Finale senza storia: La Fed Cup è nostra

di - 8 Novembre 2010

di Sergio Pastena

E alla fine è arrivata. La Federation Cup è dell’Italia per la terza volta in cinque anni: le azzurre hanno sconfitto in finale gli Stati Uniti col punteggio di 3-1 (il doppio finale non è stato disputato). Poco da dire sul modo in cui il successo è arrivato: la vittoria non è mai sembrata essere in discussione fin dal primo giorno, quando la Schiavone ha distrutto la Vandeweghe e la Pennetta ha avuto la meglio con qualche difficoltà in più (ma neanche troppe) della Mattek-Sands. La seconda giornata si è aperta con un cambio di rotta di Mary Joe Fernandez, che ha mandato in campo la Oudin, capace di battere nettamente Francesca. Era troppo tardi, però: a mettere il sigillo sul trionfo italiano è stata Flavia Pennetta.

Il 6-1 6-2 rifilato dalla brindisina a una spenta Vandeweghe è stato un sigillo anche per una stagione fenomenale, senza precedenti nella storia del tennis femminile. La Davis in gonnella l’avevamo vinta altre due volte, ma quest’anno davvero abbiamo visto di tutto: prima vittoria in uno Slam con la Schiavone al Roland Garros, due italiane contemporaneamente nella Top Ten, Francesca numero sei in singolare e Flavia numero uno in doppio con la Dulko, partecipazioni al Master (e vittoria in doppio della Pennetta), altri tre tornei vinti, l’ultimo dalla Vinci in Lussemburgo e, ciliegina sulla torta, la Federation Cup. Sicuramente è opportuno ammettere che il percorso per noi è stato abbastanza agevole: avessimo trovato le due Williams sarebbe stata decisamente più dura, ma se è vero che non si parla degli assenti allora è bene parlare delle nostre ragazze, che in campo ci sono sempre anche quando gli impegni di Fed Cup coincidono con altri appuntamenti importanti (vedi il Master B di Bali). Personalmente non getteremmo neanche la croce addosso a Mary Joe Fernandez: l’ex giocatrice statunitense ha mandato in campo la Vandeweghe che non è risultata all’altezza della situazione, ma non dimentichiamo che l’esclusione della Oudin aveva trovato tutti d’accordo perché le condizioni della giovane americana non sembrava essere buone. Poi, invece, è scesa in campo e ha giocato alla grande, ma parlare “a posteriori” è troppo facile.

Ad ogni modo il campo ha dato il suo verdetto e ora se ne riparlerà a febbraio, quando inizierà la nuova edizione della Fed Cup. Al primo turno giocheremo contro l’Australia e il match potrebbe essere insidioso vista la presenza della Stosur, anche se ad affiancarla dovrebbe esserci una tra Molik e Rodionova, non esattamente due fenomeni.

Una parentesi anche sul Master B di Bali: nessuna delle quattro teste di serie ha vinto il proprio quarto di finale e alla fine a spuntarla è stata la Ivanovic, che ha battuto in finale la Kleybanova. Il palcoscenico, però, è stato tutto per un’altra wild card, Kimiko Date-Krumm, capace di far fuori Na Li al primo turno per poi impegnare duramente la serba in semifinale, portandola fino al terzo set. Insomma, l’ennesima dimostrazione di grande competitività per questo scricciolo giapponese, capace a quarant’anni di tenere testa agli armadi del circuito Wta…

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67 commenti

  1. Mario Polidori

    Bravissime!!!
    Mentre ieri sera guardavo il match della Pennetta, sinceramente senza grandi preoccupazioni, mi sono soffermato a pensare quanto sono diventate belle e convincenti le nostre ragazze.
    Ho dovuto anche prendere atto che al di là degli scontri che si possono avere con la Federazione, c’è da ammettere che senza il supporto di quest’ultima tutto questo non sarebbe potuto succedere, e parlo anche degli scorsi anni.
    La visibilità che hanno avuto le ragazze, se non su mamma Rai che le ha messe sul satellite, è a dispetto di tutti un patrimonio acquisito.
    Arrivo a dire che soltanto le antiche ruggini degli italioti che non siamo altro, ha impedito alle ragazze di fare altrettanto bene nella carriera individuale.
    E la prova di questo, sta nella maturità tennistica raggiunto tardi rispetto alle loro effettive potenzialità.
    Ma sono sufficientemente adulto per apprezzare e godermi questo risultato, che secondo me va al di là del risultato.

  2. andrew

    …sono contro i campionati a squadre nel tennis…

    è un po’ come giocare per il circolo. Infatti, in Italia, non si fa altro che giocare per il circolo…Pennetta e Schiavone è da quando avevano 8 anni che giocano competizioni a squadre (under8, under10, under12, under14, under16, provinciali, regionali, nazionali, trofeo Polla, Belardinelli, coppa delle provincia, coppa inverno, coppa estate, coppe junior internazionali u12,14,16, pia cup, serie d, c, b, a2, a1, coppa europa, ecc. ecc.)… Credo siano le più attrezzate.

    e la federazione è una federazione di circoli…

  3. KB

    Non voglio sminuire il successo azzurro perchè chi vince ha sempre ragione e gli assenti hanno sempre torto e comunque penso che anche con le sorelle Pennetta e Schiavone se la sarebbero giocata.

