A Wimbledon le grandi battaglie devono fare i conti con l’orologio. Dal 2009, anno dell’inaugurazione del tetto sul Centre Court, il torneo londinese è soggetto a un coprifuoco: le partite non possono proseguire oltre le 23 locali, la mezzanotte italiana. Non è una scelta sportiva, ma una condizione legata all’area dell’All England Club, inserita in un quartiere residenziale.
Perché esiste
La norma serve a tutelare i residenti e a gestire il deflusso del pubblico. A quell’ora migliaia di spettatori devono lasciare l’impianto, raggiungere stazioni e mezzi pubblici e rientrare in sicurezza. Per questo organizzatori e autorità locali hanno fissato un limite rigido, con una minima elasticità solo in casi eccezionali.
Quando si interrompe
Il gioco viene sospeso quando si avvicina il limite delle 23 (ora locale, oo.oo ora italiana) e non ci sono margini ragionevoli per completare l’incontro. La partita riprende il giorno successivo dallo stesso punteggio. Sui campi senza tetto e illuminazione, invece, lo stop può arrivare anche prima, per oscurità. Il coprifuoco resta una particolarità di Wimbledon: una regola discussa, ma pensata per conciliare spettacolo ed esigenze della città.