorn Borg che uscì indenne da questa situazione non una, ma ben due volte, per giunta consecutive. Nel 1977 rimontò due set di svantaggio a Mark Edmondson (3-6 7-9 6-2 6-4 6-1), mentre nel 1978 si trovò sotto 2-1 per poi chiudere 8-9 6-1 1-6 6-3 6-3. Bjorg si riconfermò campione anche nel 1978.
Prima dell’Era Open
Due precedenti risalgono addirittura a prima dell’Era Open. Nel 1967, ultimo anno prima dell’inizio dell’era moderna del tennis, Manolo Santana venne sconfitto da Charlie Pasarell con lo score di 8-10 3-6 6-2 6-8. Il primissimo campione in carica di Wimbledon a perdere due set nel match d’esordio, però, fu Henri Cochet nel 1930 che sconfisse Hendrik Timmer 6-4 9-11 4-6 6-4 6-2. Insomma, una “tradizione” davvero antica quella del campione in carica di Wimbledon che perde almeno due set all’esordio.