    Però, a me sembra incredibile che un movimento tennistico come quello USA non abbia di meglio da mettere in campo che le giocatrici che abbiamo visto.
    Non mi sembra che sia un problema di numero di praticanti, ne mancanza di campi, di soldi, di competenze o di tradizione, hanno anche il tennis nelle scuole, ma allora dove sta il problema ?

  4. Nikolik

    All’incredibile curriculum del 2010 del nostro tennis femminile, scritto nell’articolo, vorrei aggiungere che la Pennetta è stata, per un periodo, contemporaneamente top ten sia della classifica di singolare che di quella di doppio.
    Anche questo è record.

    E vorrei aggiungere che abbiamo 7 italiane top 100 (quasi 8, a dire la verità, visto che la Camerin è n. 112).

    E vorrei aggiungere i numerosi tornei WTA vinti in doppio da Errani, Vinci e Garbin.

    E vorrei aggiungere la prima vittoria ad un Masters per un italiano/a.

    E vorrei aggiungere anche i 31 tornei ITF vinti da nostre ragazze, finora: anche questo è già record.

  5. Sergio

    Tutto giusto Nikolik, è stato un anno incredibile. Ora quello difficile sarà il prossimo, ci hanno abituato bene… 🙂

  6. franz

    Nikolik cambierei tutto quello che vincono le donne per un italiano in semifinale di uno slam.

  7. otto wrustel

    Non sono d’accordo sul fatto che sia stata una finale senza storia. Di storie e di spunti ce ne sono tanti… a partire dalla bellezza del tennis, che un giorno ti propone una Schiavone in gran spolvero, sicura dei propri mezzi, che vince e diverte a fronte di una Pennetta sottotono, distratta, nervosa, fuori forma, che sbaglia tanto e non riesce a spingere la palla, che vince stentatamente e grazie ai problemi fisici dell’avversaria. E il giorno dopo, quando nessuno se l’aspetta, si capovolge tutto: la Schiavone oppressa dalla responsabilità di fare il punto decisivo, dall’ansia di strafare, inizia a giocare a vuoto, tornando improvvisamente la giocatrice che si squagliava sempre nei match decisivi (quante finali ha perso?). La stella della Schiavone si è improvvisamente (e temporaneamente si spera) sbiadita e a salvare il fortino chi ti giunge se non Cenerentola-Pennetta? La ragazza stanca e inconcludente nel giorno precedente è diventata magicamente la più bella del reame, precisa, concentrata, implacabile, veloce. Schianta la giovane Wanderweghe che era entrata in campo tutta baldanzosa dopo la insperata vittoria della Oudin.
    E si potrebbe raccontare una storia anche dei volti del dopo gara, la Schiavone, che ci teneva tantissimo ad essere lei a portare il punto decisivo, sorride forzatamente, mentre la Pennetta dopo un anno in cui è stata oscurata dalla Leonessa, torna a splendere con uno smagliante sorriso a 32 denti. E Barazzutti che gira il coltello nella piaga, quando prende la Coppa e, inchinandosi davanti a Flavia, le consegna il trofeo, con tutti gli omaggi. Nonostante la n.1 italiana sia la Schiavone.
    Non escludo anzi che la notevole e inaspettata prestazione della Pennetta sia dovuto anche in minima parte, alla sua voglia di riscattare un anno passato all’ombra della Schiavone, una voglia di vendicarsi “sportivamente” della collega e rivale, di tornare a dire con orgoglio: “vedete? Sono io la n.1 in Italia”

    Di sicuro alla Schiavone la giornata di ieri le brucerà non poco. Le peserà nella prossima stagione? O riuscirà nuovamente a superarli come ha fatto nel 2010. E per la Pennetta questa rivalsa servirà a caricarla ulteriormente per fare un 2011 di nuovo da protagonista in singolare?

    E si potrebbe parlare anche delle scelte di Barazzutti, della scommessa (persa) da Mary Jo Fernandez con la Wanderweghe e così via. Storie se ne potrebbero raccontare molte su questa finale.
    Ma se uno deve scrivere un articolo come quando si deve timbrare il cartellino al lavoro, allora si scrive: “finale senza storia” ed amen.

  8. Roberto Commentucci

    Purtroppo una parte della gioia per questa vittoria, che costituisce il coronamento della migliore stagione di sempre del nostro movimento femminile, è in parte oscurata dalle solite polemicuzze del nostro ambiente.
    Da un lato, si dice, la Federazione vorrebbe nascondere, sbandierando le vittorie in una manifestazione che sarebbe di serie B, le magagne del nostro movimento tennistico.
    Dall’altro lato, si aggiunge, esistono giornalisti che hanno vecchie ruggini di natura personale con esponenti federali, e che quando si vince qualcosa finiscono inevitabilmente per pensare “ecco, ora questo finirà per legittimare ancora di più l’attuale gruppo dirigente FIT” e vedono rosso, arrivando a distorcere artatamente la realtà.

    Questo poi scatena reazioni indignate da parte federale, e si trascende da ambo le parti, con evidenti esagerazioni, fino a perdere del tutto il senso della realtà.

    Cerchiamo di trovare un accordo su alcune affermazioni di principio.

    1. Il nostro tennis femminile non è il più forte del mondo, ma l’Italtennis in rosa si situa per risultati complessivi e qualità media fra le prime 5 nazioni del pianeta, assieme a Russia, Belgio, Serbia e Usa (se al completo), e davanti a scuole storiche come Francia, Spagna, Repubblica Ceka e Australia.

