Diario di bordo da Stoccarda, lunedì: Giorgi out… anzi no

di - 18 Aprile 2016

J

di Giulio Gasparin

“It’s just another manic monday” cantava Cindy Lauper, ma oggi per fortuna non è stato un lunedì da perdere la testa nella città della Mercedes, ma soprattutto della Porsche. Al solito il lunedì vede pochi match nel WTA Premier di Stoccarda, con i soli turni decisivi di qualificazione e i pochi match di primo turno tra giocatrici non impegnate nel weekend di Fed Cup. Ecco quindi che l’inizio delle partite è fissato per mezzogiorno ed è proprio il match che più ci tocca da vicino ad aprire le danze, ovvero quello di Camila Giorgi.

Prima di arrivare all’arena però, memore dei lauti e sfiziosi pasti che l’organizzazione offre ai giornalisti e la mia incapacità di resistere a questi, ho convinto il mio compagno di appartamento ad andare a correre prima di colazione, non appena svegliati. Nonostante un tempo uggioso, le strade inumidite dalla pioggia notturna e una temperatura fresca ai limiti del pungente, il mio cervello e i miei muscoli hanno accolto l’attività fisica con grande piacere, tanto da sortire un effetto benefico sull’intera giornata.

Il primo match è stato appunto quello della Giorgi, di cui abbiamo dato un resoconto completo a fine match, nonché le sue parole detteci in conferenza stampa. Con il senno di poi, aveva ben donde a sorridere l’azzurra, che ripescata come lucky loser, preferita dalla fortuna a Ana Konjuh, è stata sorteggiata al primo turno contro Annika Beck, anizché a Petra Kvitova, come successo a Louisa Chirico, che oggi l’ha battuta.

Il suo match prima e la conferenza stampa poi hanno occupato gran parte della mia giornata, tanto che non sono riuscito che a guardare pochi scambi degli altri match delle qualificazioni. Ne sono però uscite vittoriose Oceane Dodin, non poco a sorpresa, contro la gemella mancina della ex top 10 Pliskova: la francese, che l’anno scorso aveva dato segnali di grande crescita ad inizio anno, ha giocato una partita all’attacco, inserendo delle discrete discese a rete per chiudere gli scambi in proprio favore. Un doppio 6-3 ha dato alla transalpina l’accesso al tabellone principale.

Ottima performance anche per Laura Siegmund, originaria di Fielderstadt, a pochi chilometri da qui e sede del torneo prima che venisse spostato in questa arena. La tennista di casa ha eliminato quasi agevolmente la slovena Polona Hercog, ancora una volta troppo fallosa e troppo passiva, nonostante le qualità fisiche e tecniche le consentirebbero un gioco più aggressivo e definitivo. Il gioco vario e fatto di grandi difese della tedesca ha così avuto la meglio con il punteggio di 6-4 6-3.

Ancora una volta troppo impaziente invece l’astro nascente del tennis croato Ana Konjuh: in una partita che l’ha vista opposta alla solidità della tedesca Carina Witthoeft, la croata ha mostrato limiti fisici negli spostamenti e nel recupero, oltre a quelli tattici legati alla voglia di chiudere subito lo scambio. Un 6-3 6-4 che non mostra le tantissime occasioni avute della Konjuh per riaprire il match nel secondo set, ma che comunque si mostra veritiero della differenza al momento tra le due.

La giornata quasi perfetta per le tenniste di casa è andata avanti anche sul campo centrale, dove nel primo dei soli due primi turni giocati quest’oggi, Anna-Lena Friedsam ha avuto la meglio su Johanna Konta con un doppio 6-3 in poco meno di un’ora e venti. È stata una partita molto lottata, ma che ha visto ben poca attenzione da parte dei media locali, poiché in contemporanea ha dato una conferenza stampa Angelique Kerber. Per la campionessa in carica, nonché regina del primo slam stagionale, c’è poi stato l’onore di aprire ufficialmente il torneo con un match di esibizione con Michael Stich, Michael Chang e Mark Webber.

Tra gli spunti interessanti di questo pomeriggio, a parte un’ottima torta alle mele accompagnata da una tazza di caffé, c’è stato un bel quartetto sul campo di allenamento: tra la gente intenta a girare per gli stand degli sponsor ed i bambini che facevano la coda per mangiare le crepes, si sono allenate Roberta Vinci ed Annika Beck, affiancate da Alizé Cornet e Lucie Safarova. Roberta è apparsa un po’ stanca, forse anche per il viaggio e l’impegno in Fed Cup, ma di ottimo umore con la Beck, recentemente trasferitasi a Palermo per seguire il nuovo coach italiano.

L’ultimo match in serata è stato quello tra Timea Babos e Sabine Lisicki, in cui la tedesca cercava di tornare a vincere un game sotto questo tetto dopo ben due anni, avendo l’anno scorso incassato un pesante doppio 6-0 per mano di Zarina Diyas. Quest’anno la partita con l’ungherese è stata di tutt’altro tipo, caratterizzata soprattutto da grandi botte da fondo, anche se sarebbe riduttivo limitarsi a questo: la Babos è in grado di mescolare le carte in gioco grazie alle capacità di doppista, con cui spesso è scesa a rete, pur con fortune alterne, e con inaspettati cambi di ritmo con gli slice sia di dritto che di rovescio e le palle corte. Il primo set è stato dunque molto combattuto e divertente, con la giocatrice ungherese alle prese con un po’ di “braccino”, tanto da non azzardarsi a spingere nessun colpo dal 5-3 in proprio favore, salvo poi agguantare il tiebreak e portarsi con facilità sul 6-0. Di nuovo in vantaggio, di nuovo paura di vincere, ma questa volta c’era troppo margine e con un sonoro come on ha chiuso 7 punti a 4.

Il bel gioco dell’ungherese, liberata dalle paure del primo set, l’ha portata a condurre con facilità disarmante fino al 5-1 in proprio favore, quando nuovamente la paura di chiudere ha fatto capolino. Diversamente dal primo set, questa volta è stata complice anche un’ottima reazione della Lisicki, che però è durata giusto il tempo di due giochi. Chiamata nuovamente a servire per chiudere i conti, la Babos è tornata a spingere e al terzo match point ha messo la parola fine al match ed alla giornata.

Sono le 11.05 e siamo in attesa dell’arrivo dell’ungherese in sala stampa, prendendoci avanti abbiamo già fatto un podcast in italiano e vorremmo anche registrarne uno in inglese, avremo ancora voglia alla fine dell’intervista? Mi pare una bella domanda per lasciarvi in attesa fino a domani.

© riproduzione riservata

Un commento

  1. elia

    grazie per gli articoli sempre molto interessanti; mi incuriosisce l’intervista alla Giorgi cui si accenna all’inizio del pezzo ma non riesco a trovarla. potreste aiutarmi?
    grazie mille e buon lavoro

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