    2. Di queste 5 nazioni leader, l’Italia è quella che prende con maggiore serietà la massima competizione a squadre, ed è qundi logico, avendo notevole qualità e coesione interna, che abbia colto i risultati che sappiamo.

    3. Una Federazione sportiva ha per Statuto CONI il dovere istituzionale di promuovere il suo sport. Pertanto non si vede perché dovrebbe rinunciare, a fini di promozione, a sfruttare l’indubbio traino e la visibilità mediatica che la vittoria in un campionato del mondo possono garantire, specie in un contesto difficile come quello italiano, dove visto lo strapotere del calcio gli sport minori sgomitano disperatamente per ottenere visibilità.

    4. La Federazione viene accusata di non avere una “linea strategica” da giornalisti che fanno un vanto del loro assoluto disinteresse per le questioni di politica federale.

    5. Il nostro movimento femminile viene accusato di non avere ricambi da questi stessi giornalisti – presunti esperti – che non conoscono minimamente le nostre giovani nate dopo il 1990, fra le quali vi sono numerose ragazze promettenti. I medesimi giornalisti però conoscono per filo e per segno le vicende sentimentali e gossippare delle bellone del circuito, e danno grande rilevanza a presunte rivalità e gelosie interne alla nostra squadra.

    Concludo:
    Il nostro sistema tennis è sicuramente reduce da un trentennio molto buio, nel quale queste vittorie rosa portano un primo, timido barlume di luce. Ciasucno ha la stampa che si merita.

  9. @ franz 6.
    anche io sarei felice dello scambio con una semifianle di slam maschile, beh magari la vittoria della Schiavone a Parigi sarebbe dura da scambiare e tanto non è fattibile, per fortuna della Schiavone. Ad ogni modo la stagione delle ragazze è stata fenomenale, un piccolo merito lo ha anche la federcircoli e forse chi lo può sapere, persino Barazuti (sic), ma principalmente sono Schiavone, Pennetta, Vinci, Errani che vanno ringraziate. Con una stagione simile a livello maschile, ora in Italia ci sarebbe una pioggia di soldi per il tennis che nemmeno il motoclismo dopo l’avvento di Valentino.

  10. Nikolik

    Ha ragione Roberto Commentuci!

    In una sola cosa ha sbagliato: quando afferma che tra le nostre giovani nate dopo il 1990 ve ne sono numerose ragazze promettenti.
    Ce n’è una nata anche nel 1989!

  11. Roberto Commentucci

    Dico, Stefano, che un ambiente che non vince nulla per trent’anni è un ambiente di poca qualità, escludendo le nostre ragazze e alcune notevoli eccezioni. E quindi questa poca qualità finisce per connotare anche una parte della stampa specializzata, c’è poco da girarci intorno.

  12. speriamo che questi successi al femminile non siano da ostacolo nello scippo di giovani ragazzi con talento al calcio, perché se passa l’idea che il tennis è uno sport da femminucce beh allora buona notte. A mio avviso è uno degli soprt più maschili che ci siano mentre forse è proprio il calcio uno degli sport più femminili, prova ne sia il successo del calcio negli USA dove spopola tra le ragazze e poi basta vedere gli armadi che popolano le classifiche WTA, alcune non sfigurerebbero nemmeno dinanzi alle nuotatrici DDR degli anni ottanta, poi certo ci sono anche gli scoiattoli e grassottelle ma non sono quelle a dominare la scena. Ad ogni modo si sera che alcuni di questi talenti giovani riescano a salire su questo treno fin che cammina, Camila Giorgi in primis e che peccato che la Knapp abbia dovuto operarsi al cuore, era su un ottima strada prima dell’intervento, con lei e la Oprandi al loro massimo potenziale la suqadra italiana dovrebbe temere solo la Russia al top e gli USA con le WIlliams.

  13. Mario Polidori

    @Roberto
    possono dire e fare quello che vogliono, ma che il movimento femminile sia ai livelli più alti che possiamo ricordare è innegabile.
    E se in america non giocano le Williams nulla toglie, perché la competizione a squadre ha meccanismi diversi e non sta scritto da nessuna parte che non avrebbero potuto farcela o comunque ben figurare.
    Non abbiamo niente, annaspiamo cercando di risalire la china e stiamo a sindacare su fesserie, quello che obiettivamente è una realtà?
    Piuttosto parliamo dell’abnegazione che magari manca ai maschietti, ma le femminucce lasciamole stare.
    No so se hai notato che per la prima volta ho dato merito alla Federazione.
    Nel bene e nel male, diamo a Cesare quel che è di Cesare.

  14. Stefano

    @ Roberto

    Io sinceramente non sarei così tranciante.
    A parte il fatto che abbiamo alcuni tra i giornalisti di tennis più premiati a livello internazionale, non concordo sul sillogismo -è trent’anni che non vinciamo -se non vinciamo non abbiamo qualità giornalistica – è trent’anni che non abbiamo qualità giornalistica.

  15. Roberto Commentucci

    Mi sono spiegato male, Stefano.
    Vedi, quando in un paese grande, ricco e sportivo come il nostro in una disciplina con 2 milioni di praticanti non si vince nulla per 30 anni, accadono delle degenerazioni. Quando gli unici a vincere dei premi internazionali (con pieno merito, all’epoca) sono i giornalisti,mentre i giocatori sono delle mezze calzette, accade che siano proprio i giornalisti a sentirsi le star, i protagonisti della scena, anziché limitarsi ad essere coloro che dovrebbero raccontare i fatti e fare opinione.

    E così è successo da noi. Quando avremo nuovamente un top 10 maschio (e prima o poi succederà), tutto questo ambiente asfittico e autoreferenziale verrà spazzato via dalla massa dei nuovi appassionati e dalle nuove leve. E tireremo tutti una boccata d’aria pura.

  16. andrew

    però, pensandoci…

    Forse ha ragione il Roberto post-lobotomia bacciniana… Tommasi, Clerici e Scanagatta impallidiscono di fronte a Di Natale, Galeazzi Junior e Baccini.

    I primi sono autoreferenziali e i secondi sono fit-referenziali.

    Non so cosa sia meglio per un giornalista…anzi, lo so…meglio, riferirsi a se stessi e al proprio pensiero…

  17. @ Comments 16.
    concordo, c’è da tenere presente però anche il paese del quale si parla e lo stato generale del giornalismo in esso, id est comatoso. Mai uno che ponga “the second question”, ovvero mettere il dito nella piaga, chiedere un chiarimento della risposta appena ricevuta sulla domanda, anche criticamente. Ma qui spesso non si pone nemmeno più la prima domanda figurarsi la seconda. Uno dei pochi che ho visto porre anche la seconda domanda, con insistenza, è proprio il Comments che guarda caso di professione non fa il giornalista. Siamo arrivati al punto che per essere professionali il giornalismo bisogna praticarlo come hobby.

    @ andrew 19.
    ah già che c’è pure Galeazzi junior, non l’ho ben presente, ma della troika elencata mi pare che debba essere per forza quello meno nocivo.

  18. Roberto Commentucci

    Quinzi pare he abbia vinto,62 62. Notizia ufficiosa e da verificare. E comunque, cambia poco.

  19. Barbara

    Io non baratterei le vittorie della Schiavone con la vittoria di uno slam da parte di un italiano e non perchè sono una donna, ma perchè non c’è nessuno che sappia giocare bene come lei e regalando un simile spettacolo.
    Se uno ama veramente il tennis va oltre qualche dettaglio anatomico ed è stato costretto a farlo anche McEnroe nel caso di Francesca.
    Sveglia, il tennis femminile è brutto non perchè giocato da donne ma perchè noioso, quando è giocato bene lo spettacolo è uguale.

  20. Stefano

    @ Roberto

    Mah, abbiamo tanti pessimi giornalisti così come tanti buoni giornalisti (forse meno dei pessimi), sia nel tennis che nelle altre discipline, così come per la politica e l’economia.
    Non credo davvero che i risultati possano influenzare la qualità del giornalismo.
    Caso mai il giornalismo è influenzato dalla qualità del lettore. Seguendo il tuo ragionamento dovremmo quindi sostenere che la scarsa qualità degli appassionati di tennis ha generato una classe di giornalisti mediocre. Francamente mi sembra un’ipotesi alquanto azzzardata.

  21. @ Barbara 22.

    il motivo per il quale virtualmente rinuncierei al trionfo della Schiavone in favore di una semi in uno slam al maschile è solo quello che un risultato tale a patto che non sia puramente figlio del caso lascierebbe sperare in un concreto rilancio del tennis in Italia, liberandolo non solo dal freddo abbraccio criptato. Solo quello è il motivo non ha nulla a che vedere con la differenza tra il gioco femminiele e quello maschile. Poi ovviamente sono cose virtuali, la Schiavone ha un bel rovescio, è ammirevole il coraggio quando si butta in avanti, ma onestamente ha anche un lato arrotino, guardiamo il diritto ad esempio su quel versante il gioco della Pennetta è più estetico e forse anche più efficace almeno sul veloce dove i colpi più piatti permettono maggiori accellerazioni che contro la Oudin a Francesca avrebbero aiutato non poco pure in giornata no, anche il servizio oltre che ad essere poco armonioso non è particolarmente efficace e ballerino, e non è questione di statura perché la Pennetta non è poi molto più alta. Certo è ammirevole quello che ha fatto la Schiavone e anche il suo gioco molto variabile ma non facciamone una specie di Leconte Edberg McEnroe al femminile o la reincarnazione aggiornata ai nuovi materiali della Mandlikova.

  22. Mario Polidori

    @Avec
    sono abbastanza d’accordo per la Schiavone, anche se sono un po’ stanco di aspettare il maschietto per il rilancio del tennis.
    Non per altro, ma perché è un serpente, che se non lo fa già, rischia di mordersi la coda.
    In questa situazione ci vorrà un miracolo, 40 anni fa ci era stato concesso e l’abbiamo sperperato, perché adesso dovremmo farne tesoro?
    Il lupo perde il pelo, ma non il vizio.
    E, comunque, a ben vedere, il miracolo di 40 anni fa non è stato un miracolo, ma una programmazione degna di cogliere un risultato degno.
    Non so, sono stufo, mi piacerebbe creare il campione con qualche certezza in più, non mi sembra neanche chiedere la luna, anzi, secondo me abbiamo talmente sclerotizzato la situazione che ormai ci appare finanche plausibile.

  23. monet

    essendo concreti ed avendo un ”ingiltrato” nelle fila federaste,mi piacerebbe sapere dal Commentucci quanto in termini monetari riusciranno a portere a casa ciascuna delle nostre alfiere…..

  24. Roberto Commentucci

    Non vedo perché lo debbo scrivere su un Forum. Sarà la Federazione a renderlo pubblico, se lo riterrà opportuno. Io personalmente credo che l’entità di questi premi dovrebbe essere resa pubblica, anche per smentire il falso mito collettivo secondo cui se giochi i tornei del circuito guadagni tanto mentre se giochi Davis e Fed Cup ci rimetti.

  25. Nikolik

    Ben detto, Roberto.

    Era proprio sul sub-blog Genitori e Figli che girava la favoletta che giocare la Federation Cup e/o la Davis non conveniva…
    Quante sciocchezze, genitore, quante assurdità…

    La sapeste tutta!

  26. prince

    Beh però Nikolik..il problema è sempre il solito, non trovo corretto che tu dica…quante assurdità, quante sciocchezze…..genitore. Se come per tutto ci fosse chiarezza e trasparenza si eliminerebbero i dubbi i si dice ecc ecc.

  27. Madmax

    Guardiamo un po’più in la del nostro naso però..

    La Fed Cup per le giocatrici mediocri è un vantaggio per quelle forti una rottura..

    Vincendo si guadagna? Si ma se sono tra le cinque e vinco gli Slams non ne ho bisogno e d evito di farmi tutte le volte il giro del mondo..

    Dopo di che i rischi sono che oltre una stagione già pesante di suo si aggiungono altri match, viaggi etc etc..

    Il punto poi è che non giochi da solo per cui non è detto che si vinca sempre perchè non sempre i compagni sono all’altezza..

    Certo poi quando due buone giocatrici giocano nella stessa squadra, in una competizione dove le top non giocano è quasi sempre certa o quasi la vittoria ed allora il rischio vale la candela (per le non top five per cui rimane cmq una rottura e non ne hanno bisogno)..

    Ma per chi gli Slams li vince con regolarità o chi il denaro lo guadagna anche senza vincere (vedi Sharapova che però quando aveva gli stimoli gli Slams li vinceva con regolarità)è praticamente tempo perso e un rischio di infortunio in più che non c’è motivo di correre..

  28. monet

    comentucci ..se giochi la nostra coppa davis….CI RIMETTI!!!!!!!!!
    adesso scriverai…cercate di andare in A!!!!

  29. monet

    …e tu sai il perchè caro nikolik e lo sa anche roberto…per favore non istigatemi su questo argomento potrei diventare molto fazioso e….maleducato!!!

  30. Freddo

    Va beh Roberto però se non lo dici e lo sai sembra che stai nascondendo qualcosa e secondo me è pure più grave. Pure i giocatori che hanno preso i soldi in Olanda non lo dicevano a nessuno, poi si è saputo lo stesso e si è fatta una figura ancora peggiore.

  31. prince

    meno male che c’è monet…..che è ricordiamolo uno dei pochi genitori informati….mi sa che a lui non la si racconta….vero Nikolik 🙂

  32. prince

    Commento di servizio, aggiornate l’ora del server su cui gira il sito è ancora settato sull’ora legale.

  33. Roberto Commentucci

    Appunto monet, appunto. Come dice madmax, cerchiamo di guardare un pò più in là del nostro naso… e del nostro utile immediato, facendo un investimento per il futuro. In serie A ci sono i soldi, sia quelli veri, sia da fonte ITF, sia da fonte federazione. Ovviamente tutti i nostri giocatori dovrebbero però accordarsi su un progetto serio, cosa di cui si parla da anni ma che non avviene mai.

    Max, però vai a vedere quante partite hanno giocato in stagione le top 10… In realtà il movimento femminile è in un momento di gran confusione, manca una leader vera, e ciascuna si programma un pò a caso.

  34. monet

    @ Robewrto…sono 13 anni che sto investendo….fammi andare alla cassa ogni tanto…..
    ps: i progetti seri sono 5 anni che ne sento parlare,ma appena giri l’angolo ognuno fa per sè…e loro son contenti…fidati!!!

  35. Freddo

    Come non quotare l’ultimo post di Fulvio, purtroppo è così. Robè ma quanto hanno preso se pò sapè? 🙂

  36. Roberto Commentucci

    Non lo so, ma anche se lo sapessi non lo scriverei, perché non sono autorizzato a diffondere un’informazione simile e, come sapete, non sono un giornalista.

    Mi limito a dare il mio parere sull’argomento: secondo me le cifre andrebbero pubblicate, in un’ottica di trasparenza amministrativa e anche per dare un messaggio ai maschietti: è verò che siete meno forti delle donne, è vero che non potreste vincerla, la Davis, ma è anche vero che con una maggiore coesione interna e un pochino di fortuna si potrebbe tranquillamente tentare di tornare nel gruppo mondiale.

    Dall’Olanda in poi, tra l’altro, mi è parso di capire che la Federazione abbia anche aumentato l’importo dei gettoni di presenza, incentivando maggiormente i giocatori a partecipare. Quiindi davvero, basterebbe un pò più di fiducia nei propri mezzi e un pò più di coesione interna. Poi, certo, se ribecchiamo Federer e Nadal allo spareggio, sarebbe tutto inutile.

  37. Madmax

    Si Roberto avranno anche fatto una programmazione a caso, ma l’hanno scelta loro però.. 🙂

    E chissà magari l’hanno scelta a caso perchè preferivano andare al mare piuttosto che in posto sperduto… 🙂

    La realtà invece è che vanno dove le danno i soldi sottobanco che per quelle forti forti sono più che il gettone di presenza alla Fed.. 🙂

  38. Barbara

    Avec
    non avevo intenzione di dire che la Schiavone è come McEnroe, ho detto che anche lui che non sopporta il tennis femminile la trova divertente da guardare.
    Io non ne faccio una questione tecnica, non potrei, dico solo che come spettatrice preferisco un tennis spumeggiante.
    Vedere due, maschi o femmine che siano non ha importanza, che fanno a pallate da fondo mi crea un effetto sonnifero e non riuscendo a cogliere le sottigliezze tecniche mi annoio.

  39. Freddo

    Magari è con l’Olanda e basta dei premi davis non c’è certezza….non mi sembra che ci sia una logica sinceramente….

  40. Stefano Grazia

    Paradossalmente … Noi saremo un paese veramente forte tennisticamente solo quando non vinceremo la Fed E Davis Cups per il semplice motivo che i nostri giocatori saranno troppo forti per voler perdere il proprio tempo a giocarle …

  41. Stefano Grazia

    Sui giornalisti…in effetti Roberto, il post di andrei su autoreferenziali e fit referenziali non e’ fuori luogo…da che cosa lo giudichi un giornalista? Dal fatto che sia tifoso? Io ho talora criticato l’atteggiamento di Tommasi che ho definito affetto dalla Sindrome del Marchese del Grillo (io so io e voi non siete un cazzo…) o talora lo snobbismo svagato di Clerici, affetto talora da esibizionismo senile, ma se sono i nostri giornalisti più’ premiati, più’ titolati,più’ conosciuti all’estero etc etc non sara’ anche perché’ sono stati davvero i più’ bravi,i meno provinciali, quelli che hanno scritto piu’ libri, quelli che da 30 e passa anni non hanno mancato uno slam anche se non ci giocava nessun italiano in grado di vincerlo? Insomma, ammetto che sono anni che non sento una loro telecronaca ma 20 anni fa io potevo guardarmi anche Clavet-Dibbs e divertirmi solo per il loro commento mentre ora con altri commentatori faccio fatica a seguire talora nadal-federer… ProbBilmente saran no anche insopportabili ma un paio di libri di Clerici non dovrebbero Mai mancare in una libreria Che si rispetti …

  42. Stefano

    Beh, Roberto, non dire che non ti riferivi a Tommasi e Clerici perchè li hai tirati in mezzo scrivendo testuali parole:

    “Quando gli unici a vincere dei premi internazionali (con pieno merito, all’epoca) sono i giornalisti,mentre i giocatori sono delle mezze calzette, accade che siano proprio i giornalisti a sentirsi le star, i protagonisti della scena”.

    A chi altri ti riferivi sennò?

    Tra l’altro io non concordo con il mio omonimo che ritiene Tommasi affetto dalla sindrome Marchese del Grillo. Tommasi è solo una persona che difende le proprie idee, se per questo lo si vuole tacciare di superbia si commette un errore.
    Clerici svagato snob ci sta di più, ma è lui stesso a definirsi tale spesso prendendosi in giro. E ci fossero giornalisti con la sua eleganza e capacità di scrivere in circolazione, sarebbe da clonare.

  43. Nikolik

    Anzi, direi che Tommasi ha scritto un bellissimo articolo sulla vittoria delle nsotre in Fed Cup, pienamente condivisibile.

  44. Roberto Commentucci

    Stefano, allora, adesso ti spiego a chi mi riferisco, pensavo fosse chiaro:

    http://www.ubitennis.com/sport/tennis/2010/11/08/411076-italia.shtml

    Titolare un pezzo simile “E’ vera gloria?” a mio avviso è davvero scorretto, se si pensa a quel che sono state capaci di fare le nostre ragazze negli ultimi anni e specialmente in questa stagione. La Fed Cup è meno prestigiosa di uno slam, lo sanno tutti, ma da qui a dire che non conta nulla c’è in mezzo un mare. essa inoltra premia un movimento che resta fra i primi 4-5 del mondo, e questo conta eccome. Dire che si sfrutta il successo per speculazioni politiche denota scarsa lucidità, dal momento che la promozione del tennis (anche sui media) è uno degli obiettivi statutari di una Federazione sportiva. Dire che non ci sono ricambi nel nostro settore femminile, parimenti, dimostra scarsa conoscenza della situazione reale, così come si dimostra scasa conoscenza della situazione reale in tema di politica federale per i giovani nonché del supporto (tecnico, fisico, economico, fisioterapico, logistico etc.) fornito alle nostre giocatrici. Ma lui, oh, lo scrive quasi come un vanto, lui, che si annoia a morte ad occuparsi delle cose federali.
    E allora, perchè criticare ciò che non si conosce? Perchè cercare la polemicuzza a tutti i costi, solo per fare quattro contatti in più?

  45. @ Mario Polidori 25.

    d’accordo quando affermi “il miracolo di 40 anni fa non è stato un miracolo, ma una programmazione degna di cogliere un risultato degno” allora a con Panatta a Formia era possibile perché la densità a livello mondiale non era ancora quella di oggi quando il tennis è uno degli sport più globali pur non avendo ancora esaurite tutte le possibilità. Ad esempio in Africa e gran parte dell’Asia ma nache Sud America ci sono ancora ampi margini, peccato che ITF e ATP dormino su quel versante. Al momento ulteriori mercati in questi paesi possono aggiungersi solo per puro un caso come il campione portato dal barbetta che citano sempre i nostri federales e pericolangeli. La verità è che il campione non puoi aspettare che lo porti il barbetta, non è così che Federer è capitato in Svizzera, Nadal sulle baleari etc. ci vuole un sistema in grado di rendere possibile il supporto e l’individuazione di questi talenti e sopratutto ci vuole un bacino molto ampio e socialmente vario dal quale attingere questi ragazzini, e qui torniamo nuovamente ai campi pubblici in duro ai grand slam in chiaro e al mini tennis a scuola. Per fortuna che ora i campioni si possono formare anche all’estero e con la generazione GQ Baldi Donati Napolitano forse ci andrà bene perché chi sta dietro a loro ha potuto fare patrimonio degli errori del passato, e grazie ad internet e gente come Alessandro, il doc, Ubaldo etc. in futuro ci saranno anocra molte più possibilità di accedere alle esperienze già fatte da altri nel passato ed anche agli errori da non ripetere.

  46. @ Barbara 48.

    capisco il tuo ragionamento, proprio qui ci sarebbe ampio spazio di miglioramento da parte dei telecronisti che invece di parlare di pettegolezzi durante gli scambi potrebbero spiegare più frequentemente (amesso che ci sia genete che lo fa) quanto accade in campo durante lo scambio, le strategie technice, le tattiche , le varie mecchaniche dei colpi, ci vorrebbero anche molte più riprese in slow motion e pensare che di tempo per proporle ci sarebbe quanto se ne vuole con tutte le pause tra gli scambi o anche ai cambi campo. Invece le regie spesso si limitano a mostrare il ragazzino che porge l’asciugamano e il giocatroe seduto sulla panchina con lo sguardo vuoto. Anche dal punto dello spettacolo si dovrebbero mostrare molte più immagini di esultanza dopo un punto vinto che vengono mostrate molto raramente e danno un impressione noiosa alla gente che di tennis sa poco perche non lo pratica e non può sapere quindi che il tennis in tv è solo un rappresentazione astratta dove mancano dati precisi di porofondità velocità etc. che posssono essere apprezzati solo da chi ha giocato. Per fare un esempio quasi mai o mai viene spiegato il vantaggio di giocare il diritto che utilizza la muscolatura pettorale che è maggiore a quella dorsale che serve per il rovescio specie se il rovescio è ad una mano e tutta la strategia basata su questo e la geometria del campo. La differenza tra colpi insde e outside, il footwork come moderna wheapon che toglie tempo all’avversario, il posizionamento in campo quando si gioca sulla diagonale di diritto o quella di rovescio che è una cosa diversa da tornare al centro dopo ogni colpo. Se i commentatori spiegassero meglio e frequentemente queste cose aiutandosi cone molti replay anche uno che non ha mai giocato a tennis si toglie dalla testa che sta guardando due che giocano una roba come quelli con i racchettoni in spiaggia passandosi la palla l’uno all’altro. Ci vorrebebro spalla tecniche più vivaci e capaci di socciolare queste cose tecnico tattiche strategiche. In questo modo anche il telespettatore verrebe abituato ad anticipare i colpi come lo fanno i giocatori e si renderebbe esso stesso conto di variazioni e improvvisazioni. Non penso che Tommasi Clerici siano capaci di far eun lavoro del genere, a loro andrebbe affiancata una spalla tecnica giovane capace di fare questo (uno un po’ simile a Robbie Koenig ma più bravo di lui), dovrebbero essere quindi in tre a commentare con Tommasi che enfatizza lo score e Clerici che da le pennellate di colore. Loro due soli non vanno più bene, una volta che il gioco era molto più verticale con molto serve and volley poteva anche andare ma adesso non più.

  47. Mario Polidori

    @Avec
    sottoscrivo, ma sono meno ottimista.
    Quello che una volta ha reso possibile il miracolo era adeguato a ciò che ci voleva all’epoca.
    Quello che si fa oggi non mi convince del tutto, qui sta il mio non essere ottimista, non mi sembra adeguato, anzi per certi versi mi sembra oltre.
    Però lo penso perché faccio il tifo, non per altro, è come avere a cuore una squadra per la quale ti sgoli anche se hai la sensazione che non sia a posto e non abbia i numeri per vincere.
    Una sensazione, e come tale, del tutto personale.
    Voglio dire, chi ci metterebbe la mano sul fuoco? O almeno un dito? 😉

  48. @ Comments 55.

    mah, ho letto l’articolo e sinceramente non ci ho trovato molto di sbagliato o di non condivisibile, due cose forse non sono veritiere. L prima che non ci siano giovani talenti al femminile, non sono ancora arrivate sul world tour ma questo anche perché i tempi sono cambiati e persino una come la Larcher de Brito non sta facendo sfraceli. OK non abbiamo una Wozniacki in rampa di lancio ma ragazze che possono arrivare nel territorio tra le posizioni 20 e 50 ci sono e questo era anche quello che potevano fare Schiavone e Pennetta che poi sono andate oltre. Ad esempio la Giorgi e le sorelle Mayr (per ragioni diverse) ma anche molte altre quindi non siamo messi male, sicuramente molto meglio che nel settore maschile dove ci tocca sperare nei quindicenni e quattordicenni.
    L’altra cosa sbagliata è che siano stati quelli della ITF a voler spostare i turni di coppa davis alla settimana dopo le finali slam. Che io sappia questa era una richiesta dei top players tramite l’ATP (probabilmente per avere una scusa valida nel caso che non volessero giocare una trasferta davis come ha fatto Federer nell’ultimo turno in Kazakistan o Nadal se non sbaglio fece contro la Francia) frutto di uno scambio per avere punti ATP a disposizione per la Coppa Davis, noi ATP vi diamo i punti per la davis ma voi ITF spostate le date, questo è quello che ho sentito io ma può anche darsi che sia sbagliato e che Ubaldo abbia ragione. Il titolo invece personalmente non mi piace, si può dire che è questione di gusti ma non mi trovo troppo d’accordo. è un titolo giornalistico da giornale stampato (magari per attirare l’attenzione dell’lettore per un trafiletto tennistico tra una valanga di altri articoli calcistici), questi titoli secondo me non sono più necessari nella nuova era del giornalismo elettronico. Non è il primo titolo di questo tipo (ricordo vagamente uno sul caso scommesse kolya) e non sarà l’ultimo, perché da quello che ho capito Ubaldo la vede diversamente e visto che il sito è il suo sono cavoli suoi. In pratica io sono d’accordo nel dire che è sbagliato sbandierare ai quattro venti che SIAMO campioni del mondo, fosse anche solo per ragioni promozionali sul territorio nazionale, ma è anche sbagliato il sottotitolo “è vera gloria?” (che tra l’altro mi pare dopo è stato anche tolto) perché troppo vago per indirizzare una critica seria, sesazionalistico sarebbe dire troppo ma vagamente stile tabloid, generalmente i titoli che finiscono con un punto interrogativo non sono i miei preferiti, son gusti.

    @ Mario Polidori 58.

    siamo d’accordo, ma forse con GQ ci è andata di culo e il barbetta ha sbagliato mira ed invece di centrare il vaticano è andato ad est con una delle sue comunicazioni… e poi il resto lo ha messo il padre mandandolo dalla gente giusta senza badare se per questo bisognava attraversare l’atlantico.

  49. Barbara

    Avec
    si sarebbe interessante, ma Tommasi e Clerici vanno pensionati.
    I commenti sulle tenniste sono inascoltabili ed è meglio se mi fermo qui.

  50. andrew

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    Roberto, il consulente esterno free-lance gratuito che ogni federazione dovrebbe avere!!!

    Hai una federazione? Vuoi continuare a farti gli affaracci tuoi, della tua cordata/congrega e dei tuoi adepti dandoti una parvenza di apertura e/o efficienza? Il tuo settore comunicazione, seppur pagato, non riesce maldestramente a celare le tue vere intenzioni?

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    ah…allora Roberto cella avevi solo con Scanagatta.

    Ma, sinceramente, dopo che la federazione ha occupato anche il campo dell’informazione con supergulptennis, la rivista e il sito, occupandosi non già propriamente delle cose federali ma cercando di abbracciare tutto lo scibile tennistico (come qualsiasi circolo operante in regime di monopolio tende a fare), dopo che ha cercato di portargli via persino i collaboratori, dopo che non gli hanno cagato minimamente le sue iniziative e dopo che lo hanno anche citato in tribunale per dei commenti…..beh, insomma, non è che se fa un titolo di critica allo spessore di una vittoria, si possa essere proprio nauseati da cotanta viltà….

    Ma te l’ho detto…per prendere il posto di Baccini devi prima diventare Baccini…

  51. Atti

    Come sempre…ironico e irreverente…invece di organizzare ..banner che nessuno ti comprerà mai…organizza…un raduno vaffantennistico!

    Mettiamoci nei panni di queste brave fanciulle…sempre a cercare il pelo nell’uovo …che c’entrano loro delle beghe fra UBS e la FIT ? … e/o che si pero’ i maschi non vincono…qualche fenomeno di blogger ha poi proseguito sostenendo addirittura che cambiarebbe l’annata 2010 delle donne con un quarto di slam di un maschietto…

    .. a volte si cerca l’articolo ad effetto per attirare il lettore…piu’ che fare una semplice e doverosa cronaca giornalistica …

  52. andrew

    Atti….tocca a te organizzare qualcosa!!

    sul resto, non è tanto cercare il pelo nell’uovo… è piuttosto che non si dovrebbe cercare la pagliuzza nell’occhio altrui quando si ha un solaio di travi nel proprio…

  53. andrew

    Atti, a proposito…

    …è sott’acqua anche il centro-ossimorico-periferico di Vicenza? Tu nuoti?

  54. Roberto Commentucci

    Andrew, ammetto, mi hai fatto fare un sacco di risate.

    Però stai tanquillo che le cose non stanno come credi tu, fidati. E quella situazione, come tu sai, la conosco bene. 🙂

  55. Atti

    Si andrew.. dovrebbe essere sott’acqua ..e sabato c’è stata talmente tanta solidarietà ….che non si è trovato un altri circolo per far allenare i ragazzi…

    Oggi…e domani…la divina provvidenza…dovrebbe aver risolto.

  56. Stefano

    @ Roberto

    evidentemente abbiamo capito male in parecchi visto che sembrava a tutti che ti riferissi ANCHE a Tommasi e Clerici.
    Che in primis avessi il dente avvelenato con Scanagatta… beh, non era nemmeno quotato 🙂

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